domenica 6 dicembre 2009

Lotta alla mafia o guerra fra cosche mafiose?

Da sempre abbiamo assistito, specialmente in Sicilia, più che a lotte dello Stato contro la mafia (in passato inesistenti per la verità) a guerre fra cosche mafiose.
Corleonesi contro Palermitani, Famiglia A contro Famiglia B, Famiglia C contro Famiglie associate, Cosa Nostra contro 'Ndrangheta, Camorra contro Cosa Nostra.


(da Repubblica.it)

Successi e contraddizioni
nella lotta alla mafia

di GIUSEPPE D'AVANZO


LA DEBOLEZZA di Cosa Nostra è scritta nelle cose. La leadership "corleonese" è in galera, se si esclude Matteo Messina Denaro. Le seconde file devono scontare decenni di carcere. In libertà, terze file e qualche "vecchia gloria" degli anni Settanta/Ottanta, ammesso che la nomenclatura di ieri corrisponda a quella di oggi e non ci siano uomini che non conosciamo, potenti con gran pedigree criminale, ma senza volto. La pressione degli apparati repressivi dello Stato non si allenta. È costante, invasiva e i risultati sono molto soddisfacenti. Come è accaduto ieri, ancora una volta dopo l'arresto di Domenico Raccuglia (15 novembre).

Cade nelle rete a Palermo Gianni Nicchi, 28 anni, mafioso sperto nonostante la giovane età, un "uomo di pistola" che l'arresto di Antonino Rotolo (giugno 2006) - il suo capo a Pagliarelli - ha lanciato ai vertici dell'organizzazione. A Milano, è stato preso Gaetano Fidanzati, 75 anni, un nero passato alle spalle di trafficante di droga (tra i più attivi), un presente di guida della famiglia dell'Acquasanta, lasciata vacante dai fratelli Galatolo. Un doppio, eccellente colpo. Un frutto succoso della collaborazione e dello spirito di sacrificio degli organi dello Stato. L'entusiasmo interessato di Silvio Berlusconi tende a dimenticarlo.

Questi ricchi raccolti, che possono ricondurre - anche presto - la patologia criminale siciliana a livelli fisiologici, sono possibili per il lavoro ostinato delle polizie e l'impegno tenace dei pubblici ministeri di Palermo e Milano. Dunque, di quelle burocrazie della sicurezza cui il governo non è in grado di assicurare adeguate retribuzioni e migliori risorse; di due procure da anni diventate bersaglio fisso degli assalti polemici del presidente del Consiglio; di quell'ordine giudiziario che appare l'obiettivo mai dimenticato dei punitivi progetti legislativi della maggioranza.

Berlusconi, anche con buone ragioni, è soddisfatto e dice: "A Palermo siamo riusciti a catturare Gianni Nicchi, che è il numero due di Cosa Nostra. E a Milano abbiamo catturato Danilo Fidanzati, che è il numero tre di Cosa Nostra". Al di là della classifica che, con mafia e mafiosi, lascia sempre il tempo che trova, è quel "siamo" che interessa di più. Berlusconi intende con quel "siamo", noi del governo e quindi io che lo guido? O, dietro quel noi, c'è la consapevolezza che Cosa Nostra può essere distrutta soltanto dall'impegno plurale, coordinato e ininterrotto di tutte le articolazioni dello Stato e della società, governo, Parlamento, amministrazioni, magistratura?

Diciamo che si può pensare che il presidente del Consiglio abbia la tentazione di cancellare con gli eccellenti risultati dell'azione repressiva delle polizie e della magistratura tutti i grattacapi che i ricordi di Gaspare Spatuzza, mafioso di Brancaccio, hanno riproposto. Ora non c'è dubbio che le parole del nuovo testimone dell'accusa nel processo Dell'Utri e nelle inchieste (riaperte) per le stragi del 1992 e 1993 non abbiano ancora adeguati riscontri. Come è fuori discussione che la discovery delle sue rivelazioni sia stata prematura e probabilmente l'anticipazione ne pregiudicherà l'esito, comunque problematico.

Tuttavia quell'accusa - "Berlusconi e Dell'Utri sono i responsabili delle stragi del 1992 e 1993" - è così tragica che impone di essere verificata con rigore per giudicarla o una menzogna o una spaventosa verità. Lasciarla galleggiare è il peggio che può accadere. Anche Berlusconi dovrebbe comprenderlo e sapere che non sarà l'arresto di Nicchi e Fidanzati - e si spera presto la cattura di Matteo Messina Denaro - a eliminare la necessità, il dovere di accertare quanto è accaduto nella transizione dalla Prima alla Seconda Repubblica, stagione scandita dalle cariche di tritolo.

Anche perché le difficoltà in cui vivono le forze dell'ordine e l'ostilità manifesta riservata alla magistratura non sono le sole contraddizioni della politica della sicurezza del governo. Se ne possono rintracciare altre. La vendita dei patrimoni confiscati alla mafia appare a molti addetti un "segnale positivo" lanciato a Cosa Nostra perché le nuove procedure consentono alle famiglie di rientrarne in possesso attraverso prestanomi. Il dibattito sull'abolizione del "concorso esterno in associazione mafiosa" appare ad altri un modo per evitare al premier una futura imputazione e una garanzia per Marcello Dell'Utri, magari da incassare in Cassazione. E anche un espediente per rassicurare la "borghesia mafiosa": è vero, il gioco contro le famiglie di Cosa Nostra è molto duro, ma contro chi ha protetto gli interessi criminali, ricavandone degli utili, può dormire tra due guanciali, il governo non lascerà indietro nessuno.



sabato 5 dicembre 2009

No B-Day e le parole toccanti di Borsellino.

Grazie Borsellino!

Grazie per le tue parole toccantissime!

Grazie per averci dato almeno la speranza che in questo Paese si può ancora recuperare l'onestà non solo materiale ma anche morale.
Grazie.

A me non importa chi l'ha organizzata e come.
Cosa c'è dietro l'organizzazione o dietro gli organizzatori.
Non mi importa se dietro il colore viola OLTRE i partiti politici vi si siano mischiati in mezzo anche i colori della politica.

Sarà la politica poi a dover fare il suo dovere e svolgere il suo compito e trasformare in atti parlamentari queste pulsioni popolari.

E Bersani?

Ma possibile che la sua miopia politica abbia rasentato così tanto l'idiozia?

O forse si deve dare credito a quelle voci di inciuci profondi che passano attraverso l'asse Berlusconi-D'Alema e i dalemiani di cui Bersani è una espressione?

Oggi è un gran giorno perché la gente vuol essere protagonista della sua storia e vuol cominciare a farsi sentire.

Perché la giornata di oggi non si esaurirà qui.
Ne siamo certi.
E Internet è il suo veicolo!!!

Non illudiamoci che i media tradizionali tratteranno benevolmente questo No B-Day.

Vedo già i Fede e i Minzolini e i "bravi lacché" sedicenti giornalisti televisivi e della carta stampata di regime sminuirne la portata, demonizzarla, occultarla, nasconderla sotto il tappeto, ma la rete, questa rete, Internet, sarà sempre il nostro mezzo di comunicazione VERO E LIBERO!!!

Internet non riusciranno MAI a controllarlo e MAI riusciranno a controllare le nostre coscienze.

(da LaStampa.it)

5/12/2009 (14:34) - LA PROTESTA ANTI-CAVALIERE
"No B day", la protesta invade Roma


Corteo al via: "Berlusconi dimettiti".
Manifestazioni anche in altre città.
Rosy Bindi: "In piazza c'è tanto Pd"
ROMA
Il colore viola degli «autoconvocati» e il rosso dei partiti della sinistra radicale dominano visivamente piazza della Repubblica, piena dei manifestanti che parteciperanno al "No B Day". Molti manifestanti indossano sciarpe, foulard, pullover o altri capi di colore viola.

La fantasia ha poi spinto molti manifestanti a indossare parrucche viola, o a innalzare cartelli scritti a mano che chiedono, con frasi ironiche, al premier Berlusconi di andare a casa. Contrariamente alle aspettative non è il pentito di mafia Spatuzza l’icona dei manifestanti, bensì Veronica Lario, la cui fotografia viene mostrata da molti manifestanti con scritte irridenti al premier. Poco dopo le 14 il corteo si è mosso verso piazza San Giovanni. Ad aprire il "serpentone" uno striscione su sfondo viola con la scritta «Berlusconi dimissioni».

A piazza San Giovanni a Roma sono attese 350mila persone. Almeno è questa la previsione fatta dagli organizzatori che ci tengono a sottolineare che la manifestazione non appartiene ai partiti politici ma ai cittadini che si sono mobilitati sulla rete. Con un pizzico di orgoglio, venerdì il comitato organizzatore, rappresentato da Gianfranco Mascia, Sara De Santis e Anna Mazza, aveva fatto sapere che la quantità di adesioni registrate sulla rete li ha spinti a decidere di spostare l’iniziativa, inizialmente prevista a piazza Farnese, nella più ampia piazza romana di S. Giovanni in Laterano. Si tratta di persone che non appartengono ai partiti, anche se tanti partiti hanno subito aderito ad una mobilitazione contro il premier Silvio Berlusconi, tra i primi Antonio Di Pietro per l’Idv, e poi Prc, Pdci, a seguire anche Verdi e Sinistra e libertà.

Ci saranno quindi Paolo Ferrero, Oliviero Diliberto e Angelo Bonelli, ma anche esponenti di spicco del Pd come Dario Franceschini, Debora Serracchiani, Giovanna Melandri, Ignazio Marino e la presidente Rosy Bindi. Ma a nessuno di loro sarà permesso salire sul palco di piazza San Giovanni, da dove invece parleranno artisti, giuristi, scienziati e rappresentanti della società civile, ognuno a spiegare in che modo il berlusconismo sta distruggendo pezzi della società italiana: giustizia, diritti, donne, ricerca, cultura, ogni tematica avrà la voce di un personaggio più o meno noto. Ci saranno Dario Fo e Franca Rame, Ascanio Celestini, Antonio Tabucchi, Margherita Hack, Moni Ovadia, Salvatore Borsellino e tanti altri. Preannunciata anche la partecipazione del regista Nanni Moretti. Nel concerto finale si esibiranno artisti come Roberto Vecchioni, Er Piotta, Skiantos, Ratti della Sabina.

Il "popolo della rete" intanto ha organizzato manifestazioni anche in altre città italiane e straniere. Proteste davanti a ambasciate e consolati si sono tenuti in numerosi Paesi, a cominciare - per questioni di fuso orario - da Sydney. Da est a ovest sono previsti sit in e mini cortei però anche a Berlino, Madrid, Copenaghen, Londra, Parigi, Barcellona, San Francisco, Buenos Aires, Rio De Janeiro, Chicago, New York, Washington e numerose altre. A Bruxelles, un "No B Day" si è tenuto ieri.

venerdì 4 dicembre 2009

Tutti a difendere Berlusconi... e anche se stessi?

Spatuzza è stato definito inaffidabile dal coro di lacché che si è levato a difesa di Berlusconi e di Dell'Utri.

Certo che se Spatuzza è inaffidabile in quanto mafioso, non dovrebbe esserlo anche Dell'Utri che è già stato condannato per i rapporti che ha avuto con la mafia?

E perché dovremmo credere alle smentite di Dell'Utri e non alle accuse di Spatuzza???

Ai posteri l'ardua sentenza.

Intanto, tanto per citare le ultime parole del fuori onda di Fini, Berlusconi è bene che non dimentichi che la verita' storica prima o poi verrà fuori e gli auguriamo che ciò avvenga soltanto dopo la sua dipartita da questa valle di lacrime, perché visti i risultati... ai dittatori la storia non ha mai riservato una fine gloriosa.

Cosa ne pensiamo noi?

Personalmente credo al 90,0% alle parole di Spatuzza, e come me ritengo ci creda la stragrande maggioranza degli Italiani, compresi coloro che con tanto fedele accanimento lo stanno difendendo.

Ad ogni costo! A tutti i costi!!!



(da l'Unita'.it)

Spatuzza: «Così ci misero in mano il paese»

di Mariagrazia Gerinatutti gli articoli dell'autore

Un brusio accompagna l'ingresso nell'aula del pentito che accusa Berlusconi e Dell'Utri. Gli occhi di tutti sono puntati su di lui, Gaspare Spatuzza, «u tignusu». Le telecamere sono voltate dall'altra parte. «Per motivi di protezione, non potete riprenderlo», ricorda il giudice, aprendo l'udienza straordinaria, richiesta dalla Procura di Palermo, nell'ambito del processo d'appello al senatore dell'Utri. Per ascoltarlo, difesa, accusa, giudice, si sono trasferiti a Torino, nella maxi-aula, bonificata prima dell'inizio dell'udienza. A sentire la sua deposizione sono accorsi giornali e tv di mezzo mondo. «Innazitutto, buongiorno. Accetto di rispondere», esordisce, con un pizzico di ironia, l'autore «sei o sette stragi, omicidi, sequestri di persona e altro».

Una prima assoluta. Anche se almeno tre procure fin qui - Caltanissetta, Palermo stessa, Firenze – lo avevano già sentito. Ma mai in un'Aula. Spatuzza dissimula perfettamente la tensione. E da come indugia su certi sicilianismi sembra persino compiaciuto. Parla di tutto. Anche della sua conversione. Quando decise «di abbracciare Dio e rinnegare Mammona». Della sua «missione»: «Restituire verità alla storia». Dei timori: «Bisogna vedere le date, nel momento in cui inizio i colloqui mi trovo come primo ministro Berlusconi e come ministro della Giustizia uno che io vedevo come un vice di Dell'Utri».

Ci vogliono quattro ore perché il racconto del pentito si dipani tutto. Dalla strage di Capaci - «per cui, me ne vergogno, ma abbiamo gioito» - al fallito attentato allo Stadio Olimpico. Dall'appoggio ai socialisti: «Nell'87 Giuseppe Graviano mi disse che dovevamo sostenere i candidati socialisti alle elezioni, il capolista era Claudio Martelli. A Brancaccio facemmo di tutto per farli eleggere e i risultati si videro: facemmo bingo». Ai rapporti della famiglia Graviano con Berlusconi e dell'Utri. Il pentito li cita esplicitamente. A parlargli di loro è il boss di Brancaccio, Gisueppe Graviano, «un padre per me». È l'inizio della famosa «trattativa» di cui parla Spatuzza. Sullo sfondo, una scia di sangue e di morti da far rabbrividire: San Giorgio al Velabro, via dei Georgofili, via Palestro...

Tutto ha inizio con un incontro al Bar Doney, a via Veneto. È il '94. «Giuseppe Graviano (il boss di Brancaccio ndr) indossava un cappotto blu, aveva un atteggiamento gioioso, come se gli fosse nato un figlio», racconta Spatuzza: «Mi dice che avevamo chiuso tutto e ottenuto quello che cercavamo, grazie alla serietà delle persone che portavano avanti questa cosa e che non erano come quei quattro crasti dei socialisti che si erano presi i voti e poi ci avevano fatto la guerra». Chi erano quelle persone? In quella occasione, spiega Spatuzza «Graviano mi parla di Berlusconi. Quello del Canale 5? Sì mi rispose Graviano. Mi disse che c'era anche un nostro compaesano Dell'Utri e che grazie alla serietà di queste persone ci avevano messo il paese nelle mani».

Prima ancora, però, c'era stato un altro incontro tra Graviano e Spatuzza. Località Campo Felice di Roccella. Siamo alla fine del '93, dopo gli attentati di Roma, Firenze e Milano. «Ci stiamo portando appresso morti che non ci appartengono», racconta di aver detto a Giuseppe Graviano Gaspare Spatuzza, in quell'occasione. La risposta di Graviano fu: «È bene che ce li portiamo dietro, così chi si deve muovere si dà una smossa». Se gli attentati vanno a buon fine «ne avremo tutti dei benefici, compresi i carcerati». Chi era questa entità che si doveva dare una smossa?, gli domanda il procuratore di Palermo Nino Gatto. «Graviano allora non me lo disse».

«È solo a Campo Felice che apprendo dell'esistenza di una trattativa», spiega Spatuzza. «Ed è solo al Bar Doney che apprendo i nomi di Berlusconi e Dell'Utri», ribadisce agli avvocati della difesa, che cercano di inchiodarlo alle contraddizioni. E con i giudici quei nomi non li fa prima del giugno 2009, ribandisce. «Non in relazione alle stragi, prima avevo solo disseminato degli indizi».

Indizi. Come la Standa a via Brancaccio. O la storia del cartelli pubblicitari, che – secondo Spatuzza – portano dritti a Berlusconi e Dell'Utri. «Non parlo per un sentito dire al mercato ortofrutticolo, per Graviano è un padre».

Poi trasformati in vere e proprie accuse contro Berlusconi e dell'Utri. «Voglio contribuire alla verità storica», assicura Spatuzza.

Menzogne, accuse folli, spazzatura, attacchi mafiosi, dice il coro che si leva a difesa del Cavaliere. Intanto però anche Palazzo Chigi trema. E l'affaire Spatuzza finisce dritto-dritto in Consiglio dei ministri. «È folle quello di cui mi accusano, sono cose incredibili: il nostro è il governo che ha fatto di più contro la mafia», tuona Berlusconi, spronando i suoi alla reazioni. Maroni, in particolare. A cui chiede per l'ennesima volta di elencare i risultati dell'esecutivo nella lotta alla criminalità. Intanto parte il fuoco di fila delle dichiarazioni. Capezzone e Gasparri fanno a gara. «Un circo che sputtana il paese», dice l'ex radicale. «Altro che Spatuzza spazzatura», tenta il gioco di parole l'ex colonnello di An. Bonaiuti assicura: «La mafia attacca Berlusconi perché lui l'ha combattuta più di chiunque altro».

Seduta aggiornata al prossimo 11 dicembre, quando al processo Dell'Utri, che per quel giorno avrà fatto ritorno a Palermo, saranno sentiti i boss tirati in ballo da Spatuzza. Dai fratelli Graviano a Cosimo Lo Nigro. E il suo racconto sarà verificato con le loro testimonianze.

Nel link sottostante altre cose interessanti, compreso il video della deposizione di Spatuzza.


http://www.unita.it/news/italia/92190/spatuzza_cos_ci_misero_in_mano_il_paese

La Mussolini ha qualche sospetto e non può esternarlo, che sia lo stesso che abbiamo noi?

Quando Gesù disse, frapponendosi fra la folla inferocita che voleva lapidarla e la povera peccatrice:
"Chi è senza peccato scagli la prima pietra"
tutti si ritrassero e lasciarono la povera peccatrice sola in mezzo alla strada, ma sostanzialmente in vita e senza condanna.

Ora che da anni in Italia ci sia una manovra atta a dimostrare che NESSUNO è senza peccato, compresi coloro che magari immacolati sul peccato che gli si vuole affibbiare a tutti i costi, certamente non lo sono nel segreto delle proprie alcove o anche negli antri dei propri pensieri, ma sì proprio quelli che spesso cacciamo immediatamente via come "pensieri impuri" e che tutti noi (poveri peccatori) abbiamo dentro di noi "latenti" o "in potenza" anche se non li abbiamo mai esternati o tanto meno attuati.

Chi di voi maschietti non ha mai pensato di trombarsi la propria proff di Italiano o chi tra voi donne (femmine) non ha mai pensato di farsi sbattere dal proprio proff di Inglese?).

Certo a farsi la Paola (Proff di xxx di tanti anni fa all'Archimede di Catania) con tanto di barba non ci pensava proprio nessuno, anzi, il solo pensiero che costei poteva mettere gli occhi addosso a qualcuno di noi ci faceva vomitare, ma la Teresa super-gnokkissima, proff di Italiano?

Povero Rossitto, che vuoi farci, sei incappato nelle ragazze sbagliate, (tutte coloro che ora ti accusano), ma ovviamente non escludiamo affatto che molte di loro si siano sentite esaltate dal fatto che tu le abbia degnate delle tue attenzioni di maschio normo-dotato un po' anzianotto per la verità, ma chi può mai dire cosa passa nelle nostre menti depravate di NORMALISSIMI ESSERI UMANI?

Ora quel gran figlio di puttana che conosciamo benissimo, e che tanto per evitare una querela definiamo come "Innominato" queste cose le sa benissimo, tanto è vero che TUTTO il suo successo lo deve al fatto di titillarci il basso ventre e i nostri bassi istinti, e allora cosa fa?

Un po' come dice quel vecchio proverbio cinese:

"Quando arrivi a casa picchia tua moglie, tu non sai perché lo fai, ma lei sì".

E così non si limita a raccogliere "notizie utili" su tutti i personaggi più o meno di spicco, (Marrazzo docet e se non avete ancora capito che dietro il gran bailamme di Brenda, Trans ecc. ecc. c'è lui, mi spiace per voi ma siete proprio dei gran coglioni); non si limita, dicevamo a raccogliere "notizie utili" ma laddove gli viene difficile raccoglierle, le inventa.

Perché pensiamo che le notizie che riguardano la Mussolini e il presunto film hard siano inventate?

Ma Cristo! La Mussolini NON E' QUEL FROCIO DI MARRAZZO!!!
E sicuramente lo avrebbe gridato ai 4 venti e a voce alta che si sarebbe trombata anche UN CAVALLO se così fosse stato realmente!!!

In poche parole la MUSSOLINI HA LE PALLE e questo, volenti o nolenti, piaccia o non piaccia, bisogna riconoscerglielo!!!

Alla Mussolini tutta la nostra stima e riconoscenza per le palle che ha dimostrato di avere.

(da La Stampa.it)

1/12/2009 (7:25) - IL CASO CHE AGITA IL PDL
Video hard, rabbia della Mussolini:
"Svergognerò chi ha teso la trappola"
Alessandra Mussolini e Roberto Fiore


«A destra do fastidio a qualcuno»
MARIA CORBI
ROMA
Alessandra Mussolini sfodera la sua grinta di sempre, aggressiva, spavalda, ma non riesce a nascondere di essere turbata. Sguardo di chi ha pianto, guance arrossate, voce che trema quando in tv da del «Pernacchia» al giornalista Gianni Pennacchi de «Il Giornale», che ha pubblicato la notizia del presunto video «hot» che la vedrebbe protagonista con il leader di Forza Nuova Roberto Fiore. «La cosa che più mi fa arrabbiare è che vogliano far credere di avermi fatto un favore». Non ci sta a essere sacrificata la Mussolini in una storia che vede ancora nella trama sesso, politica e tradimenti e che conferma Palazzo Chigi come punto di riferimento per spacciatori di video ad tasso erotico.

Allora onorevole Mussolini quando l’ha chiamata Berlusconi per raccontarle di questo tentativo di ricatto?
«Sabato mi ha chiamata e mi ha detto che la maggioranza è sotto un’offensiva incredibile, mai vista, e che quindi anche io lo sono. Che devo essere forte. E infatti il video non a caso arriva a palazzo Chigi. Ma la domanda che io mi faccio è un’altra».

Quale?
«Perché, per aiutarmi, come sostengono a “Il Giornale”, mettono la mia foto in prima pagina raccontando di un video che non esiste, che nessuno ha visto, invece di riportare del tentativo di estorsione nei confronti di palazzo Chigi? Cosa che invece hanno riportato correttamente “la Stampa” e “il Corriere della Sera”? Cosa c’è sotto?

Lei ha qualche sospetto?
«Certo che ce li ho i sospetti, ma non posso fare i nomi. Ci sono troppe cose strane in questa storia. Dico solo che nel mondo politico ci sono fregnacciari e fregnacciare...».

Quindi sospetta che la videokiller sia una donna?
«Non mi faccia dire altro su questo. Invece mi segua nel ragionamento...».

Partiamo dall’inizio.
«A settembre arriva una lettera a Berlusconi in cui si parla di un video dove ci sono una parlamentare e un europarlamentare, senza nomi. Una lettera di cui nemmeno informano Berlusconi perché la considerano opera di un mitomane e così la derubricano. Neanche l’hanno avvertito il presidente per quanto era chiaro che fosse opera di un pazzo ricattatore».

Però la lettera è arrivata in Procura...
«Sì, ma questo è un passaggio obbligato. Ma quello che mi fa impazzire è che “il Giornale” invece, come sarebbe stato corretto, di mettere la notizia del ricatto a palazzo Chigi senza nomi e cognomi, mi sbatte in prima pagina manipolando la notizia. Hanno scelto un taglio hard, infamante contro di me e la mia famiglia invece di fare correttamente informazione. E vogliono che io stia calma? Ormai il fango è partito, vai a convincere le persone che hanno letto quell’articolo che il video non c’è».

Il video non c’è?
«Vede? Qualcuno lo ha visto? E’ una bufala, una porcheria, una calunnia».

Capisco. Chiederà i danni?
«Girerò l’assegno di Feltri ai bambini bisognosi che stanno negli istituti a Napoli. E’ stata una botta pazzesca, mi creda, io sono sposata, ho due bambine, faccio politica».

I suoi rapporti con Fiore?
«Abbiamo fatto campagna elettorale insieme. Assurdo».

La famiglia come l’ha presa?
«Mi sono sentita morire quando ho chiesto a mio marito di andarmi a comprare “il Giornale”. Ma lui è accanto a me, sa che fogna può essere il mondo politica. Abbiamo letto quell’ammasso di calunnie insieme. Siamo più uniti che mai. Mica è pazzo. La stessa cosa vale per mia madre».

Le bambine?
«Non sanno niente, sanno che faccio politica, che è un lavoro pericoloso. Ho solo ribadito loro che il mondo della politica è pieno di cattiverie».

E adesso?
«Adesso voglio svergognare chi sta dietro a tutta questa vicende. Aspetti e vedrà».

giovedì 3 dicembre 2009

Fini, l'eretico!

Mai come in questi giorni abbiamo avuto di Fini la sensazione che fosse una vittima della Nuova Chiesa Arcorense, dove esattamente come nel periodo dell'Inquisizione, non è consentito ai propri fedeli/adepti avere opinioni diverse da quelle canoniche propalate dalla Divina Maestà, Suprema e Infallibile.

Non è consentito avere "pensieri impuri" che non siano rigorosamente riconosciuti ed abbiano avuto il preventivo IMPRIMATUR della Sacra Corte Arcorense.

E meno che meno e' consentito esternare, sia pure in ambito ristretto in una conversazione discorsivo-leggera con amici delle opinioni o dei dubbi.

Eresia!!! Eresia!!!

E subito i Componenti del Gran Consiglio della Sacra Inquisizione Arcorense si scagliano come iene fameliche contro L'ERETICO che ha osato tanto, che ha osato commettere il peccato più grave che la nuova religione ha già bollato come UNICO PECCATO MORTALE:

IL PECCATO DI PENSARE!!!

Il Pensiero!!!

Il pensiero come peccato primordiale e come origine di tutti i mali.

Nella Nuova Sacra Corte una sola cosa e' consentita:

L'ADORAZIONE INCONDIZIONATA!!!!

Adoremus Silvium!!!


(da Repubblica.it)

Fuorionda di Fini, due segnali lasciano pensare che il Cavaliere
propenda per un drammatico e traumatico "redde rationem"

Le due destre

di MASSIMO GIANNINI


Le due destre

Silvio Berlusconi

C'ERANO due modi per disinnescare la bomba atomica del fuorionda in cui Gianfranco Fini dà del monarca a Silvio Berlusconi, e marca la distanza irriducibile tra la sua idea di destra e quella del Cavaliere. Il primo modo era usare il buonsenso: prendere atto di quella distanza, che non è certo nuova ma risale addirittura al congresso fondativo del Pdl, e colmarla con la valorizzazione delle differenze, necessarie e vitali in un partito che si vuole pluralista e di massa. Il secondo modo era usare la clava: cogliere l'occasione di un incidente sia pure sgradevole, ma di per sé non così destabilizzante, per bastonare e regolare una volta per tutte i conti con quello che evidentemente non si considera più un alleato, ma un avversario. Non più il co-fondatore del Popolo delle libertà, ma l'eversore del partito unico del centrodestra.

Non sappiamo ancora quale linea ufficiale abbia scelto e sceglierà il presidente del Consiglio. Al di là della solita "ira" che lascia trapelare attraverso la sua corte, il premier non si è ancora espresso sul piano formale, per dire la sua sulle esternazioni sfuggite al presidente della Camera a L'Aquila. Ma due segnali lasciano pensare che il Cavaliere propenda per un drammatico e traumatico "redde rationem".

Intanto, le parole meditate di Claudio Scajola, che afferma chiaramente che Fini è ormai lontano dallo spirito identitario e dalla constituency politica del Pdl. E poi il titolo del Tg1 di ieri sera che, amplificando quello dei giornali di famiglia usciti ieri mattina ("Fini chiarisca o si dimetta") parla testualmente di "ultimatum" al presidente della Camera.

È vero che due indizi non fanno una prova. Ma è altrettanto vero che questi segnali contano e pesano. Scajola è un ministro di rilievo, oltre che dirigente di spicco dell'ex Forza Italia: non appartiene alla claque dei Cicchitto e dei Capezzone, dei Gasparri e dei Quagliarello, "reagenti" di professione incaricati della dichiarazione quotidiana da infilare nei pastoni televisivi. E il Tg1 di Minzolini, come dimostra precedenti inequivoci (dalle omissioni sulle escort alle suggestioni sull'immunità parlamentare) si può considerare a tutti gli effetti "l'organo ufficiale" del partito del presidente, che non incede nella grottesca agiografia del Tg4 di Emilio Fede, ma interpreta l'ortodossia ideologica e anticipa la linea politica del Pdl di rito arcoriano.

Dunque, il combinato disposto di questi fattori lascia pensare che per Fini sia cominciata, o stia per cominciare una sorta di "purga berlusconiana".
Come si addice al partito-caserma, l'unico che il presidente del Consiglio concepisce e che il presidente della Camera aborrisce. Come è logico per la muta famelica di cani che da giorni, in Transatlantico e sui giornali-cognati, ha lanciato la caccia a Fini sospettandolo di criminale complotto e di altro tradimento, e che ora sente, nelle sue frasi pronunciate a ruota libera in quel famigerato fuori onda, l'eco di una profezia che si autoavvera.

Ma se questo è il disegno, cacciare il "mercante" dal tempio dell'unto del Signore, bisogna dire che l'operazione è insieme avventurosa e pericolosa.
Avventurosa, perché Fini è pur sempre la terza carica dello Stato, e dal modo in cui ha messo in riga il livido Bondi a Ballarò è evidente che l'uomo non rinuncerà mai a far vivere la sua idea alternativa di centrodestra, incontrando su questo un consenso nel Paese e un sostegno nel partito, per quanto, per ora, entrambi minoritari.

Operazione pericolosa, perché il Pdl senza il co-fondatore Fini diventa, sul piano culturale e sociale, il partito di una destra a trazione esclusivamente forza leghista, esasperata ed esagitata, che non ha eguali in Occidente e non ha paragoni nelle famiglie del popolarismo europeo. Un partito estremista e populista, che si chiude nella sua ridotta identitaria, padana e neanche più tanto sudista, e si preclude ogni possibile riapertura di gioco con il centro di Casini, difficilmente spendibile per sostituire Fini nel ruolo di stampella di un Cavaliere sempre più azzoppato.

Berlusconi farà bene a ponderare le sue mosse. La sua destra, rivoluzionaria e plebiscitaria, può anche vincere questa partita interna. Ma i fatti stanno dimostrando che l'altra destra, quella di Fini, istituzionale, laica e repubblicana, sta comunque saldamente in campo, e se non qui ed ora rappresenta comunque un'alternativa possibile.

Anche per il governo del Paese. Per quello futuro, ovviamente. Da quello attuale lacerato e disperato com'è, non c'è da aspettarsi più nulla, se non una rissosa e rovinosa sopravvivenza. E questo, per l'Italia, è davvero un prezzo troppo alto da pagare. Aveva detto bene il presidente della Repubblicano Giorgio Napolitano: solo la maggioranza può uccidere la maggioranza. È quello che sta accadendo in questo avvelenato clima da 25 luglio 1943: un lento, inesorabile suicidio politico.

lunedì 30 novembre 2009

In anteprima mondiale: Ecco la bozza della nuova bandiera italiana proposta dalla Lega.

Sarà presto portata in CDM e subito dopo in aula nei due rami del Perlamento che legifereranno in seduta comune.

Noi che siamo riusciti a intrufolarci nella sede della Lega, siamo riusciti a copiare la bozza della Bandiera Leghiana (si chiamera' così infatti la bandiera della nuova Repubblica Leghiana) e ve la sottoponiamo così non sarà una sorpresa quando la vedrete sostituire in tutti i palazzi istituzionali.
Eccola!




venerdì 27 novembre 2009

Libri sul cancro del cattolicesimo

LIBRI SUL CANCRO DEL CATTOLICESIMO

«La Chiesa Cattolica è la più grande associazione a delinquere della storia.»

Luigi Tosti, magistrato

«Il Cristianesimo e la Chiesa Cattolica sono nemici dell'Umanità.»

Ennio Montesi

La censura sui libri esiste ancora. Entrando in libreria, i libri sembrano traboccare dagli scaffali. Di solito i libri importanti - tranne rare eccezioni - difficilmente sono in bella vista. A volte sono relegati in qualche angolo oscuro della libreria, forse dimenticati da anni dentro uno scatolone polveroso. Oppure si possono trovare con le pagine ingiallite e le copertine sgualcite ad ali di rondine in qualche negozio remainder di libri vecchi e usati. Oppure, grazie ad internet, i libri importanti, nei casi fortunati, sono reperibili online in qualche sito sconosciuto o residente all'estero. Esiste anche un altro tipo di censura definita "a ritroso" che consiste nel non ripubblicare i "libri fastidiosi o pericolosi" benché essi siano importanti o venduti con successo. Se "libri indesiderati" vengono pubblicati "per errore" da editori importanti e poi si scopre che tali libri infastidiscono o vanno ad intaccare gli interessi di una certa comunità o gruppi di potere, allora i libri non vengono rieditati ed alcuni addirittura vengono eliminati dal catalogo. Anzi, il fatto che un libro fastidioso sia sotto contratto editoriale, benché introvabile, garantisce che tale libro resti interdetto per molti anni e blindato contro il rischio di pubblicazione da parte di altri editori che potrebbero pubblicarlo di nuovo. Ciò significa che resterà interdetto anche per la Fiera internazionale del Libro di Francoforte, per quella di Londra e per altre. Di conseguenza il libro resterà bloccato e vietato anche per altre nazioni che potrebbero pubblicarlo liberamente nella propria lingua. La redazione di Axteismo segnala alcuni di questi libri molto importanti per la mente e per la crescita intellettuale. Sono libri straordinari che dovrebbero essere custoditi con cura nelle case di tutti gli italiani, libri da tramandarsi di generazione in generazione affinché si sia consapevoli e bene informati della più grande piaga dell'Umanità: il cristianesimo, nella fattispecie della setta cattolica e dei molteplici tragici aspetti, orrende sfaccettature e nefandezze correlate che hanno avvelenato e avvelenano ancora la società contemporanea e la vita dell'uomo.

STORIA CRIMINALE DEL CRISTIANESIMO

di Karlheinz Deschner

a cura di Carlo Modesti Pauer

Traduzione dal tedesco:

Cristina Colotto, Valentina Daniele, Luciano Franceschetti, Costante Mulas, Gianni Bertocchini

Edizioni Ariele

Opera completa n. 10 volumi dei quali n. 8 già pubblicati, il nono in uscita a fine gennaio 2010.

Dettagli:

www.edizioniariele.it/ilviandante_03.htm

Mentre la Chiesa cattolica celebra l'ingresso nel suo terzo millennio, una voce fuori dal coro ne ripercorre minuziosamente la storia, finalmente anche per il pubblico italiano, partendo da un punto di vista inedito e provocatorio. L'opera di Deschner, prevista in dieci volumi, offre al lettore, credente o non credente, gli elementi per una conoscenza, lontano dall'agiografia più o meno esplicita e dal timor reverentialis che troppo spesso traspare in molti autori, dell'evento culturale che maggiormente ha caratterizzato la storia dell'Occidente e poi del mondo: il cristianesimo. Comprenderlo profondamente per allontanarsene definitivamente o viverlo con una fede rinnovata? E in ogni caso rivendicare con forza, in tali problematiche, l'autonomia personale e la libertà di scelta contro qualsiasi autorità clericale che si pretende unica depositaria della verità!

SOPRA DI NOI... NIENTE. PER UN CIELO SENZA DEI E UN MONDO SENZA PRETI

di Karlheinz Deschner

Traduzione dal tedesco Gianni Bertocchini

Edizioni Ariele

Dettagli:

www.edizioniariele.it/cogito_01.htm

Diciotto saggi, tre interviste, un solo scopo: denunciare le nefandezze compiute dalle cosiddette chiese cristiane, in primis quella cattolica. Un impegno che Deschner persegue da più di quarant'anni con numerose opere, senza mai farsi fermare o addomesticare. Perché combattere il potere e la prepotenza dei preti è un impegno umano e civile. Ciò valga come risposta ai laici "devoti" italiani, con la loro falsa distinzione tra una laicità aperta, al passo coi tempi, e un laicismo intollerante, da pattumiera. Un imbroglio che vuole impedire la giusta e dura critica contro l'invadenza clericale cattolica nella vita civile e in quella privata dei singoli, anche dei non cattolici. Imbroglio tuttavia riuscito, visto che i politici italiani cosiddetti laici, per viltà e convenienza politica, si sono fatti intimidire da questi devoti e hanno abbassato i toni della protesta rinunciando a ogni difesa, col risultato che il paese è sempre più uno stato confessionale cattolico, prono al volere vaticano. Non è la "deriva laicista" il problema, bensì la "deriva clericale"; non il laicismo, ma il clericalismo è la minaccia letale per la democrazia, la libertà e il progresso di questo paese. I preti non perdonano e non dimenticano nulla. Vagheggiano ancora l'Ancien régime, precedente la Rivoluzione francese, quando spadroneggiavano nel modo più spudorato e violento in tutta Europa. Non per nulla i papi cattolici, compresi quello polacco e quello bavarese, hanno sempre attaccato l'Illuminismo: non sopportano che da allora il loro potere sia dimezzato. Prima la batosta della Riforma protestante, poi l'Illuminismo (molto odiato guarda caso anche dai laici "devoti"): troppo per la pelle delicata di questa gente. Perciò i laici italiani, non sostenuti da una classe politica genuflessa, sono costretti a resistere da soli; devono rafforzare le loro convinzioni, usare la ragione, l'informazione, lo studio, per conoscere la violenza clericale, mai spenta e sempre pronta a risorgere. Se non lo fanno, fra non molto avremo uno stato soggetto alla sha'ria cattolica, dove il papa tornerà ad essere re. Un pensiero, quello di essere comandato da preti, francamente insopportabile e ripugnante.

LA POLITICA DEI PAPI NEL XX SECOLO

di Karlheinz Deschner

Tomo I: Da Leone XIII 1878 fino a Pio XI 1939

Traduzione dal tedesco Gianni Bertocchini

N. 2 tomi

Tomo II: Da Pio XII 1939 fino a Giovanni Paolo II 1991 (in preparazione)

Edizioni Ariele

Dettagli:

www.edizioniariele.it/cogito_02.htm

Perché in Italia Perché non possiamo NON ESSERE cattolici? Perché ce lo impediscono. Chi? I politici, cattolici e non. I primi per settarismo, i secondi per convenienza elettorale. E negano, anche ai non cattolici, dei diritti legittimi. Perché le coppie di fatto non sono riconosciute? Perché il testamento biologico è negato, l'eutanasia criminalizzata, l'omosessualità discriminata, la libera ricerca impedita? Perché così vuole il Vaticano, che si ritiene in diritto di imporre la sua morale a tutti. Benché essa dovrebbe valere solo per chi crede cattolicamente. E i nostri politici, gente onesta, proba e laica, lasciano fare. Essi dicono che si può essere laici, ma non si deve essere laicisti. C'è differenza? Per loro sì. E chi insegna agli italiani ad essere laici in modo sano? Ovvio, sottintendono, il papa. Se questo non è essere spudorati! Un intero paese, unico in Europa, costretto sotto il giogo papale, sempre più teocratico, reso una sorta di immenso oratorio a cielo aperto, dove giorno dopo giorno la libera coscienza di moltissimi suoi cittadini viene umiliata! Quando la gente comincerà a ribellarsi a questi imbelli servitori di una chiesa che sa solo essere arrogante?

LA FAVOLA DI CRISTO

INCONFUTABILE DIMOSTRAZIONE DELLA NON ESISTENZA DI GESU'

di Luigi Cascioli

Tradotto e pubblicato in Slovenia

Editore sloveno Ciceron www.ciceron.si

Dettagli edizione in italiano:

www.luigicascioli.eu

Il libro denuncia "LA FAVOLA DI CRISTO - Inconfutabile dimostrazione della non esistenza di Gesù" di Luigi Cascioli è stato tradotto e pubblicato in Slovenia dalla Casa Editrice Ciceron e risulta che il libro stia ottenendo grande successo da parte dei lettori e della critica. Il libro demolisce le testimonianze testamentarie ed extratestamentarie alle quali la Chiesa cattolica si è finora fraudolentemente aggrappata per sostenere l'esistenza storica di Gesù detto il Cristo.

VATICANO S.P.A.

di Gianluigi Nuzzi

Casa Editrice Chiarelettere

Dettagli:

www.chiarelettere.it/dettaglio/64896/vaticano_spa

Per la prima volta dagli archivi di Monsignor Dardozzi la verità sugli scandali finanziari e politici della Chiesa Cattolica. Spericolate operazioni finanziarie mascherate da opere di carità e fondazioni di beneficenza. La storia raccontata in questo libro è totalmente inedita. Parte da un archivio immenso, custodito in Svizzera e da oggi accessibile a tutti. Circa cinquemila documenti. Lettere, relazioni riservate, bilanci, verbali, bonifici. La finanza del Vaticano come non è stata mai raccontata. Tutto grazie all'archivio di monsignor Renato Dardozzi (1922-2003), tra le figure più importanti nella gestione dello Ior fino alla fine degli anni Novanta. Sembrava una storia conclusa con gli scandali degli anni Ottanta. Con Marcinkus, Sindona e Calvi. Invece tutto ritorna. Dopo la fuoriuscita di Marcinkus dalla Banca del Papa, parte un nuovo e sofisticatissimo sistema di conti cifrati nei quali transitano centinaia di miliardi di lire. L'artefice è monsignor Donato de Bonis. Conti intestati a banchieri, imprenditori, immobiliaristi, politici tuttora di primo piano, compreso Omissis, nome in codice che sta per Giulio Andreotti. I soldi di Tangentopoli (la maxitangente Enimont) sono passati dalla Banca vaticana: titoli di Stato scambiati per riciclare denaro sporco. Depositi che raccolgono i soldi lasciati dai fedeli per le Sante messe trasferiti in conti personali, con le più abili alchimie finanziarie. Lo Ior funziona come una banca nella banca. Una vera e propria "lavanderia" nel centro di Roma, utilizzata anche dalla mafia e per spregiudicate avventure politiche. Un paradiso fiscale che non risponde ad alcuna legislazione diversa da quella dello Stato del Vaticano. Tutto in nome di Dio. Gianluigi Nuzzi è inviato di "Panorama". Già collaboratore del "Corriere della Sera" e giornalista de "Il Giornale", dal 1994 segue le principali inchieste giudiziarie con implicazioni politiche e finanziarie del nostro Paese. Nella primavera del 2008 ha avuto per la prima volta accesso all'archivio segreto di monsignor Dardozzi.

L'ENTITA'

La clamorosa scoperta del servizio segreto vaticano: intrighi, omicidi, complotti degli ultimi cinquecento anni"

di Eric Frattini

Traduzione di Simona Noce

Fazi Editore

Dettagli:

www.fazieditore.it/scheda_libro.aspx?l=1118

«Un saggio che supera qualunque romanzo di John Le Carré».El País. Il libro scandalo di cui non sentirete mai parlare. Il papato, una delle istituzioni più antiche del mondo, ha da sempre un doppio ruolo: autorità spirituale e religiosa e attore fondamentale della scena politica internazionale. E proprio per rafforzare il suo potere, nel 1566 venne fondato il servizio di intelligence pontificio: da allora fino ai giorni nostri, l'Entità e il suo controspionaggio, il Sodalitium Pianum, hanno assassinato re, capi di Stato ed esponenti dell'alta economia come Enrico IV di Francia o Roberto Calvi; preso parte a rivoluzioni, finanziato dittatori e appoggiato golpe; creato società segrete al cui interno sono stati pianificati ed eseguiti omicidi politici e traffici d'armi internazionali; organizzato la fuga di criminali di guerra nazisti e provocato crac finanziari. Tutto in nome di Dio e della fede cattolica e dietro mandato del sommo pontefice, secondo il motto «per la croce e con la spada». Questo libro racconta cinque secoli di operazioni segrete dell'Entità, da Pio V a Benedetto XVI, soffermandosi in particolare sulle pagine ancora oscure della storia vaticana degli ultimi decenni (l'improvvisa e misteriosa morte di papa Luciani, l'attentato a Wojtyla, la gestione di Marcinkus dello IOR e il suo coinvolgimento nel fallimento del Banco Ambrosiano). Un saggio sconvolgente e molto documentato, che svela episodi inediti e getta una nuova luce sulle vicende che hanno visto implicati non soltanto lo Stato della Chiesa, ma anche l'Italia e le maggiori potenze politiche mondiali. Dopo aver venduto 250.000 copie solo in Spagna ed essere stato tradotto in oltre dieci paesi, arriva finalmente anche in Italia il libro che svela l'esistenza e l'operato del servizio di spionaggio vaticano. Eric Frattini, nato a Lima nel '63, è stato inviato di guerra a Beirut, Nicosia e Gerusalemme. Attualmente insegna giornalismo all'Università di Madrid e interviene periodicamente come esperto di politica estera alla tv spagnola. È autore del romanzo El quinto Mandamiento (2007) e di una ventina di saggi, fra cui ricordiamo Mafia S.A. 100 Años de Cosa Nostra (2002) e ONU. Historia de la corrupción (2005). Le sue opere sono già state tradotte in Gran Bretagna, Francia, Portogallo, Russia, Polonia, Bulgaria, Romania, Brasile, Stati Uniti e Australia. «Un saggio storico e politico che è anche un romanzo giallo e un thriller, ma soprattutto un lavoro estremamente documentato». ABC. «Eric Frattini firma un libro che denuncia fondatamente lo spirito inquisitorio della Chiesa cattolica e il pericolo che questo comporta per le società democratiche di oggi». El Mundo.

LE SPIE DEL PAPA

Dal Cinquecento a oggi, venti vite di assassini e sicofanti al servizio di Dio

di Eric Frattini

Traduzione di Simona Noce

Ponte Alle Grazie Edizioni - Gruppo Editoriale Mauri Spagnol

Dettagli:

www.ponteallegrazie.it/scheda.asp?editore=Ponte%20alle%20Grazie&idlibro=6732&titolo=LE+SPIE+DEL+PAPA

Il braccio violento della Chiesa Cattolica. Dall'esperto di bestseller dei segreti del Vaticano, un libro documento soprendente. Ha scavato in archivi e biblioteche sparse per il mondo, ha scovato studiosi e profondi conoscitori delle vicende vaticane, raccogliendo le tracce lasciate in ogni angolo del pianeta da venti uomini, venti paladini della Chiesa cattolica, venti spie dei papi. Eric Frattini, con il rigore documentario che lo contraddistingue e la sua consueta passione, ci restituisce in queste pagine i nomi e i cognomi, i volti, le personalità, le imprese dei protagonisti dello spionaggio pontificio che hanno reso possibile l'esistenza stessa dell'Entità. Uomini senza paura, pronti a tutto, anche a morire, soldati nell'ombra agli ordini del papa: da Davide Rizzio, nella Scozia di Maria Stuarda, a Luigi Poggi, nell'Europa dell'est «infestata » dal comunismo, per ben cinque secoli questa «avanguardia della fede» ha ubbidito ciecamente all'autorità dei pontefici, diffamando, cospirando, vendicando, avvelenando, ammazzando, in nome di Dio. In cinquecento vorticosi anni, le differenze fra queste venti grandi star ci raccontano l'evoluzione dell'intelligence dell'Entità. Come e in che cosa è cambiata? Come e in che cosa è rimasta fedele a se stessa? E a che cosa è ancora disposta, oggi, per raggiungere i suoi scopi?

DENTRO L'OPUS DEI

di Emanuela Provera

Casa Editrice Chiarelettere

Dettagli:

www.chiarelettere.it/dettaglio/66006/dentro_lopus_dei

"Stento a credere che in ambiente ecclesiastico non siano giunte le denunce di madri e padri trafitti dal dolore per aver perso i figli, inghiottiti dall'Opus Dei. Perché si continua a tacere?" Franca Rotonnelli De Gironimo, ex soprannumeraria. "Avevo 14 anni quando scrissi la lettera di ammissione. Volevo dirlo a mia madre, invece mi indussero a tacere." Eva Siciliano, ex numeraria. Come vivono i numerari. La caccia alle vocazioni. I documenti "non ufficiali" occultati alla Chiesa. Il violento distacco dalla famiglia. La manipolazione delle coscienze. L'espropriazione dei beni. Il lavoro non retribuito. Questo libro nasce da un forum on-line privato e non accessibile. Qui per più di un anno si sono "incontrati" gli ex numerari italiani. Uomini e donne con grande sensibilità religiosa, in passato rapiti dalla "missione": fare l'Opus Dei nel mondo. Storie italiane, da Milano a Palermo, da Roma a Bari. Raccontano di un nuovo integralismo che attraversa la nostra società: asili nido, centri sportivi, scuole, residenze universitarie... Tutto "bellissimo" e organizzato grazie alla potenza finanziaria dell'Opera. Piogge di fondi, anche dallo Stato. Così funziona la milizia di Dio voluta da Josemaría Escrivá De Balaguer. Santo? Emanuela Provera, cattolica, vive a Milano. Dal 1986 al 2000 numeraria dell'Opus Dei, ha collaborato con Ferruccio Pinotti al libro OPUS DEI SEGRETA (BUR-Rizzoli 2006), offrendo la sua testimonianza personale. È l'ispiratrice del forum on-line riservato da cui nasce questo libro.

IMPRIMATUR

di Rita Monaldi e Francesco Sorti

Editore De Bezige Bij (di Amsterdam che pubblica il libro in lingua italiana)

Dettagli:

www.hoepli.it/libro/imprimatur.asp?ib=9789023421689&pc=000010001001020

www.proxis.be/BEEN/Product/Imprimatur_Italiaanse_Editie/1565190__detail.aspx?search=imprimatur&shop=100001NL&SelRubricLevel1Id=100001NL

Protagonista del romanzi è l'abate Atto Melani, vissuto tra il 1626 e 1714, che fu cantante castrato, diplomatico e spia (era uno degli agenti segreti preferiti del Re Sole), amico di papi, principi e re. E' il romanzo scritto da Rita Monaldi e Francesco Sorti, che venne pubblicato in Italia da Mondadori per la prima volta nel 2002. Il caso editoriale è stato presentato alla Fiera del libro di Francoforte nel 2006. I successivi libri dei due autori sono stati pubblicati esclusivamente tradotti e presso case editrici straniere. Nel 2006 l'editore olandese De Bezige Bij ha realizzato un'edizione speciale a tiratura limitata in italiano di Imprimatur. Il romanzo ebbe immediatamente un grande successo, piazzandosi al quarto posto nella classifica dei libri più letti del Corriere della Sera. A tutt'oggi è tradotto in 20 lingue straniere e pubblicato in 45 paesi. In Italia, però, poco dopo la pubblicazione della terza edizione il libro scomparve e non fu più pubblicato. Il mensile SOLANDER, l´autorità americana in fatto di romanzi storici, ha eletto IMPRIMATUR nella triade dei capolavori italiani del genere, insieme al GATTOPARDO di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e al NOME DELLA ROSA di Umberto Eco. Il mensile ha perfino dedicato la copertina alla triade vittoriosa, dove una foto di IMPRIMATUR campeggia insieme agli altri due romanzi. Intanto l´edizione italiana di IMPRIMATUR stampata in Olanda è giunta alla terza ristampa ed è salita fino al 2° posto tra i bestseller della libreria on line, dopo il nuovo libro di Dan Brown e prima di Ammaniti, Camilleri, Tabucchi e Coelho. Appena uscito, nel 2002 il romanzo era entrato al 4° posto tra i bestseller del Corriere della Sera, per poi sparire misteriosamente sia dalla classifica che dalle librerie italiane. Dopo oltre sette anni, il ritorno di IMPRIMATUR tra i bestseller avviene senza pubblicità, senza articoli sui giornali, senza neppure un distributore italiano, e malgrado il prezzo dovuto ai costi di trasporto dall´Olanda dei ponderosi volumi di 600 pagine l´uno. E ringraziamo qui ancora una volta Monaldi & Sorti, che hanno rinunciato ad ogni profitto su queste copie, in modo da tenere il prezzo del libro il più basso possibile. Rita Monaldi e Francesco Sorti, giornalisti, sono sposati e vivono con i loro figli tra Roma e Vienna.

CONTRO LA CHIESA - I MOTI PRO FERRER DEL 1909 IN ITALIA

A cura di Maurizio Antonioli, Andrea Dilemmi, Jorge Torre Santos

BFS Edizioni www.bfs-edizioni.it

Dettagli:

www.bfs-edizioni.it/libro.php?id=161

Francisco Ferrer y Guardia, anarchico promotore del movimento delle scuole laiche in Spagna, venne fucilato a Barcellona cento anni fa, nell'ottobre 1909. In tutta Europa si svilupparono mobilitazioni per la sua liberazione e contro l'esecuzione. In Italia le proteste assunsero un forte contenuto anticlericale e forme pre-insurrezionali. Nell'accusare la Chiesa della sua morte, i moti pro Ferrer si inserivano in un ampio processo che vide la diffusione nella società italiana di motivi culturali e rivendicazioni politiche laici e anticlericali, in seguito interrotto dal fascismo e dalla politica concordataria. Le mobilitazioni, che coinvolsero anarchici, socialisti, radicali, repubblicani e liberali, furono uno dei più intensi episodi di quel "fronte anticlericale" che, attraverso istanze di progresso e laicizzazione della vita pubblica, riunì tendenze politiche diverse nella convinzione che la politica vaticana e l'intervento della Chiesa nella società italiana fossero un grave ostacolo al progresso del Paese. Ferrer divenne in breve un nuovo Giordano Bruno, un simbolo e un mito nella lotta contro l'"oscurantismo" della Chiesa cattolica.

IL COSMO E IL BUONDIO

di Andrea Frova

Rizzoli Editore

Dettagli:

http://bur.rcslibri.corriere.it/bur/libro/2743_il_cosmo_e_il_buondio_frova.html

http://libreriarizzoli.corriere.it/libro/frova_andrea-il_cosmo_e_il_buondio_.aspx?ean=9788817027434

«Il cielo stellato sopra di me, e la legge morale dentro di me.» Immanuel Kant. La Terra sta per essere colpita da un cataclisma naturale e l'Onnipotente si risolve finalmente a occuparsi dell'umanità, per lui solo una insignificante briciola di un cosmo infinito e multiforme. Chiama dunque a consulto i grandi pensatori di tutti i tempi, da Pitagora a Newton, da Democrito a Galileo e Laplace, da Aristarco a Einstein e Hubble, da Aristotele a Darwin, oltre ad alcuni scienziati viventi, perché lo aiutino a risolvere la situazione riassumendogli le geniali intuizioni e le straordinarie imprese sperimentali che hanno trasformato l'astronomia da una fantasia filosofica in una delle branche della scienza che più testimonia il potere raggiunto dall'intelletto umano. A 400 anni dalle scoperte di Galileo e di Keplero, Andrea Frova accompagna i lettori lungo un'avventura millenaria che, nel rispondere ai grandi quesiti sull'universo, non cessa di interrogare la ragione sulle nostre origini e il nostro destino. E coglie lo spunto per una critica appassionata di quegli atteggiamenti dogmatici e irrazionali che sempre hanno frapposto ostacoli all'avanzamento della scienza, alla libera emancipazione dello spirito umano, al vivere civile. Andrea Frova insegna Fisica generale presso l'Università di Roma "La Sapienza". Ha pubblicato numerosi lavori scientifici e testi nel settore della Fisica della materia. Per questa collana ha scritto vari libri, dei quali il più noto è "Perché accade ciò che accade", giunto alla diciottesima edizione, e il più recente "Se l'uomo avesse le ali" 2007, vincitore del Premio Galileo 2008.

TRATTATO DI ATEOLOGIA

di Michel Onfray

Traduzione di Gregorio De Paola

Fazi Editore

Dettagli:

www.fazieditore.it/scheda_Libro.aspx?l=917

Dio non è affatto morto, o se lo era è ormai nel pieno della sua rinascita, in Occidente come in Oriente. Di qui l'urgenza, secondo Onfray, di un nuovo ateismo argomentato, solido e militante. Un ateismo che non si definisca solo in negativo, ma si proponga come nuovo e positivo atteggiamento nei confronti della vita, della storia e del mondo. L'ateologia (il termine è mutuato da Bataille) deve in primo luogo avanzare una critica massiccia e definitiva ai tre principali monoteismi, poi proporre un deciso rifiuto dell'esistenza del trascendente e promuovere finalmente, dopo millenni di trascuratezza, una cura per «il nostro unico vero bene: la vita terrena», il benessere e l'emancipazione dei corpi e delle menti delle donne e degli uomini. Ottenibile solamente attraverso una «decristianizzazione radicale della società». Trattato di ateologia ha ottenuto in Francia e in Italia un successo straordinario ed è in corso di traduzione in quattordici paesi. Michel Onfray nasce nel 1959 ad Argentan da una famiglia contadina. Laureato in filosofia, tra il 1983 e il 2002 ha insegnato in una scuola tecnica di Caen, per poi fondarvi un'Università popolare, gratuita, con lo scopo di diffondere un'altra filosofia, assai distante da quella accademica, cui rimprovera l'insegnamento esclusivo della storia ufficiale, a discapito di una riflessione filosofica più autentica. Autore di numerose pubblicazioni, al centro della sua riflessione vi è la necessità di integrare filosofia, psicanalisi, sociologia e scienza e di celebrare edonismo, sensi e ateismo. Il suo Trattato di ateologia, uscito in Francia nel 2005, raggiungendo in poco tempo le 200.000 copie, è diventato fin da subito un vero e proprio caso editoriale. Ha suscitato un intenso dibattito culturale sulle pagine di molti giornali e la pubblicazione di due monografie di risposta al suo Trattato. «Scelgo l'ateismo che solo permette un socialismo libertario, per il quale per altro mi batto». Dalla constatazione dell'emergere di un nuovo fondamentalismo religioso, in Occidente come in Oriente, ecco l'urgenza di sostenere un nuovo ateismo, più apertamente militante. Al Trattato di ateologia uscito per Fazi Editore nel 2005, sono seguite la pubblicazione di Teoria del corpo amoroso. Per un'erotica solare (2006), in cui Onfray si concentra sull'etica erotica, contrapponendo la tradizione cristiana della colpevolezza della carne, a quella epicurea e cinica della libertà amorosa e dei corpi e il primo titolo, Le saggezze antiche, dedicato all'Antichità, della sua "Controstoria della filosofia", un progetto in più volumi per recuperare il pensiero di quei filosofi caduti in disgrazia a causa del predominio degli idealisti. «Un breviario sulfureo... Il saggio è fortemente provocatorio e immagino che per un cattolico possa suonare molto irriverente. D'altra parte, in un momento in cui il papa romano scrive che i diritti fondamentali vengono non da leggi faticosamente conquistate ma direttamente da Dio, può essere considerato una sorta di opposto estremismo» Corrado Augias, Venerdì di Repubblica. «Uno dei testi più rappresentativi della rinascita dell'ateismo illuministico... Una summa, scritta con lo stile vivace del libello, di tutte le principali tesi illuministiche sulla menzogna religiosa» Gianni Vattimo, L'Espresso. «L'inizio del terzo millennio sembra tormentato dal problema della scomparsa dell'ateismo e di un suo sodale, il laicismo. Se così non fosse, sarebbe difficile spiegare il polverone suscitato dal Trattato di ateologia» Armando Torno, Corriere della Sera.

I PRETI PEDOFILI E LE COLPE DELLA CHIESA - VIAGGIO NEL SILENZIO

di Vania Lucia Gaito

Storie e testimonianze

Postfazione di di Massimilano Frassi, presidente dell'associazione Onlus Prometeo. Lotta alla pedofilia e tutela infanzia violata. Con una lettera a Giovanni Paolo II di un gruppo di ex Legionari di Cristo, vittime di padre Marcial Maciel Degollado.

Casa Editrice Chiarelettere

Dettagli:

www.chiarelettere.it/dettaglio/64224/viaggio_nel_silenzio

"Quanta sporcizia c'è nella Chiesa. Signore, la veste e il volto così sporchi della tua Chiesa ci sgomentano. Ma siamo noi stessi a sporcarli!" Cardinale Joseph Ratzinger, 2005. Aiutiamo la Chiesa a eliminare questa terribile macchia. Non stiamo parlando di casi isolati, lo scandalo dei preti pedofili non riguarda solo gli Stati Uniti (5000 casi!). Sono migliaia in tutto il mondo, e molti in Italia. Un fenomeno e una malattia taciuti e sopportati per anni. E coperti dal Vaticano, pronto a solidarizzare anche con chi è stato condannato dalla giustizia dei loro paesi. O, se proprio costretto, a risarcire la vittima comprandone il silenzio. Come racconta questo libro. "Tu non parlare con nessuno": la Chiesa sembra offrire solo la promessa del perdono alle vittime e ai colpevoli, tutti ALLO STESSO MODO PECCATORI. Pesa molto l'elogio di Giovanni Paolo II al fondatore dei Legionari di Cristo, ritenuto colpevole di decine di abusi, l'imbarazzo di fronte ai casi di don Cantini e don Gelmini, tanto amico di illustri personaggi (Berlusconi, Gasparri, Fini). Ma adesso qualcosa sta cambiando. Questo libro raccoglie le voci di chi ha avuto il coraggio di denunciare e ribellarsi, raccontando anche che cos'è oggi la vita di un prete. Ci aspettiamo dalla Chiesa un gesto forte che la renda credibile agli occhi del mondo come ispiratrice di giustizia e verità. Vania Lucia Gaito, psicologa, salernitana di origine, collabora dal 2006 con il blog di controinformazione Bispensiero sul quale, nel maggio 2007, ha trasmesso e sottotitolato il documentario della BBC, SEX CRIMES AND VATICAN. Lo scoop del video, visto in Italia da oltre cinque milioni di persone, ha aiutato a uscire allo scoperto decine di vittime di abusi, le cui testimonianze sono qui in parte raccolte.

ATEI O CREDENTI? FILOSOFIA, POLITICA, ETICA, SCIENZA

di Paolo Flores D'Arcais, Gianni Vattimo, Michel Onfray

Traduzione dal francese degli interventi e del poscritto di Michel Onfray:

Gregorio De Paola

Fazi Editore

Dettagli:

www.fazieditore.it/scheda_Libro.aspx?l=1040

Fra distanze incolmabili e impreviste affinità, senza preoccupazioni di correttezza politica, finalmente un incontro-scontro a tutto campo fra chi crede e chi no. I temi della fede e della religione, e del loro conflitto con la cultura laica, sono al centro di un interesse tuttora crescente, alimentato dalle polemiche sugli interventi e le "scomuniche" del papa e della CEI. Mancava però un testo che discutesse, da punti di vista diversi, le ragioni dell'ateismo e della fede. Ora, in Atei o credenti?, si confrontano gli esponenti di posizioni diverse tra loro, accomunate però dal rifiuto di ogni appartenenza accademica: il "cristianesimo nietzscheano" di Gianni Vattimo, l'edonismo ateo di Michel Onfray e l'empirismo materialistico-esistenziale di Paolo Flores D'Arcais. Nel libro - che riproduce, con successive rielaborazioni, un incontro privato avvenuto a Torino ed è completato da tre poscritti - gli autori rispondono agli interrogativi essenziali legati al problema l'"ipotesi Dio" deve essere considerata superflua nella riflessione filosofica e nell'esperienza vitale? Quali sono le conseguenze etiche e politiche dell'essere atei o invece credenti? Quale la posizione da tenere nei confronti del "successo" delle scienze? Quale il giusto ruolo delle dottrine religiose nell'istruzione pubblica? Su questi e altri temi - ad esempio la possibilità di un islam moderato, cui è dedicato un controverso capitolo - Vattimo, Onfray e Flores D'Arcais danno vita a un'appassionata disputa, fra consonanze impreviste e opposizioni durissime. Una lettura di grande coinvolgimento, che assomiglia a un ascolto dal vivo e mette in questione i nostri più profondi atteggiamenti e convinzioni.

Considerato l'attuale gravissimo stato di censura e di

manipolazione delle informazioni da parte dei media,

si invita alla massima pubblicazione e diffusione.

Per interviste, presentazioni, conferenze e altro, tel. 3393188116

Fonte e Diffusione: Axteismo Press l'Agenzia degli Axtei, Atei e Laici

http://nochiesa.blogspot.com

Richiedi gratis TUTTI i documenti in formato digitale,

circa 80 mail, scrivendo a:

axteismo@yahoo.it

Axteismo, No alla chiesa, no alle religioni

Movimento Internazionale di Libero Pensiero

Dateci spazio in Tv per parlare e la Chiesa chiuderà bottega.

CerchiamoFondazione o Università che sostengano studi e attività

e Imprenditore-Editore che apra Tv satellitare libera.

Axteismo vive grazie alle vostre donazioni, certamente

sarà utile la tua piccola donazione di 25euro su PayPal

http://nochiesa.blogspot.com

Per lasciti testamentari e donazioni di altro tipo prendere contatto.

Leggi le news anche degli altri mesi,

per aderire e informazioni:

axteismo@yahoo.it

tel. +39 3393188116

Axteismo Press l'Agenzia degli Axtei, Atei e Laici

ISCRIZIONE

Comunicati stampa inediti, articoli senza bavaglio e news diffusi ai professionisti dell'informazione, mass media:

agenzie di stampa, network televisivi e radiofonici, redazioni di giornali, giornalisti e organi di governo.

Chiunque desideri riceverle gratis è sufficiente che invii una mail a:

axteismo.press5@yahoo.it scrivendo: "INVIA NEWS"

CANCELLAZIONE

Se la news dovesse pervenire erroneamente a destinatario non interessato per la rimozione dalla lista rispondere:

"CANCELLA" includendo "INDIRIZZO / INDIRIZZI" da cancellare, normativa 196/2003.