mercoledì 16 dicembre 2009

Appello di Saviano: Superate le 500.000 firme.

Personalmente non credo molto all'efficacia di queste iniziative.
Però anch'io ho firmato soprattutto per far sentire anche la mia voce e per sottoscrivere il mio impegno, che per quanto minuscolo sarà sempre un impegno in prima linea.

Attenzione ai "pifferai", specialmente ai pifferai che vi invitano al NON IMPEGNO o al NON VOTO.

In questo blog io HO SEMPRE INVITATO A VOTARE e per un motivo semplicissimo:

Il non votare fa semplicemente il gioco di coloro che pensiamo di contrastare.

Non importa per chi votiate!
Ma fate una scelta razionale!
Sempre!
USATE SEMPRE IL VOSTRO CERVELLO nell'effettuare la scelta.
E soprattutto quando date il vostro voto

NON DATE MAI DELEGHE IN BIANCO A NESSUNO!!!

Siate sempre critici coi vostri eletti.

E quando è necessario sottolineare il vostro impegno in qualcosa che condividete come nel caso dell'appello di Saviano, fatelo.

(da Repubblica.it)

L'APPELLO

Roberto Saviano ringrazia i lettori
"La giustizia non è di destra nè di sinistra"

"Cinquecentomila firme sono un risultato incredibile, la dimostrazione che questa legge non può essere approvata perche' moltissime persone la vedono come un pericolo per il diritto e la giustizia. Consegniamo idealmente queste firme al presidente del Consiglio e ai presidenti delle Camere perchè sappiano che c'è un'Italia che non vuole leggi ad personam.

Grazie a tutti coloro che hanno firmato. Vi diranno che è solo una minoranza e che firmare non costa nulla. Mi piacerebbe rispondere che una firma è la premessa dell'impegno, la voglia di sapere di partecipare, di promettere in qualche modo che il proprio nome è li a sostenere una idea di paese diverso, una difesa del diritto e non di un territorio politico. La giustizia non è di destra nè di sinistra. Migliaia di persone che chiedono al governo di ritirare una legge non sono una rumorosa minoranza, sono la democrazia".

Presidente, ritiri quella norma del privilegio

SIGNOR Presidente del Consiglio, io non rappresento altro che me stesso, la mia parola, il mio mestiere di scrittore. Sono un cittadino. Le chiedo: ritiri la legge sul "processo breve" e lo faccia in nome della salvaguardia del diritto. Il rischio è che il diritto in Italia possa distruggersi, diventando uno strumento solo per i potenti, a partire da lei.

Con il "processo breve" saranno prescritti di fatto reati gravissimi e in particolare quelli dei colletti bianchi. Il sogno di una giustizia veloce è condiviso da tutti. Ma l'unico modo per accorciare i tempi è mettere i giudici, i consulenti, i tribunali nelle condizioni di velocizzare tutto. Non fermare i processi e cancellare così anche la speranza di chi da anni attende giustizia.

Ritiri la legge sul processo breve. Non è una questione di destra o sinistra. Non è una questione politica. Non è una questione ideologica. È una questione di diritto. Non permetta che questa legge definisca una volta per sempre privilegio il diritto in Italia, non permetta che i processi diventino una macchina vuota dove si afferma il potere mentre chi non ha altro che il diritto per difendersi non avrà più speranze di giustizia.

ROBERTO SAVIANO

Il partito dell'amore.

Su suggerimento del mio amico Tafanus pubblico l'elenco dei "fioretti d'amore" del nostro Premier e di tutto il suo Entourage.
Visto che è Natale e dobbiamo essere tutti più buoni (tranne io che grazie a Dio sono ateo
(1)) vi invito a riflettere su questi "Fioretti"...

Come? I fioretti si fanno a Pasqua?
Ma che ne so io!
Avevo zero in catechismo!!!

Comunque sia leggeteveli e fateli vostri, e ricordate che lassù dal gelido ospedale dove si trova

LUI VI AMA!!!

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(da Peter Gomez e Marco Travaglio - Il Fatto del 16-12-09 e Tafanus)

Il repertotio degli insulti del "Popolo dell'Amore"

Berlusconi-0910

Devo scusarmi con Marco Travaglio. Nel post precedente ho insinuato che avesse tralasciato troppe frasi gentili del Cavaliere e degli altri membri del "Partito dell'Amore", per sminuirme di proposito l'immagine. Ora mi tocca recitare il mea culpa. Oggi Marco Travaglio e Peter Gomez, sul "Fatto", hanno rimediato ampiamente. Ora finalmente sappiamo perchè non dobbiamo disprezzare o odiare Berlusconi. Grazie Marco, Grazie Peter. Tafanus

“COGLIONI, KAPÒ E MENTECATTI” - L’AMORE SECONDO BERLUSCONI

Tutti i calci minuto per minuto del "Partito dell'Amore, dal ‘94 ad oggi

PREMESSA: Il capogruppo dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto, ieri ha spiegato in Parlamento che dal 1994 è in corso in Italia una campagna d’odio” contro Silvio Berlusconi. Fortunatamente il premier è intervenuto subito e dall’ospedale San Raffaele, dove è ricoverato dopo la vergognosa e ingiustificabile aggressione subita domenica sera, ha ricordato che "l’amore vince sull’odio”. Lo dimostrano, tra l’altro, le centinaia di interventi suoi e di esponenti del centrodestra che negli ultimi 15 anni sono sempre stati improntati al buon senso e alla moderazione. Ecco dunque una necessariamente breve antologia delle migliori frasi di quello che potrebbe essere chiamato il Partito dell’Amore

Il bon ton con gli avversari

"Veltroni è un coglione" (Berlusconi, 3/9/95).

"Veltroni è un miserabile" (Berlusconi, 4/4/2000).

"Giuliano Amato, l'utile idiota che siede a Palazzo Chigi" (Berlusconi, 21/4/2000).

"Prodi? Un leader d'accatto (Berlusconi, 22/2/95).

"La Bindi e Prodi sono come i ladri di Pisa: litigano di giorno per rubare di notte" (Berlusconi, 29/9/96).

"Prodi è la maschera dei comunisti" (Berlusconi, 22/5/2003).

"Prodi è un gran bugiardo pericoloso per tutti noi" (Berlusconi, 21/10/2006).

“Prima delle elezioni ho potuto incontrare due sole volte in tv il mio avversario, e con soli due minuti e mezzo per rispondere alle domande del giornalista e alle stronzate che diceva Prodi” (Berlusconi alla scuola di formazione politica di Forza Italia, 2 luglio 2007)

"Con Prodi a Palazzo Chigi è giusto dire: piove governo ladro" (Berlusconi, 10/4/2008).

“Il centrosinistra? Mentecatti, miserabili alla canna del gas” (Berlusconi, 4/4/2000).

"Signor Schulz, so che in Italia c’è un produttore che sta montando un film sui campi di concentramento nazisti. La suggerirò per il ruolo di kapò" (inaugurando la presidenza italiana dell’Unione europea e rispondendo a una domanda del capogruppo socialdemocratico, il tedesco Martin Schulz, sul conflitto d’interessi, 2 luglio 2003).

"Sono in politica perché il Bene prevalga sul Male. Se la sinistra andasse al governo l’esito sarebbe questo: miseria, terrore, morte. Così come avviene ovunque governi il comunismo. Il premier durante il comizio di domenica a Milano

""Signora Bindi, devo dirle che mi fa piacere pèarlare con lei. E' più bella che intelligente (Berlusconi a "Porta a Porta")

le perle degli altri “membri” del Partito dell’Amore

Bossi: “O devoluzione o guerra” - “Senza la devoluzione, da qui possono partire ordini di attacco dal Nord. Ho dieci milioni di lombardi e veneti pronti a lottare per la libertà” (9 settembre 2007)

Previti: ”Se vinciamo non faremo prigionieri” “Queste sono elezioni libere? In Sud America si mobilitano i generali, in Italia si usano i giudici. Se vinciamo questa volta non faremo prigionieri» (14 aprile 1996)

Sgarbi: “Il giudice Caselli provoca morti” “Gian Carlo Caselli è una vergogna della magistratura, siamo in pieno fascismo (...). I suoi atti giudiziari hanno portato alla morte” (16 settembre 1994)

La voce del Padrone

Gasparri: ”Santoro e Vauro sono due sciacalli” “Santoro e Vauro sono due volgari sciacalli che vomitano insulti con le tasche piene di soldi dei cittadini. Gente così alimenta odio e merita solo disprezzo” (13 febbraio 2009)

La fiducia nella democrazia

"Si è messo mano all’arma dei processi politici per eliminare l’opposizione democratica. Non siamo più una democrazia, ma un regime. Da oggi la nostra opposizione cessa di essere opposizione a un governo e diventa opposizione a un regime" (Berlusconi, dopo una condanna in primo grado tangenti, 8/8/98).

“La libertà non si può più conquistare in Parlamento, ma con uomini lanciati in una lotta di liberazione. Senza la devoluzione, da qui possono partire ordini di attacco dal Nord. Io sono certo di avere dieci milioni di lombardi e veneti pronti a lottare per la libertà” (Umberto Bossi al “parlamento padano”, presente Berlusconi, Ansa, 29/9/2007).

"Boicotteremo il Parlamento, abbandoneremo l’aula, se necessario daremo vita a una resistenza per riconquistare la libertà e la democrazia” (Berlusconi, 3/3/95).

"In Italia c’è uno Stato manifesto, costituito dal governo e dalla sua maggioranza in Parlamento, e c’è uno Stato parallelo: quello organizzato in forma di potere dalla sinistra nelle scuole e nelle università, nel giornalismo e nelle tv, nei sindacati e nella magistratura, nel Csm e nei Tar, fino alla Consulta. Se si consentirà a questo Stato occulto di unirsi allo Stato palese, avremo in Italia un regime vendicativo e giustizialista, mascherato di legalità e ostile a tutto ciò che è privato" (Berlusconi, 5/4/2005).

"Adesso diranno che offendo il Parlamento ma questa é la pura realtà: le assemblee pletoriche sono assolutamente inutili e addirittura c o n t ro p ro d u c e n t i " . (Berlusconi, 21/5/2009)

Il galateo istituzionale

“Il presidente Scalfaro è un serpente, un traditore, un golpista” (Berlusconi, La Stampa, 16/1/95).

"Altro che impeachment! Scalfaro andrebbe processato davanti all’Alta Corte per attentato alla Costituzione. E di noi due chi ha maneggiato fondi neri non sono certo io. D’altra parte, Scalfaro da magistrato ha fatto fucilare una persona invocandone contemporaneamente il perdono cristiano. Bè, l’uomo è questo! Ha instaurato un regime misto di monarchia e aristocrazia ” (Berlusconi 18/1/95).

"Io non sono in contrasto con il capo dello Stato, non ne ho nessun motivo, anzi sono un suo sostenitore convinto. Ho con lui un rapporto molto cordiale" (Berlusconi, 28/2/95).

"Ma vaffanculo!" (Berlusconi, accompagnando l’insulto con un gesto della mano, mentre il presidente emerito Scalfaro denuncia in Senato il «servilismo» della politica estera del suo governo nei confronti degli Usa sull’Iraq, 27/9/2002).

"Italia vaffanculo" (Tre eurodeputati leghisti, commentando in aula a Strasburgo l'intervento del presidente Carlo Azeglio Ciampi, 5/7/05).

"Questi signori, che hanno vinto delle elezioni taroccate, hanno arrogantemente messo le mani sulle istituzioni: il presidente della Repubblica è uno di loro" (Berlusconi, riferendosi al presidente, Giorgio Napolitano, 21/10/06).

Il rispetto per gli elettori

“Lei ha una bella faccia da stronza! ”(alla signora riminese Anna Galli, che lo contestava, 24/7/ 2003)

.“Non credo che gli elettori siano così stupidi da affidarsi a gente come D’Alema e Fassino, a chi ha una complicità morale con chi ha fatto i più gravi crimini come il compagno Pol Pot” (Berlusconi, 14 dicembre 2005).

"Ho troppa stima dell'intelligenza degli italiani per pensare che ci siano in giro così tanti coglioni che possano votare facendo il proprio disinteresse" (discorso di Berlusconi davanti alla Confcommercio il 4/4/2006).

“Le nostre tre “I”: inglese, Internet, imprese. Quelle dell’Ulivo: insulto, insulto e insulto” (27/5/2004).

La sacralità delle toghe

“I giudici sono matti, antropologicamente diversi dal resto della razza umana... Se fai quel mestiere, devi essere affetto da turbe psichiche” (Berlusconi, The Spectator, 10/9 2003).

“In tutti i settori ci possono essere corpi deviati. Io ho una grandissima stima per la magistratura, ma ci sono toghe che operano per fini politici. Sono come la banda della Uno bianca” (Berlusconi, dopo l’arresto del giudice Renato Squillante, 14/5/96. Ma il riferimento è per quelli che l’hanno arrestato).

“I Ds sono i mandanti delle toghe rosse. Noi non attacchiamo la magistratura, ma pochi giudici che si sono fatti braccio armato della sinistra per spianare a questa la conquista del potere ” (Berlusconi, 1/12/99).

“I giudici di Mani Pulite vanno arrestati, sono un’associazione a delinquere con licenza di uccidere che mira al sovvertimento dell’ordine democratico” (Vittorio Sgarbi, “Sgarbi quotidiani”, Canale5, 16/9/94)

.“Gian Carlo Caselli è una vergogna della magistratura italiana, siamo ormai in pieno fascismo: si comporta come un colonnello greco, in modo dittatoriale, arbitrario, intollerante. I suoi atti giudiziari hanno portato alla morte” (Vittorio Sgarbi, 8/12/94).

(da Peter Gomez e Marco Travaglio - Il Fatto del 16-12-09)
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Sarebbe utile che tutti gli amici facessero un bel copia & incolla di questo prezioso articolo, da inviare a tutti i loro conoscenti, e in particolare ai simpatizzanti del "Partito dell'Amore". Grazie in anticipo. Tafanus


nota (1): Citazione tratta da Bertold Brecht e Woody Allen.

Berlusconi: Aggressione o Bufala? Parte III


Con molta franchezza, al punto in cui sono arrivate le cose, bisogna fare una analisi retrospettiva.
Un chiarimento intanto per quanto riguarda la mia persona: non ho affatto poteri medianici.
Quando la sera di domenica mi sono visto passare ripetutamente davanti quelle immagini del Presidente insanguinato, lo stupore, la rabbia, la "solidarietà" verso quell'essere, fragile come un bambino, che evocava, seppur vagamente le immagini del "fattaccio" precedente dei bambini maltrattati dalle maestre dell'asilo di Pistoia, furono tutte emozioni che presumo abbiamo provato tutti in Italia e all'estero dove le immagini cominciavano intanto a diffondersi.

Partigianeria verso l'aggressore?
NEMMENO UN BRICIOLO!!!

Anzi, soltanto quando giunsero le notizie dei suoi disturbi mentali provai un minimo di commiserazione per lui, ma inizialmente provai esattamente quello che abbiamo provato quasi tutti: UN RANCORE CIECO quasi come quello provato verso le maestre d'asilo che maltrattavano i piccoli.

Poi il primo flash:
Ma che ci fa tutto quel sangue sul volto all'altezza degli occhi?
Soprattutto perché non c'erano evidenti ferite nella parte alta del viso.
A me è capitato una volta di farmi un taglio su una mano per via dell'uso maldestro di un coltello per gli innesti mentre cercavo di effettuare un innesto su un cicliegio nella mia tenuta distante qualche chilometro dal centro abitato (e dalla guardia medica) e non vi dico cosa mi successe.
Nonostante fermassi il sangue con la camicia avvolta stretta su tutta la mano quando arrivai in guardia medica sembravo un San Lazzaro col sangue che mi sporcava dappertutto (compreso il volto) segno evidente ce era stata recisa qualche vena (o parecchie venuzze) al punto che il medico di guardia non sapeva nemmeno lui dove mi fossi ferito, e ho dovuto dirglielo io che si trattava della sola mano. Quindi nessuna meraviglia se il sangue gli avesse coperto anche parte del viso.
La cosa invece che accese in me quasi come una esplosione l'incongruenza di quella scena fu quando la mia attenzione si porto' sul candore immacolato della camicia, NEMMENO UNA GOCCIA DI SANGUE!!!

E NEMMENO SULL'IMMACOLATO E CANDIDISSIMO FAZZOLETTO CHE TENEVA IN MANO!!!

Quello fu l'inizio.
Non riuscii a dormire, mi giravo e mi rigiravo nel letto, e alla fine decisi di alzarmi, venire qui e scrivere di getto le mie impressioni.

Sapevo che tra il mio sparuto centinaio di lettori, qualcuno mi avrebbe scritto e corretto qualora avessi preso un abbaglio.

L'indomani mattina all'accensione del PC mi ritrovo di fronte una sorpresa che devo confessarvi non è stata molto positiva. Oh certo è il sogno di qualunque blogghista quello di vedersi aumentare il numero degli accessi, e so benissimo quanta fatica mi sia costata, negli anni riuscire a superare quota cento (record massimo di questo blog 480 accessi in un periodo particolare poi ridiscesi sotto i 200 giornalieri).

Ebbene, l'indomani mattina mi ritrovai con 360 accessi alle ore 9,00.
Non era mai successo prima.
La serata di lunedì si chiuse con oltre 1700 accessi.
Ieri poi il boom.
Ieri sera sono andato a dormire prima della chiusura di mezzanotte perché avevo subito un lieve intervento all'occhio nel pomeriggio ed era prossimo ai 3000 accessi.

Ora direte voi, a prescindere dalla validità del mio sospetto, non dovrei essere contento?

E invece no!

Perché come dice Saviano, quando si supera un certo livello di "visibilità" non ci si può più permettere di "scrivere in libertà" e si è costretti a dover misurare sempre le parole.
Mentre prima mi bastava non inneggiare alla violenza (cosa che non ho mai fatto e mai farei perché il pacifismo fa parte del mio DNA) oggi devo stare attento a non dare del cornuto a qualcuno.
Già ieri una certa Angela ha detto che avrebbe passato i contenuti di questo Blog a Maroni.
Era evidente il suo tono di minaccia, cosa che mi fa ridere ovviamente perché, se è vero che sono CONTRO la violenza è anche vero che io SONO UN COMBATTENTE e se qualcuno mi picchia immotivatamente rispondo moltiplicato per due.
Ma converrete con me che diventa una rottura continua il dover sempre misurare eccessivamente le parole.

Comunque sia, "tiremm innenz" e vediamo di aggiungere un ulteriore tassello a questa ipotesi "balzana" come l'ha definita qualcuno.

Cominciamo col rendere tutti edotti su come funziona la scansione delle immagini in una ripresa televisiva.

A catturare le immagini di quelle belle macchine da presa professionali che siamo abituati a vedere nelle televisioni è un chip che si attiva e si disattiva 25 volte al secondo comportandosi proprio come le vecchie cineprese che aprivano e chiudevano il diaframma (meccanico) per consentire alla pellicola sottostante di scorrere al riquadro successivo, quindi si apriva, lo impressionava e si richiudeva e cosi via.
Le nostre telecamere moderne non hanno più nulla di meccanico e infatti, basta semplicemente attivare e disattivare il chip per ottenere lo stesso effetto "catturando" e salvando su una memoria i bit che fornisce loro il chip dopo aver trasformato i segnali luminosi in segnali elettrici.

Per convenzione ogni singolo fotogramma viene individuato e indicato con una serie di numeri saparati da 2 punti che indicano rispettivamente:

Ore:Minuti:Secondi:fotogramma

Di conseguenza se un filmato è lungo 1 ora e 20 e si prende il fotogramma n. 13 del 63esimo minuto e 42esimo secondo questo criterio sarà individuato dalla seguente sequenza di numeri:

01:03:42:13

È ovvio che l'ultimo gruppo di cifre varia da 1 a 25 mentre le altre seguono le regole precise degli orologi.

Fatte queste doverose precisazioni veniamo ora al nostro filmato sottostante:




la cosa strana che ci ha colpito è la disposizione della "scena":

foto1:















abbiamo Berlusconi praticamente circondato da guardie del corpo tranne la parte rivolta "al pubblico", che a voler proprio essere cattivi si potrebbe definire un pubblico striminzito visto che dietro le transenne ci potevano stare si e no pochissime file di persone pigiate strette strette visto che nella migliore delle ipotesi una ventina di persone (e anche meno) possono riempire tutto lo spazio esistente fra le transenne e la parete retrostante.
3-4 FILE SOLTANTO e per giunta nemmeno tanto piene...

Altro che "bagno di folla"!!!

Ma veniamo a noi:
Berlusconi si trova al suo lato destro due guardie del corpo e l'operatore, che deve stargli parecchio vicino visto che i due "gorilla" lasciano uno spazio discreto fra loro per consentire alla telecamera di fare il suo lavoro.

La prima cosa che stupisce è "la luce"!
Troppo poca!
Salvo qualche fotogramma che risulta molto chiaro quando la scena viene illuminata dai flash delle altre macchine fotografiche, tutti gli altri fotogrammi sono decisamente scadenti da un punto di vista della luminosità e della qualità delle immagini.

Strano il fatto soprattutto che lui, che ha una cura MANIACALE dei dettagli abbia lasciato correre su QUESTO DETTAGLIO!!!


Ma veniamo a vedere cosa succede immediatamente dopo:

Qui siamo due fotogrammi prima che lui inizi a girarsi verso destra in direzione dell'operatore:


















nel fotogramma 00:01:07:16 Berlusconi inizia a girarsi verso l'occhio della telecamera e gli si sofferma per un lungo secondo.

Infatti l'intera sequenza dura fino al fotogramma 00:01:08:17

Quasi un secondo esatto, che detto cosi sembrerebbe poco, ma analizzando tutte le restanti scene con lui continuamente in movimento è strana la presenza di questi 25 (avete capito bene, BEN VENTICINQUE) fotogrammi con lui praticamente IMMOBILE che rimane a fissare L'OPERATORE.

Foto2:
















Ma la cosa ancora più strana è che trascorsi ESATTAMENTE trenta secondi da quella "guardata insistente" c'è un primo tentativo di fuga da parte dell'operatore verso una scarrellata a destra riprendendo la scarna folla (pochissime persone) che c'era fra le transenne e il muro retrostante; indugia un po' (4 sec.) e poi porta l'inquadratura DECISAMENTE A DESTRA e lì rimane per altri 10 secondi esatti perdendosi TUTTI i dettagli dell'impatto della chiesa della Madunina sul volto del Premier.

Quando ritorna sulla scena madre, esattamente 10 secondi dopo, il fattaccio era già avvenuto.

Certo che questo operatore ha avuto una sfiga della madonna!!!

Essersi perso lo sgooooob mondiale per una manciata di secondi...
Chissà quale shock avrà subito...

martedì 15 dicembre 2009

Berlusconi: Aggressione o Bufala parte II. Il mistero di infittisce.


Anche EuroNews si stupisce e si chiede come mai non è stata seguita la procedura di sicurezza che prevede, al primo attacco di allontanarsi IMMEDIATAMENTE dal luogo dell'aggressione?

E come mai la macchina era cosi vicina alle transenne?

Ma la notizia bomba ce la fornisce una fonte insospettabile:

STRISCIA LA NOTIZIA!!!

Proprio così i "suoi stessi" ragazzi, che sono andati a pescare una testimonianza choc.

Alcuni avevano notato il comportamento strano dell'aggressore e lo avevano segnalato a chi di dovere, ma

NON È STATO PRESO ALCUN PROVVEDIMENTO!!!

COME MAI???

L'ordine era forse quello di lasciare che l'aggressore (fasullo(?) magari con in mano una statuina di plastica(?) o di gommapiuma?) facesse la sua parte?


Mettiamo qui sotto il link da dove abbiamo tratto lo spunto e il filmato relativo, con la riserva di inserirlo successivamente direttamente noi (ne ho conservata una copia nel mio HD non si sa mai) qualora dovessero farlo sparire dalla circolazione.

http://www.televisionando.it/articolo/aggressione-a-berlusconi-a-striscia-una-testimonianza-choc/20257/





Inoltre suggerisco di leggere quanto pubblicato da genna su:

http://aceontheriver.splinder.com/post/21879844#comment

anche se l'oggetto di plastica nera potrebbe essere la stessa borsa che teneva in mano e contenente i fogli dove firmava gli autografi, mi riservo comunque di analizzare il video sotto, fotogramma per fotogramma (potete farlo anche voi se avete Linux usando Kdenlive):


Aggressione a Berlusconi: Considerazioni fuori dagli schemi...



"Perché ce l'hanno tutti con me?"

E' questa la domanda che Berlusconi si pone in questi giorni e che presumibilmente continuerà a porsi nei prossimi mesi.

La risposta a questa domanda che chiunque di noi sarebbe in grado di fornirgli con tre semplici parole però non riuscirà ad ottenerla facilmente e per un semplice motivo:
Perché lui nel suo immenso narcisismo ascolta solo ed esclusivamente le voci di coloro che lo adulano (e che continua a mantenersi vicini) rigettando le voci dissonanti (anche quelle dei suoi "amici" veri e di coloro che verosimilmente vorrebbero il suo bene). Ascolta solo le voci dei suoi adulatori perché non in contrasto con la sua immensa megalomania che in questi ultimi anni, e proprio grazie a loro, non ha fatto altro che crescere smisuratamente,
TROPPO SMISURATAMENTE.

Da una piccola causa un grande effetto?

Scommetto che è la prima volta che lui si sia posto questa domanda:

"Perché tanto odio contro di me?"

Ecco, finalmente te lo sei chiesto:

PERCHÉ?

Non puoi certo pensare di governare con una maggioranza risicata di "schiavi" che per te sarebbero disposti a tutto, avendo però contro l'altra metà del Paese che volenti o nolenti e tuo malgrado è del resto la parte migliore, la parte più "razionale", la parte più intelligente, la parte più seria e più sana del Paese.

Ti accorgi soltanto ora che chi ti circonda e ti sostiene, chi ti coccola e ti esalta, chi ti adula e ti divinizza è la meno razionale?

E tutti gli altri?

Oh si, sai benissimo che costoro, i tuoi sostenitori, rappresentano in sé una parte minoritaria del Paese (i tuoi numeri, quelli reali che hai in mano, non certo quelli che ci propini nelle tue pompose dichiarazioni, parlano di poco meno o poco più di un terzo); sai però che come compattezza è, al momento, il gruppo più ferreo che esiste in Italia, e sai che sarebbero disposti a morire per te (si fa per dire, e in effetti sai benissimo che tra il dire e il fare...).

Eppure eri convinto che il resto del paese fosse facile attrarlo alla tua causa, una volta isolati quei pochi mentecatti comunisti che ancora ti contrastavano, e che ti odiavano (per invidia? per loro innata cattiveria? per la loro vocazione al nichilismo e innata tendenza al suicidio di massa?).

Avevi una percezione distorta della realtà Italiana, e i tuoi lacché dei quali ti sei circondato e dei quali ti fidi non hanno fatto altro che convalidare e consolidare questa tua visione distorta.

Ora ti poni la domanda:

PERCHÉ tanto odio contro di me?

Se posso permettermi di darti una risposta semplicissima e immediata eccola:

Non e' odio!!!

E' istinto di sopravvivenza!!!

E' la consapevolezza che continuando in questa tua IMMANE MEGALOMANIA e in questo tuo smisurato EGOCENTRISMO finirai col trascinare insieme a te TUTTI NEL BARATRO!!!

ANCHE I TUOI AMICI!!!

La nostra è lotta per la sopravvivenza!!!

Se riuscirai a capire questo puo' darsi che riuscirai a recuperare persino consensi e a stemperare verso una sana competitività l'attuale stridente contrasto contro il quale dovrai misurarti.

Forse fra tutti sono stato tra i primi a capire il tuo carattere, la prima volta che sei stato eletto, quando alcuni di noi, che pure ti avevamo votato abbiamo avuto l'immediata e netta sensazione che la tua megalomania ci avrebbe trascinati nel baratro.

E da quella volta non ti ho votato MAI PIU'!!!

Continua pure ad ascoltare le voci gradevoli dei tuoi adulatori e lacché e ad isolare la gente come Fini o altri che ti illustrano semplicemente la cruda (e sgradevole) realtà.
Continua pure a vivere il tuo sogno di grandezza se vuoi, ma se poco poco apri appena appena gli occhi e ti rendi conto della vera realtà che ti circonda e cacci via i tuoi lacché adulatori che te la offuscano, allora chissà che la tua "umanità" di fondo non prenda il sopravvento e possa riuscire quando meno a "correggere" la tua immagine che fino a oggi è stata consegnata alla storia e ai posteri.
E non e' tra le più lusinghiere credimi!
E' poco più o poco meno

L'IMMAGINE DI UN MOSTRO!!!

Altro che miglior presidente degli ultimi 150 anni; ma chi cazzo ti ha messo in testa questa idiozia?

Detto questo ti auguro sul serio una pronta guarigione.

P.S.: me ne sbatto se ritieni che mi sia preso troppe confidenze dandoti del tu; datti una svegliata e rifletti sulla caducità della vita, della nostra vita e anche e soprattutto DELLA TUA VITA...
Ti rendi conto che cosa sarebbe successo se anziché quel pirla con la statuetta te ne fossi trovato davanti uno armato?
Quindi ti rendi conto che in fondo in fondo nessuno ti odia fino a quel punto?
Al massimo al punto da darti una sberla, quella si... e fra questi ci sono anch'io credimi, che pure sono tra i più pacifici; naturalmente la sberla sarebbe solo come primo istinto, ma al solito fra il dire e il fare...
E ad avere la voglia di darti qualche salutare sberla, (per farti svegliare, intendiamoci) siamo in tantissimi in Italia. Troppi!!!

Ma se ti dessimo una sberla ciascuno finiresti al creatore, quindi meglio evitarci di dartela e se vorrai potrai facilmente farlo se soltanto aprirai poco poco gli occhi e accennerai a un risveglio dal torpore dove ti hanno immerso i tuoi adulatori e lacché.

.....................

Ri_P.S.: sono trascorsi poco più di 40 minuti da quando ho scritto questa cosa e ho incontrato un mio amico (Maurizio) che non aveva letto le mie considerazioni di ieri. Abbiamo preso insieme il caffè al bar e commentando l'aggressione a Berlusconi se n'è uscito con una battuta:

"Io penso (e la dò al 20%) che sia tutta una montatura messa su ad arte da Lui perché aveva perduto consensi e con questa cosa ci guadagnerà parecchi punti."

Non ho aggiunto nulla se non suggerirgli di venirsi a leggere quanto ho scritto ieri e che anche se non detto apertamente io la davo al 10-15%.


(da Repubblica.it)

Milano, slittano di 36 ore le dimissioni del presidente del Consiglio
Maroni: "Ha rischiato la vita". Alfano: "Non è il gesto di un folle"

Berlusconi resta in ospedale
"Perchè tanto odio contro di me?"

Processione di ministri e parlamentari. La telefonata di Veronica Lario


Berlusconi resta in ospedale "Perchè tanto odio contro di me?"
ROMA - Chiuso nella sua stanza al settimo piano dell'ospedale San Raffaele a Milano, Silvio Berlusconi ascolta i medici far slittare la sua uscita dal nosocomio di almeno "almeno 36 ore". Domattina alle 10 sarà diffuso il nuovo bollettino, annunciano i medici che seguono il premier. Il Cavaliere, aggredito ieri sera al termine di un comizio a piazza del Duomo a Milano da Massimo Targalia, è stato sottoposto ad una Tac che ha rivelato una frattura del setto nasale e di due denti nell'arcata superiore. "Ha perso molto sangue - spiega il medico personale del premier, che è anche primario di rianimazione e terapia intensiva dell' ospedale, Alberto Zangrillo - è tranquillo ma amareggiato". Scongiurato l'intervento chirurgico, anche se Berlusconi "si nutre a fatica". Parla poco il premier ma a Don Verzè confida: "Perché tanto odio contro di me? Tartaglia dice che rovino l'Italia? E' assurdo".

Per tutto il giorno la sua stanza è stata meta di un viavai continuo (LE FOTO). I figli, anzitutto, poi i presidenti di Camera e Senato, Gianfranco Fini e Renato Schifani. Arriva anche il messaggio del Papa e una telefonata della moglie Veronica Lario da cui si sta separando. Ed ancora si vedono ministri, come Umberto Bossi e parlamentari del Pdl. Ma anche esponenti dell'opposizione come Pierluigi Bersani. Antonio Di Pietro, invece, al centro di dure polemiche per le sue dichiarazioni subito dopo l'aggressione, non si è visto: "Non ci vado, non sono ipocrita".

Con il passare delle ore di delineano i contorni dell'aggressione. "Berlusconi ha rischiato di essere
ucciso" dice il ministro degli Interni Roberto Maroni che domani riferirà alla Camera. Mentre per il Guardasigilli Angelino Alfano "troppo spesso in questi mesi si è fatta passare l'idea che lo scontro con Berlusconi fosse lo scontro del bene contro il male, anzi della virtù contro il vizio". Ed è questo il filo conduttore che seguono le parole della maggioranza, allla ricerca dei mandanti "morali" dell'aggressione. Maggioranza contro opposizione, dunque. Un clima surriscaldato che, in serata, provoca l'intervento di Giorgio Napolitano che chiede, nuovamente, di svelenire i toni.

Sul fronte delle indagini, domani Tartaglia verrà interrogato dal Gip. L'uomo è stato sentito ieri sera dal Pm Armando Spataro e dagli investigatori della Digos che oggi hanno inviato alla Procura l'informativa sui fatti in attesa dell'udienza di convalida del fermo per lesioni aggravate premeditate. Agli inquirenti l'aggressore è apparso molto disorientato e in preda a un evidente disagio psichico. Nel frattempo sulla bancarelle di piazza Duomo va a ruba il souvenir usato da Tartaglia per colpire Berlusconi.

lunedì 14 dicembre 2009

Berlusconi: Aggressione vera o tutta una montatura?

In questa aggressione a Berlusconi ci sono parecchie cose strane. Una soltanto avrebbe potuto da sola innescare un fugace sospetto, due cose strane sono già una mezza prova e invece in questo caso ce ne sono addirittura:

Troppe!

Vediamo di analizzarle, se non proprio tutte, almeno le più essenziali:

1) Qualunque pirla decidesse di fargli un attentato non lo farebbe sicuramente con una "invisibile" statuetta del duomo di Milano ma si procurerebbe qualcosa di più sostanzioso e di più efficace. Tralasciando alcune tonnellate di tritolo, (come nel caso di Borsellino, Falcone o Stazione di Bologna, che quelle sono disponibili solo alla mafia e agli apparati dello Stato, all'uomo comune resterebbero a disposizione comunque una miriade di altri mezzi atti a commettere un atto che faccia un qualche danno all'aggredito. Non ve li elenco per un fatto di decenza, sia perché sono facilmente affioranti nella fantasia di ciascuno di voi, sia perché altrimenti qualcuno potrebbe fraintendere questa analisi e definirla come in effetti non è; istigazione alla violenza. Tanto per completare il concetto, se volete fare proprio una azione eclatante, la prossima volta colpitelo con un pupazzo di peluche di quelli soffici soffici che non abbiano anima solida interna e che e' più spettacolare oltre che più sicura di una statuina di materiale solido e raggiungerebbe un effetto molto più efficace e universale: far sorridere tutti, maggioranza e opposizione, che così la smetterebbero di litigare almeno per una volta.

2) Punto due, Lui che pure viene ripreso 24 ore su 24 da uno stuolo infinito di telecamere piazzate sempre nei punti strategici e che ci danno di Lui sempre tutte le immagini ad altissima definizione dalle quali si evince persino il colore della carta igienica del suo cesso, in questa occasione (storica peraltro) vi era appostato un unico teleoperatore con telecamera antidiluviana (immagini che fanno pena) e che dopo averlo ripreso costantemente fino a quel momento, proprio nel momento clou decide di andarsene a raccogliere "babbaluci" verso una inquadratura diversa.
Quando l'inquadratura torna sulla scena del crimine tutto era già avvenuto.
Che cosa fosse avvenuto esattamente E COME fosse avvenuto non e' dato sapere.

3) Punto tre, la logica. Posto che una persona "protetta" dalle aggressioni venga messa precipitosamente al sicuro all'interno della macchina blindata, la cosa più ovvia e più immediata da fare per qualunque scorta di questo mondo che si rispetti, sarebbe stata quella di allontanarsi a tutta velocità dal luogo del misfatto ad evitare agli attentatori l'attuazione di eventuali piani di riserva B e/o C nel caso non fosse andato a segno il piano A.

Invece no!
Loro indugiano. Aspettano che lui finisca di ripulirsi (o sporcarsi?) il volto di quel sangue rosso cardinale, (rosso come il colore rosso dei comunisti), e lasciano che lui esca di nuovo dall'abitacolo per offrirsi, stavolta sì in modo QUASI chiaro (quanto basti) alla scena madre, a quell'unica telecamera autorizzata ad effettuare le riprese. Proprio cosi! Unica telecamera autorizzata (o forse ce n'era anche qualche altra ad usum Delphinii che a noi non e' dato sapere) mentre altre telecamere al di fuori della scena riprendevano un povero fotografo che veniva BRUTALMENTE E VIOLENTEMENTE CACCIATO VIA dalla scena per evitargli di scattare qualche innocente foto, che magari con le macchine modernissime ad altissima risoluzione ci avrebbe potuto dare qualche dettaglio in più del sangue che inesistente pochi istanti prima mentre lui si infilava dentro la macchina appariva copiosamente distribuito su tutto il volto, senza nemmeno una gocciolina sul fazzoletto, né sul polsino della camicia e nemmeno (naturalmente) sul suo colletto.
La perfezione scenica è perfezione scenica, diamine!!!

4) Punto 4 che potrebbe definirsi anche punto 1.A. In questi giorni lui è stato oggetto di dure manifestazioni di disistima e anche stasera durante il suo "comizio" rivolto a una folla irrisoria (o irrilevante come la definirebbe lui stesso) c'è stata parecchia gente che lo ha fischiato mentre parlava, e addirittura appena qualche giorno fa a Torino ha dovuto spiegare ingenti forze per tenere lontana la folla di dissenzienti che gli contestano oltre alla visione che lui ha della politica, soprattutto il disprezzo che dimostra sempre e in ogni occasione nei riguardi della miseria di chi non riesce più nemmeno a trovar qualcosa da mangiare, che è la vera e unica ragione foriera di disperazione che induce alla violenza, e non le parole colorite di qualcuno dell'opposizione.
Ebbene, in questo clima così pesante che gli ha fatto da tempo perdere la voglia di farsi i suoi eccitantissimi "bagni di folla", anche perché da più parti gli arrivavano segnali non certo distensivi di una Italia inferocita nei suoi riguardi, e non certo per colpa dei leaders dell'opposizione, (anzi... costoro sono considerati, dalla massa, troppo permissivi e troppo deboli...) ebbene lui subito dopo una "contestazione" nella piazza, anziché infilarsi dentro l'auto blindata e farsi portare via al sicuro, sceglie, così, improvvisamente, di andare a "stringere le mani" ai suoi ammiratori, avvicinandosi a quelle transenne, con quella sua macchina messa ad attenderlo cosi pericolosamente vicina ad esse?

Ebbene o i nostri servizi di sicurezza non hanno sufficiente polso per impedirgli di commettere certi gesti sconsiderati oppure era già stato tutto programmato precedentemente.

Last but not the Least, (che sarebbe una inglesizzazione del nostro Dulcis in fundo) nonostante l'enorme numero di agenti a disposizione che lo proteggono 24 ore su 24 e che avrebbero potuto (E DOVUTO) mischiarsi in mezzo alla folla, almeno nelle prime file per una profondità tale da avere una densità di almeno 2-3 poliziotti per ogni estraneo in modo da poterlo controllare "e palpare", oltre che verificarne la collocazione politica (un avversario non si metterebbe mai per esempio a fingere acclamandolo) invece nulla, si consente a chiunque con un oggetto contundente (ma l'hanno visto soltanto dopo che lo ha usato?) di avvicinarsi pericolosamente al protetto, proprio a colui che in questo momento ha certamente più bisogno di protezione rispetto a chiunque altro.
E certamente per causa sua, o delle sue scelte di campo, che i suoi amici definiscono "coraggiose" mentre i poveracci e i derelitti definiscono miserabili e foriere di ulteriori miserie.

Ora in basso aggiungo soltanto i links di video e immagini e a voi lascio il giudizio finale.

Da parte mia una amara considerazione:
Se l'idiota che lo ha colpito ha pensato di fare un gesto coraggioso magari per farsi invitare, finita la buriana, in qualche trasmissione televisiva, allora si, solidarietà al Premier e dategli una pena esemplare con isolamento perpetuo e che venga trattato come un mentecatto quale in realtà è.

Viceversa se è stata tutta una messa in scena... beh, intanto facciamoci una risata e poi invitiamoli, per la prossima volta, a usare come corpo contundente un peluche morbido, così ci faremmo tutti una gran risata liberatoria, maggioranza e minoranza
.

Comunque sia, noi gli auguriamo una pronta guarigione e che torni presto e sorridente sulla scena pubblica.
Non vogliamo assolutamente perderci la faccia che farà quando sarà il Popolo Italiano, col suo VOTO DEMOCRATICO, a cacciarlo via dal palazzo del Governo.
















domenica 6 dicembre 2009

Lotta alla mafia o guerra fra cosche mafiose?

Da sempre abbiamo assistito, specialmente in Sicilia, più che a lotte dello Stato contro la mafia (in passato inesistenti per la verità) a guerre fra cosche mafiose.
Corleonesi contro Palermitani, Famiglia A contro Famiglia B, Famiglia C contro Famiglie associate, Cosa Nostra contro 'Ndrangheta, Camorra contro Cosa Nostra.


(da Repubblica.it)

Successi e contraddizioni
nella lotta alla mafia

di GIUSEPPE D'AVANZO


LA DEBOLEZZA di Cosa Nostra è scritta nelle cose. La leadership "corleonese" è in galera, se si esclude Matteo Messina Denaro. Le seconde file devono scontare decenni di carcere. In libertà, terze file e qualche "vecchia gloria" degli anni Settanta/Ottanta, ammesso che la nomenclatura di ieri corrisponda a quella di oggi e non ci siano uomini che non conosciamo, potenti con gran pedigree criminale, ma senza volto. La pressione degli apparati repressivi dello Stato non si allenta. È costante, invasiva e i risultati sono molto soddisfacenti. Come è accaduto ieri, ancora una volta dopo l'arresto di Domenico Raccuglia (15 novembre).

Cade nelle rete a Palermo Gianni Nicchi, 28 anni, mafioso sperto nonostante la giovane età, un "uomo di pistola" che l'arresto di Antonino Rotolo (giugno 2006) - il suo capo a Pagliarelli - ha lanciato ai vertici dell'organizzazione. A Milano, è stato preso Gaetano Fidanzati, 75 anni, un nero passato alle spalle di trafficante di droga (tra i più attivi), un presente di guida della famiglia dell'Acquasanta, lasciata vacante dai fratelli Galatolo. Un doppio, eccellente colpo. Un frutto succoso della collaborazione e dello spirito di sacrificio degli organi dello Stato. L'entusiasmo interessato di Silvio Berlusconi tende a dimenticarlo.

Questi ricchi raccolti, che possono ricondurre - anche presto - la patologia criminale siciliana a livelli fisiologici, sono possibili per il lavoro ostinato delle polizie e l'impegno tenace dei pubblici ministeri di Palermo e Milano. Dunque, di quelle burocrazie della sicurezza cui il governo non è in grado di assicurare adeguate retribuzioni e migliori risorse; di due procure da anni diventate bersaglio fisso degli assalti polemici del presidente del Consiglio; di quell'ordine giudiziario che appare l'obiettivo mai dimenticato dei punitivi progetti legislativi della maggioranza.

Berlusconi, anche con buone ragioni, è soddisfatto e dice: "A Palermo siamo riusciti a catturare Gianni Nicchi, che è il numero due di Cosa Nostra. E a Milano abbiamo catturato Danilo Fidanzati, che è il numero tre di Cosa Nostra". Al di là della classifica che, con mafia e mafiosi, lascia sempre il tempo che trova, è quel "siamo" che interessa di più. Berlusconi intende con quel "siamo", noi del governo e quindi io che lo guido? O, dietro quel noi, c'è la consapevolezza che Cosa Nostra può essere distrutta soltanto dall'impegno plurale, coordinato e ininterrotto di tutte le articolazioni dello Stato e della società, governo, Parlamento, amministrazioni, magistratura?

Diciamo che si può pensare che il presidente del Consiglio abbia la tentazione di cancellare con gli eccellenti risultati dell'azione repressiva delle polizie e della magistratura tutti i grattacapi che i ricordi di Gaspare Spatuzza, mafioso di Brancaccio, hanno riproposto. Ora non c'è dubbio che le parole del nuovo testimone dell'accusa nel processo Dell'Utri e nelle inchieste (riaperte) per le stragi del 1992 e 1993 non abbiano ancora adeguati riscontri. Come è fuori discussione che la discovery delle sue rivelazioni sia stata prematura e probabilmente l'anticipazione ne pregiudicherà l'esito, comunque problematico.

Tuttavia quell'accusa - "Berlusconi e Dell'Utri sono i responsabili delle stragi del 1992 e 1993" - è così tragica che impone di essere verificata con rigore per giudicarla o una menzogna o una spaventosa verità. Lasciarla galleggiare è il peggio che può accadere. Anche Berlusconi dovrebbe comprenderlo e sapere che non sarà l'arresto di Nicchi e Fidanzati - e si spera presto la cattura di Matteo Messina Denaro - a eliminare la necessità, il dovere di accertare quanto è accaduto nella transizione dalla Prima alla Seconda Repubblica, stagione scandita dalle cariche di tritolo.

Anche perché le difficoltà in cui vivono le forze dell'ordine e l'ostilità manifesta riservata alla magistratura non sono le sole contraddizioni della politica della sicurezza del governo. Se ne possono rintracciare altre. La vendita dei patrimoni confiscati alla mafia appare a molti addetti un "segnale positivo" lanciato a Cosa Nostra perché le nuove procedure consentono alle famiglie di rientrarne in possesso attraverso prestanomi. Il dibattito sull'abolizione del "concorso esterno in associazione mafiosa" appare ad altri un modo per evitare al premier una futura imputazione e una garanzia per Marcello Dell'Utri, magari da incassare in Cassazione. E anche un espediente per rassicurare la "borghesia mafiosa": è vero, il gioco contro le famiglie di Cosa Nostra è molto duro, ma contro chi ha protetto gli interessi criminali, ricavandone degli utili, può dormire tra due guanciali, il governo non lascerà indietro nessuno.



sabato 5 dicembre 2009

No B-Day e le parole toccanti di Borsellino.

Grazie Borsellino!

Grazie per le tue parole toccantissime!

Grazie per averci dato almeno la speranza che in questo Paese si può ancora recuperare l'onestà non solo materiale ma anche morale.
Grazie.

A me non importa chi l'ha organizzata e come.
Cosa c'è dietro l'organizzazione o dietro gli organizzatori.
Non mi importa se dietro il colore viola OLTRE i partiti politici vi si siano mischiati in mezzo anche i colori della politica.

Sarà la politica poi a dover fare il suo dovere e svolgere il suo compito e trasformare in atti parlamentari queste pulsioni popolari.

E Bersani?

Ma possibile che la sua miopia politica abbia rasentato così tanto l'idiozia?

O forse si deve dare credito a quelle voci di inciuci profondi che passano attraverso l'asse Berlusconi-D'Alema e i dalemiani di cui Bersani è una espressione?

Oggi è un gran giorno perché la gente vuol essere protagonista della sua storia e vuol cominciare a farsi sentire.

Perché la giornata di oggi non si esaurirà qui.
Ne siamo certi.
E Internet è il suo veicolo!!!

Non illudiamoci che i media tradizionali tratteranno benevolmente questo No B-Day.

Vedo già i Fede e i Minzolini e i "bravi lacché" sedicenti giornalisti televisivi e della carta stampata di regime sminuirne la portata, demonizzarla, occultarla, nasconderla sotto il tappeto, ma la rete, questa rete, Internet, sarà sempre il nostro mezzo di comunicazione VERO E LIBERO!!!

Internet non riusciranno MAI a controllarlo e MAI riusciranno a controllare le nostre coscienze.

(da LaStampa.it)

5/12/2009 (14:34) - LA PROTESTA ANTI-CAVALIERE
"No B day", la protesta invade Roma


Corteo al via: "Berlusconi dimettiti".
Manifestazioni anche in altre città.
Rosy Bindi: "In piazza c'è tanto Pd"
ROMA
Il colore viola degli «autoconvocati» e il rosso dei partiti della sinistra radicale dominano visivamente piazza della Repubblica, piena dei manifestanti che parteciperanno al "No B Day". Molti manifestanti indossano sciarpe, foulard, pullover o altri capi di colore viola.

La fantasia ha poi spinto molti manifestanti a indossare parrucche viola, o a innalzare cartelli scritti a mano che chiedono, con frasi ironiche, al premier Berlusconi di andare a casa. Contrariamente alle aspettative non è il pentito di mafia Spatuzza l’icona dei manifestanti, bensì Veronica Lario, la cui fotografia viene mostrata da molti manifestanti con scritte irridenti al premier. Poco dopo le 14 il corteo si è mosso verso piazza San Giovanni. Ad aprire il "serpentone" uno striscione su sfondo viola con la scritta «Berlusconi dimissioni».

A piazza San Giovanni a Roma sono attese 350mila persone. Almeno è questa la previsione fatta dagli organizzatori che ci tengono a sottolineare che la manifestazione non appartiene ai partiti politici ma ai cittadini che si sono mobilitati sulla rete. Con un pizzico di orgoglio, venerdì il comitato organizzatore, rappresentato da Gianfranco Mascia, Sara De Santis e Anna Mazza, aveva fatto sapere che la quantità di adesioni registrate sulla rete li ha spinti a decidere di spostare l’iniziativa, inizialmente prevista a piazza Farnese, nella più ampia piazza romana di S. Giovanni in Laterano. Si tratta di persone che non appartengono ai partiti, anche se tanti partiti hanno subito aderito ad una mobilitazione contro il premier Silvio Berlusconi, tra i primi Antonio Di Pietro per l’Idv, e poi Prc, Pdci, a seguire anche Verdi e Sinistra e libertà.

Ci saranno quindi Paolo Ferrero, Oliviero Diliberto e Angelo Bonelli, ma anche esponenti di spicco del Pd come Dario Franceschini, Debora Serracchiani, Giovanna Melandri, Ignazio Marino e la presidente Rosy Bindi. Ma a nessuno di loro sarà permesso salire sul palco di piazza San Giovanni, da dove invece parleranno artisti, giuristi, scienziati e rappresentanti della società civile, ognuno a spiegare in che modo il berlusconismo sta distruggendo pezzi della società italiana: giustizia, diritti, donne, ricerca, cultura, ogni tematica avrà la voce di un personaggio più o meno noto. Ci saranno Dario Fo e Franca Rame, Ascanio Celestini, Antonio Tabucchi, Margherita Hack, Moni Ovadia, Salvatore Borsellino e tanti altri. Preannunciata anche la partecipazione del regista Nanni Moretti. Nel concerto finale si esibiranno artisti come Roberto Vecchioni, Er Piotta, Skiantos, Ratti della Sabina.

Il "popolo della rete" intanto ha organizzato manifestazioni anche in altre città italiane e straniere. Proteste davanti a ambasciate e consolati si sono tenuti in numerosi Paesi, a cominciare - per questioni di fuso orario - da Sydney. Da est a ovest sono previsti sit in e mini cortei però anche a Berlino, Madrid, Copenaghen, Londra, Parigi, Barcellona, San Francisco, Buenos Aires, Rio De Janeiro, Chicago, New York, Washington e numerose altre. A Bruxelles, un "No B Day" si è tenuto ieri.

venerdì 4 dicembre 2009

Tutti a difendere Berlusconi... e anche se stessi?

Spatuzza è stato definito inaffidabile dal coro di lacché che si è levato a difesa di Berlusconi e di Dell'Utri.

Certo che se Spatuzza è inaffidabile in quanto mafioso, non dovrebbe esserlo anche Dell'Utri che è già stato condannato per i rapporti che ha avuto con la mafia?

E perché dovremmo credere alle smentite di Dell'Utri e non alle accuse di Spatuzza???

Ai posteri l'ardua sentenza.

Intanto, tanto per citare le ultime parole del fuori onda di Fini, Berlusconi è bene che non dimentichi che la verita' storica prima o poi verrà fuori e gli auguriamo che ciò avvenga soltanto dopo la sua dipartita da questa valle di lacrime, perché visti i risultati... ai dittatori la storia non ha mai riservato una fine gloriosa.

Cosa ne pensiamo noi?

Personalmente credo al 90,0% alle parole di Spatuzza, e come me ritengo ci creda la stragrande maggioranza degli Italiani, compresi coloro che con tanto fedele accanimento lo stanno difendendo.

Ad ogni costo! A tutti i costi!!!



(da l'Unita'.it)

Spatuzza: «Così ci misero in mano il paese»

di Mariagrazia Gerinatutti gli articoli dell'autore

Un brusio accompagna l'ingresso nell'aula del pentito che accusa Berlusconi e Dell'Utri. Gli occhi di tutti sono puntati su di lui, Gaspare Spatuzza, «u tignusu». Le telecamere sono voltate dall'altra parte. «Per motivi di protezione, non potete riprenderlo», ricorda il giudice, aprendo l'udienza straordinaria, richiesta dalla Procura di Palermo, nell'ambito del processo d'appello al senatore dell'Utri. Per ascoltarlo, difesa, accusa, giudice, si sono trasferiti a Torino, nella maxi-aula, bonificata prima dell'inizio dell'udienza. A sentire la sua deposizione sono accorsi giornali e tv di mezzo mondo. «Innazitutto, buongiorno. Accetto di rispondere», esordisce, con un pizzico di ironia, l'autore «sei o sette stragi, omicidi, sequestri di persona e altro».

Una prima assoluta. Anche se almeno tre procure fin qui - Caltanissetta, Palermo stessa, Firenze – lo avevano già sentito. Ma mai in un'Aula. Spatuzza dissimula perfettamente la tensione. E da come indugia su certi sicilianismi sembra persino compiaciuto. Parla di tutto. Anche della sua conversione. Quando decise «di abbracciare Dio e rinnegare Mammona». Della sua «missione»: «Restituire verità alla storia». Dei timori: «Bisogna vedere le date, nel momento in cui inizio i colloqui mi trovo come primo ministro Berlusconi e come ministro della Giustizia uno che io vedevo come un vice di Dell'Utri».

Ci vogliono quattro ore perché il racconto del pentito si dipani tutto. Dalla strage di Capaci - «per cui, me ne vergogno, ma abbiamo gioito» - al fallito attentato allo Stadio Olimpico. Dall'appoggio ai socialisti: «Nell'87 Giuseppe Graviano mi disse che dovevamo sostenere i candidati socialisti alle elezioni, il capolista era Claudio Martelli. A Brancaccio facemmo di tutto per farli eleggere e i risultati si videro: facemmo bingo». Ai rapporti della famiglia Graviano con Berlusconi e dell'Utri. Il pentito li cita esplicitamente. A parlargli di loro è il boss di Brancaccio, Gisueppe Graviano, «un padre per me». È l'inizio della famosa «trattativa» di cui parla Spatuzza. Sullo sfondo, una scia di sangue e di morti da far rabbrividire: San Giorgio al Velabro, via dei Georgofili, via Palestro...

Tutto ha inizio con un incontro al Bar Doney, a via Veneto. È il '94. «Giuseppe Graviano (il boss di Brancaccio ndr) indossava un cappotto blu, aveva un atteggiamento gioioso, come se gli fosse nato un figlio», racconta Spatuzza: «Mi dice che avevamo chiuso tutto e ottenuto quello che cercavamo, grazie alla serietà delle persone che portavano avanti questa cosa e che non erano come quei quattro crasti dei socialisti che si erano presi i voti e poi ci avevano fatto la guerra». Chi erano quelle persone? In quella occasione, spiega Spatuzza «Graviano mi parla di Berlusconi. Quello del Canale 5? Sì mi rispose Graviano. Mi disse che c'era anche un nostro compaesano Dell'Utri e che grazie alla serietà di queste persone ci avevano messo il paese nelle mani».

Prima ancora, però, c'era stato un altro incontro tra Graviano e Spatuzza. Località Campo Felice di Roccella. Siamo alla fine del '93, dopo gli attentati di Roma, Firenze e Milano. «Ci stiamo portando appresso morti che non ci appartengono», racconta di aver detto a Giuseppe Graviano Gaspare Spatuzza, in quell'occasione. La risposta di Graviano fu: «È bene che ce li portiamo dietro, così chi si deve muovere si dà una smossa». Se gli attentati vanno a buon fine «ne avremo tutti dei benefici, compresi i carcerati». Chi era questa entità che si doveva dare una smossa?, gli domanda il procuratore di Palermo Nino Gatto. «Graviano allora non me lo disse».

«È solo a Campo Felice che apprendo dell'esistenza di una trattativa», spiega Spatuzza. «Ed è solo al Bar Doney che apprendo i nomi di Berlusconi e Dell'Utri», ribadisce agli avvocati della difesa, che cercano di inchiodarlo alle contraddizioni. E con i giudici quei nomi non li fa prima del giugno 2009, ribandisce. «Non in relazione alle stragi, prima avevo solo disseminato degli indizi».

Indizi. Come la Standa a via Brancaccio. O la storia del cartelli pubblicitari, che – secondo Spatuzza – portano dritti a Berlusconi e Dell'Utri. «Non parlo per un sentito dire al mercato ortofrutticolo, per Graviano è un padre».

Poi trasformati in vere e proprie accuse contro Berlusconi e dell'Utri. «Voglio contribuire alla verità storica», assicura Spatuzza.

Menzogne, accuse folli, spazzatura, attacchi mafiosi, dice il coro che si leva a difesa del Cavaliere. Intanto però anche Palazzo Chigi trema. E l'affaire Spatuzza finisce dritto-dritto in Consiglio dei ministri. «È folle quello di cui mi accusano, sono cose incredibili: il nostro è il governo che ha fatto di più contro la mafia», tuona Berlusconi, spronando i suoi alla reazioni. Maroni, in particolare. A cui chiede per l'ennesima volta di elencare i risultati dell'esecutivo nella lotta alla criminalità. Intanto parte il fuoco di fila delle dichiarazioni. Capezzone e Gasparri fanno a gara. «Un circo che sputtana il paese», dice l'ex radicale. «Altro che Spatuzza spazzatura», tenta il gioco di parole l'ex colonnello di An. Bonaiuti assicura: «La mafia attacca Berlusconi perché lui l'ha combattuta più di chiunque altro».

Seduta aggiornata al prossimo 11 dicembre, quando al processo Dell'Utri, che per quel giorno avrà fatto ritorno a Palermo, saranno sentiti i boss tirati in ballo da Spatuzza. Dai fratelli Graviano a Cosimo Lo Nigro. E il suo racconto sarà verificato con le loro testimonianze.

Nel link sottostante altre cose interessanti, compreso il video della deposizione di Spatuzza.


http://www.unita.it/news/italia/92190/spatuzza_cos_ci_misero_in_mano_il_paese

La Mussolini ha qualche sospetto e non può esternarlo, che sia lo stesso che abbiamo noi?

Quando Gesù disse, frapponendosi fra la folla inferocita che voleva lapidarla e la povera peccatrice:
"Chi è senza peccato scagli la prima pietra"
tutti si ritrassero e lasciarono la povera peccatrice sola in mezzo alla strada, ma sostanzialmente in vita e senza condanna.

Ora che da anni in Italia ci sia una manovra atta a dimostrare che NESSUNO è senza peccato, compresi coloro che magari immacolati sul peccato che gli si vuole affibbiare a tutti i costi, certamente non lo sono nel segreto delle proprie alcove o anche negli antri dei propri pensieri, ma sì proprio quelli che spesso cacciamo immediatamente via come "pensieri impuri" e che tutti noi (poveri peccatori) abbiamo dentro di noi "latenti" o "in potenza" anche se non li abbiamo mai esternati o tanto meno attuati.

Chi di voi maschietti non ha mai pensato di trombarsi la propria proff di Italiano o chi tra voi donne (femmine) non ha mai pensato di farsi sbattere dal proprio proff di Inglese?).

Certo a farsi la Paola (Proff di xxx di tanti anni fa all'Archimede di Catania) con tanto di barba non ci pensava proprio nessuno, anzi, il solo pensiero che costei poteva mettere gli occhi addosso a qualcuno di noi ci faceva vomitare, ma la Teresa super-gnokkissima, proff di Italiano?

Povero Rossitto, che vuoi farci, sei incappato nelle ragazze sbagliate, (tutte coloro che ora ti accusano), ma ovviamente non escludiamo affatto che molte di loro si siano sentite esaltate dal fatto che tu le abbia degnate delle tue attenzioni di maschio normo-dotato un po' anzianotto per la verità, ma chi può mai dire cosa passa nelle nostre menti depravate di NORMALISSIMI ESSERI UMANI?

Ora quel gran figlio di puttana che conosciamo benissimo, e che tanto per evitare una querela definiamo come "Innominato" queste cose le sa benissimo, tanto è vero che TUTTO il suo successo lo deve al fatto di titillarci il basso ventre e i nostri bassi istinti, e allora cosa fa?

Un po' come dice quel vecchio proverbio cinese:

"Quando arrivi a casa picchia tua moglie, tu non sai perché lo fai, ma lei sì".

E così non si limita a raccogliere "notizie utili" su tutti i personaggi più o meno di spicco, (Marrazzo docet e se non avete ancora capito che dietro il gran bailamme di Brenda, Trans ecc. ecc. c'è lui, mi spiace per voi ma siete proprio dei gran coglioni); non si limita, dicevamo a raccogliere "notizie utili" ma laddove gli viene difficile raccoglierle, le inventa.

Perché pensiamo che le notizie che riguardano la Mussolini e il presunto film hard siano inventate?

Ma Cristo! La Mussolini NON E' QUEL FROCIO DI MARRAZZO!!!
E sicuramente lo avrebbe gridato ai 4 venti e a voce alta che si sarebbe trombata anche UN CAVALLO se così fosse stato realmente!!!

In poche parole la MUSSOLINI HA LE PALLE e questo, volenti o nolenti, piaccia o non piaccia, bisogna riconoscerglielo!!!

Alla Mussolini tutta la nostra stima e riconoscenza per le palle che ha dimostrato di avere.

(da La Stampa.it)

1/12/2009 (7:25) - IL CASO CHE AGITA IL PDL
Video hard, rabbia della Mussolini:
"Svergognerò chi ha teso la trappola"
Alessandra Mussolini e Roberto Fiore


«A destra do fastidio a qualcuno»
MARIA CORBI
ROMA
Alessandra Mussolini sfodera la sua grinta di sempre, aggressiva, spavalda, ma non riesce a nascondere di essere turbata. Sguardo di chi ha pianto, guance arrossate, voce che trema quando in tv da del «Pernacchia» al giornalista Gianni Pennacchi de «Il Giornale», che ha pubblicato la notizia del presunto video «hot» che la vedrebbe protagonista con il leader di Forza Nuova Roberto Fiore. «La cosa che più mi fa arrabbiare è che vogliano far credere di avermi fatto un favore». Non ci sta a essere sacrificata la Mussolini in una storia che vede ancora nella trama sesso, politica e tradimenti e che conferma Palazzo Chigi come punto di riferimento per spacciatori di video ad tasso erotico.

Allora onorevole Mussolini quando l’ha chiamata Berlusconi per raccontarle di questo tentativo di ricatto?
«Sabato mi ha chiamata e mi ha detto che la maggioranza è sotto un’offensiva incredibile, mai vista, e che quindi anche io lo sono. Che devo essere forte. E infatti il video non a caso arriva a palazzo Chigi. Ma la domanda che io mi faccio è un’altra».

Quale?
«Perché, per aiutarmi, come sostengono a “Il Giornale”, mettono la mia foto in prima pagina raccontando di un video che non esiste, che nessuno ha visto, invece di riportare del tentativo di estorsione nei confronti di palazzo Chigi? Cosa che invece hanno riportato correttamente “la Stampa” e “il Corriere della Sera”? Cosa c’è sotto?

Lei ha qualche sospetto?
«Certo che ce li ho i sospetti, ma non posso fare i nomi. Ci sono troppe cose strane in questa storia. Dico solo che nel mondo politico ci sono fregnacciari e fregnacciare...».

Quindi sospetta che la videokiller sia una donna?
«Non mi faccia dire altro su questo. Invece mi segua nel ragionamento...».

Partiamo dall’inizio.
«A settembre arriva una lettera a Berlusconi in cui si parla di un video dove ci sono una parlamentare e un europarlamentare, senza nomi. Una lettera di cui nemmeno informano Berlusconi perché la considerano opera di un mitomane e così la derubricano. Neanche l’hanno avvertito il presidente per quanto era chiaro che fosse opera di un pazzo ricattatore».

Però la lettera è arrivata in Procura...
«Sì, ma questo è un passaggio obbligato. Ma quello che mi fa impazzire è che “il Giornale” invece, come sarebbe stato corretto, di mettere la notizia del ricatto a palazzo Chigi senza nomi e cognomi, mi sbatte in prima pagina manipolando la notizia. Hanno scelto un taglio hard, infamante contro di me e la mia famiglia invece di fare correttamente informazione. E vogliono che io stia calma? Ormai il fango è partito, vai a convincere le persone che hanno letto quell’articolo che il video non c’è».

Il video non c’è?
«Vede? Qualcuno lo ha visto? E’ una bufala, una porcheria, una calunnia».

Capisco. Chiederà i danni?
«Girerò l’assegno di Feltri ai bambini bisognosi che stanno negli istituti a Napoli. E’ stata una botta pazzesca, mi creda, io sono sposata, ho due bambine, faccio politica».

I suoi rapporti con Fiore?
«Abbiamo fatto campagna elettorale insieme. Assurdo».

La famiglia come l’ha presa?
«Mi sono sentita morire quando ho chiesto a mio marito di andarmi a comprare “il Giornale”. Ma lui è accanto a me, sa che fogna può essere il mondo politica. Abbiamo letto quell’ammasso di calunnie insieme. Siamo più uniti che mai. Mica è pazzo. La stessa cosa vale per mia madre».

Le bambine?
«Non sanno niente, sanno che faccio politica, che è un lavoro pericoloso. Ho solo ribadito loro che il mondo della politica è pieno di cattiverie».

E adesso?
«Adesso voglio svergognare chi sta dietro a tutta questa vicende. Aspetti e vedrà».

giovedì 3 dicembre 2009

Fini, l'eretico!

Mai come in questi giorni abbiamo avuto di Fini la sensazione che fosse una vittima della Nuova Chiesa Arcorense, dove esattamente come nel periodo dell'Inquisizione, non è consentito ai propri fedeli/adepti avere opinioni diverse da quelle canoniche propalate dalla Divina Maestà, Suprema e Infallibile.

Non è consentito avere "pensieri impuri" che non siano rigorosamente riconosciuti ed abbiano avuto il preventivo IMPRIMATUR della Sacra Corte Arcorense.

E meno che meno e' consentito esternare, sia pure in ambito ristretto in una conversazione discorsivo-leggera con amici delle opinioni o dei dubbi.

Eresia!!! Eresia!!!

E subito i Componenti del Gran Consiglio della Sacra Inquisizione Arcorense si scagliano come iene fameliche contro L'ERETICO che ha osato tanto, che ha osato commettere il peccato più grave che la nuova religione ha già bollato come UNICO PECCATO MORTALE:

IL PECCATO DI PENSARE!!!

Il Pensiero!!!

Il pensiero come peccato primordiale e come origine di tutti i mali.

Nella Nuova Sacra Corte una sola cosa e' consentita:

L'ADORAZIONE INCONDIZIONATA!!!!

Adoremus Silvium!!!


(da Repubblica.it)

Fuorionda di Fini, due segnali lasciano pensare che il Cavaliere
propenda per un drammatico e traumatico "redde rationem"

Le due destre

di MASSIMO GIANNINI


Le due destre

Silvio Berlusconi

C'ERANO due modi per disinnescare la bomba atomica del fuorionda in cui Gianfranco Fini dà del monarca a Silvio Berlusconi, e marca la distanza irriducibile tra la sua idea di destra e quella del Cavaliere. Il primo modo era usare il buonsenso: prendere atto di quella distanza, che non è certo nuova ma risale addirittura al congresso fondativo del Pdl, e colmarla con la valorizzazione delle differenze, necessarie e vitali in un partito che si vuole pluralista e di massa. Il secondo modo era usare la clava: cogliere l'occasione di un incidente sia pure sgradevole, ma di per sé non così destabilizzante, per bastonare e regolare una volta per tutte i conti con quello che evidentemente non si considera più un alleato, ma un avversario. Non più il co-fondatore del Popolo delle libertà, ma l'eversore del partito unico del centrodestra.

Non sappiamo ancora quale linea ufficiale abbia scelto e sceglierà il presidente del Consiglio. Al di là della solita "ira" che lascia trapelare attraverso la sua corte, il premier non si è ancora espresso sul piano formale, per dire la sua sulle esternazioni sfuggite al presidente della Camera a L'Aquila. Ma due segnali lasciano pensare che il Cavaliere propenda per un drammatico e traumatico "redde rationem".

Intanto, le parole meditate di Claudio Scajola, che afferma chiaramente che Fini è ormai lontano dallo spirito identitario e dalla constituency politica del Pdl. E poi il titolo del Tg1 di ieri sera che, amplificando quello dei giornali di famiglia usciti ieri mattina ("Fini chiarisca o si dimetta") parla testualmente di "ultimatum" al presidente della Camera.

È vero che due indizi non fanno una prova. Ma è altrettanto vero che questi segnali contano e pesano. Scajola è un ministro di rilievo, oltre che dirigente di spicco dell'ex Forza Italia: non appartiene alla claque dei Cicchitto e dei Capezzone, dei Gasparri e dei Quagliarello, "reagenti" di professione incaricati della dichiarazione quotidiana da infilare nei pastoni televisivi. E il Tg1 di Minzolini, come dimostra precedenti inequivoci (dalle omissioni sulle escort alle suggestioni sull'immunità parlamentare) si può considerare a tutti gli effetti "l'organo ufficiale" del partito del presidente, che non incede nella grottesca agiografia del Tg4 di Emilio Fede, ma interpreta l'ortodossia ideologica e anticipa la linea politica del Pdl di rito arcoriano.

Dunque, il combinato disposto di questi fattori lascia pensare che per Fini sia cominciata, o stia per cominciare una sorta di "purga berlusconiana".
Come si addice al partito-caserma, l'unico che il presidente del Consiglio concepisce e che il presidente della Camera aborrisce. Come è logico per la muta famelica di cani che da giorni, in Transatlantico e sui giornali-cognati, ha lanciato la caccia a Fini sospettandolo di criminale complotto e di altro tradimento, e che ora sente, nelle sue frasi pronunciate a ruota libera in quel famigerato fuori onda, l'eco di una profezia che si autoavvera.

Ma se questo è il disegno, cacciare il "mercante" dal tempio dell'unto del Signore, bisogna dire che l'operazione è insieme avventurosa e pericolosa.
Avventurosa, perché Fini è pur sempre la terza carica dello Stato, e dal modo in cui ha messo in riga il livido Bondi a Ballarò è evidente che l'uomo non rinuncerà mai a far vivere la sua idea alternativa di centrodestra, incontrando su questo un consenso nel Paese e un sostegno nel partito, per quanto, per ora, entrambi minoritari.

Operazione pericolosa, perché il Pdl senza il co-fondatore Fini diventa, sul piano culturale e sociale, il partito di una destra a trazione esclusivamente forza leghista, esasperata ed esagitata, che non ha eguali in Occidente e non ha paragoni nelle famiglie del popolarismo europeo. Un partito estremista e populista, che si chiude nella sua ridotta identitaria, padana e neanche più tanto sudista, e si preclude ogni possibile riapertura di gioco con il centro di Casini, difficilmente spendibile per sostituire Fini nel ruolo di stampella di un Cavaliere sempre più azzoppato.

Berlusconi farà bene a ponderare le sue mosse. La sua destra, rivoluzionaria e plebiscitaria, può anche vincere questa partita interna. Ma i fatti stanno dimostrando che l'altra destra, quella di Fini, istituzionale, laica e repubblicana, sta comunque saldamente in campo, e se non qui ed ora rappresenta comunque un'alternativa possibile.

Anche per il governo del Paese. Per quello futuro, ovviamente. Da quello attuale lacerato e disperato com'è, non c'è da aspettarsi più nulla, se non una rissosa e rovinosa sopravvivenza. E questo, per l'Italia, è davvero un prezzo troppo alto da pagare. Aveva detto bene il presidente della Repubblicano Giorgio Napolitano: solo la maggioranza può uccidere la maggioranza. È quello che sta accadendo in questo avvelenato clima da 25 luglio 1943: un lento, inesorabile suicidio politico.