lunedì 6 luglio 2009

Berlusconi è il bugiardo più sincero che esista: è il primo a credere alle sue bugie.

Parole lapidarie, pronunciate da quel grande del giornalismo che lui non riuscì mai a comprare e che resterà per sempre fra I PIÙ GRANDI DEL GIORNALISMO:

INDRO MONTANELLI!!!

Berlusconi oltre ad essere sincero ha anche la memoria corta, o meglio sa esattamente come lo sappiamo noi, che NON ESISTE alcuna "giustizia Divina", soprattutto su questa terra e di conseguenza sa anche che "un giuramento" invocando strali sulla sua testa o su quella dei propri figli non avrà alcun effetto pratico, perché posto che Giove (dio del fulmine) avrebbe dovuto prendersene cura, questi è stato soppiantato dall'altro Dio Unico ebreo che non si occupa di certo a mandare fulmini in giro sulla testa della gente che ha spergiurato invocandoli.

E così giura continuamente sulla testa dei suoi figli... (quali?) ben sapendo che mai NESSUN DIO gli potrà dare fastidio, anche se giura su BALLE MEGAGALATTICHE.

E continua a giurare:

DI NON ESSERE UN LADRO!

DI NON ESSERE UN CORRUTTORE!

DI NON ESSERE UN PEDOFILO!

DI NON ESSERE UN VECCHIO CRAPULONE!

DI ESSERE PIÙ ALTO DI NAPOLEONE!

DI...

DI...

Insomma di essere e di non aver fatto tutto cio' che è e tutto ciò che ha fatto, con la piena consapevolezza, quella sì, che avrà sempre

DEGLI IMBECILLI AL SEGUITO CHE GLI CREDERANNO!!!

(da Repubblica.it)

Il premier si fa la domanda e si dà la risposta. Due, tre, quattro versioni
per giustificare gli incontri con Noemi: inevitabile che si ingarbugli

Un mese di contraddizioni
poi arriva la verità ad personam

di GIUSEPPE D'AVANZO


Un mese di contraddizioni poi arriva la verità ad personam

Noemi Letizia


Berlusconi, un mese dopo, risponde alle domande che si fa da solo. Minorenni? "Non ho detto niente". Sesso con le minorenni? "Assolutamente no, ho giurato sulla testa dei miei figli e sono consapevole che se fossi uno spergiuro mi dovrei dimettere, un minuto dopo averlo detto". (Il Cavaliere ha memoria corta. Già gli è capitato di giurare sulla testa dei figli per negare che Fininvest avesse un "comparto off-shore, very secret", All Iberian. Ora che quell'arcipelago di "fondi neri" ha trovato una documentata conferma, il capo del governo ha dimenticato quel fragoroso spergiuro). La mossa del presidente segue un sentiero che gli è familiare fino all'abitudine. Rovescia il tavolo per uscire dall'angolo in cui si è cacciato con la sua apparizione in un ristorante di Casoria per festeggiare una diciottenne. Stende un velo sui tre eventi che egli stesso si è combinato: l'incomprensibile presenza in una periferia napoletana; l'offesa pubblica alla moglie; scelte politiche che hanno convinto Veronica Lario a parlare di "ciarpame politico".

Se questo "caso Berlusconi", come si è voluto accreditare, fosse stato soltanto una pruderie, magari il colpo di teatro del premier sarebbe stato anche efficace.Fin dall'inizio, però, questa storia non ha avuto nessuna parentela (o soltanto un legame forzato) con il gossip. Lo dimostrano con l'evidenza della luce le quattro parole ("Non ho detto niente") con cui Silvio Berlusconi liquida l'intero rosario di discorsi e ricordi offerto nel monologo a Porta a porta, in tre interviste ufficiali (France 2, Corriere della sera e Stampa), nelle molte conversazioni ufficiose con i cronisti, nella pubblica promessa di "spiegare tutto" (Cnn). Della ricostruzione che il capo del governo ha proposto all'opinione pubblica non è rimasto in piedi, dopo quattro settimane, nemmeno un muro. Il think tank di Gianfranco Fini (farefuturo) e Veronica Lario lo accusano di selezionare la nuova élite politica del Paese negli studi televisivi, nei set dei reality, magari tra i cactus di Villa Certosa tra "le vergini che si offrono al drago". Il Cavaliere nega di aver mai voluto candidare alle Europee "veline" qualche ora prima che veline e soubrette confermino di aver firmato per quelle candidature. Veronica Lario svela che il premier "frequenta minorenni" posseduto da un'ossessione per il sesso che ne pregiudica la salute ("non sta bene") e il presidente del consiglio ha dichiarato in tv di non frequentare minorenni e di stare benissimo. Salta però fuori una minorenne (Noemi) che certamente ha frequentato e frequenta. Per giustificarne gli incontri, Berlusconi s'ingarbuglia in una, due, tre, quattro versioni. Quanto più corregge e contraddice la sua memoria, tanto più offre ricostruzioni che stanno in piedi come un sacco vuoto. La risposta alle dieci domande che Repubblica avrebbe voluto fargli, se avesse accettato di essere intervistato, avrebbero potuto chiudere la partita, restituire al premier l'attendibilità perduta, ridimensionare una criticità che distrugge la sua reputazione (e quella dell'Italia) nel mondo. Ha preferito tacere, invece. Con ostinazione continua a tacere oggi mentre gli "arrangiamenti" si sbriciolano come un biscotto sotto la pressione di qualche interrogativo rivolto ai protagonisti.

Un testimone attendibile, ex-fidanzato di Noemi, racconta di un uomo di 73 anni, capo del governo di un Paese con molte difficoltà da affrontare, che telefona in un pomeriggio autunnale del 2008 a una diciassettenne per dirle come sia "angelico" il suo viso e "puro" il suo sguardo. Decide di "allevarla". La invita a Roma, a Milano, in Sardegna quando - confessa la ragazza - si sente solo. La colma di regali e attenzioni. Il testimone, con un guaio giudiziario alle spalle, costringe Berlusconi a smentire se stesso. Il Cavaliere aveva detto di aver incontrato la ragazza sempre alla presenza dei suoi genitori, deve smentirsi: è vero, l'ho invitata - era ancora minorenne - prima a Villa Madama, poi a Villa Certosa e i genitori non c'erano. Si comprende, allora, perché il premier non risponda alle sollecitazioni: non può rispondere ad alcuna domanda senza danneggiare irrimediabilmente se stesso e un futuro luminoso progettato per concludersi al Quirinale. L'"unità di crisi", che lo consiglia, si convince a incamminarsi per la solita strada del "complotto", ma è ancora fresco nel ricordo di tutti che è stato lo stesso Berlusconi a costruire la trappola che lo tiene prigioniero senza voler ricordare che i protagonisti di quest'affare sono direttamente o indirettamente "berlusconiani", passando per Veronica Lario, da farefuturo al testimone, che svela il primo contatto tra il premier e la diciassettenne. La teoria del complotto diventa un soufflé sgonfio. Berlusconi, alle strette, riconverte i suoi passi verso una direzione che conosce bene e gli ha portato sempre fortuna: "non ho detto niente".

Il "non ho detto niente" di Berlusconi è la formula che contiene il nucleo stesso del suo sistema politico perché è il dispositivo che cancella ogni distinzione tra vero e falso. Con quel "non ho detto niente" il premier vuole eliminare, non solo le sue contraddizioni e incoerenze, ma anche gli eventi e i fatti concreti, il loro ricordo nella mente dei testimoni e dell'opinione pubblica. Pretende che sia accettato il suo personale canone secondo il quale non esiste alcun modo di stabilire che cosa sia vero perché "non esiste un criterio di verità praticabile" se si esclude ciò che viene dichiarato vero al momento. Il premier (consapevolmente o meno, non importa) ci invita a dare fede soltanto alle "credenze" che naturalmente possono essere cancellate il giorno successivo (e qui è un gioco da ragazzi per chi controlla stampa e network tv). In questo mondo di cartapesta la verità dura un solo giorno e il Gran Bugiardo che lo ha fabbricato non può mai essere accusato di mentire perché ha abolito l'idea stessa della verità.

Al fondo del "caso Berlusconi", che soltanto occasionalmente ha incrociato la vita di una ragazza e di una famiglia, c'è - come direbbe Leszek Kolakowski - "il cuore di una nuova civilizzazione" che abolisce l'idea stessa di verità. Che rende indifferente sulla scena politica l'attendibilità del premier perché il premier può affatturarsi la realtà come meglio gli conviene in quel momento, salvo poi rimodellarla il giorno dopo. Non tutti dalle nostre parti hanno compreso, contrariamente a quanto è stato subito chiaro alla stampa di mezzo mondo, che il "caso Berlusconi" oggi ci parla di minorenni, ma contemporaneamente o domani ci può parlare di disoccupazione, sviluppo, recessione, fisco, terremoto, famiglia, Europa, rifiuti: in una parola, del destino del Paese perché mette in gioco la sua rappresentazione pubblica e l'affidabilità di chi lo governa.
È a questa prova che Berlusconi sfugge rispondendo soltanto alle domande che egli stesso si pone senza nemmeno rendersi conto quanto avvilente sia vederlo apparire nei tg della sera per giurare che non fa sesso con le minorenni. Per evitare dieci domande, il premier preferisce questa umiliazione e, peggio, decide di inoltrarsi sempre di più in un vicolo cieco che minaccia di soffocarlo. Giurare sulla testa dei figli che non ha "rapporti piccanti" con le minorenni, pena le dimissioni immediate, è una sfida funesta che lo rende debole, soprattutto ricattabile. Qualunque minorenne - ed è ormai provato che a Berlusconi capita di frequentarle - può inventarsi la bubbola e scatenare un terremoto istituzionale. Questa è la strada sdrucciolevole che ha scelto il premier, costretto a scendere nei sotterranei del suo castello di bugie, incapace di spiegare perché ha mentito, a dire che cosa lo ha costretto a mentire, che cosa ancora oggi gli impone di tacere la verità. Questo è il dramma di un uomo e di un politico che è il capo del governo italiano.

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Il suo prossimo giuramento sarà fatto di fronte alla Platea internazionale del G8:

"GIURO SULLA TESTA DEI MIEI FIGLI CHE ENTRO IL 2250 DARO' ALL'AFRICA QUELLO CHE AVEVO GIURATO DI DARE E CHE NON HO DATO!!!"

Ai nostri fratelli africani che muoiono di fame suggeriamo, noi che lo conosciamo bene, di tentare lo stesso la traversata verso le nostre coste, oppure se non vogliono più soffrire, di suicidarsi prima senza aspettare la SOFFERENTISSIMA MORTE PER INEDIA!!!
Oppure... confidare negli altri aiuti delle altre Nazioni governate da PERSONE SERIE e non da buffoni (stavolta possiamo usare il termine buffone percé E' NON RIFERITO AI PREMIERS DELLE ALTRE NAZIONI.)



(da L'Unità.it)

G8, Berlusconi al verde alla fiera delle promesse

di Umberto De Giovannangeli

Nei suoi sogni è il «Grande Palcoscenico». Il Summit della Consacrazione internazionale. La Risposta Planetaria agli «infangatori» interni e internazionali. Nei sogni. Perché nella realtà, il G8 dell’Aquila rischia di trasformarsi in un calvario politico per Silvio Berlusconi. Non solo e tanto per la pessima stampa di cui il Cavaliere gode in Occidente e altrove, ma perché, stavolta, l’attenzione sarà concentrata sui fatti. Sugli impegni presi e non mantenuti. Un «must» per il premier «azzoppato». Emblematica è la vicenda degli aiuti all’Africa e ai Paesi in via di sviluppo. Senza soldi e a rischio di scosse telluriche. Un G8 «terremotato» per il Cavaliere.

«Come Stati Uniti]abbiamo già in programma di raddoppiare gli aiuti alle nazioni povere, non solo per interventi immediati, ma anche per il futuro. La priorità dell’America al prossimo G8 è proprio di indurre gli altri Paesi a fare altrettanto». Così Barack Obama in una intervista pubblicata dall’Avvenire. L’Italia si impegnerà al massimo perché il vertice dell’Aquila sia «un G8 che dia risposte concrete ai Paesi poveri», assicura il titolare della Farnesina, Franco Frattini. Buone intenzioni. Smentite, però, dai fatti.

Che inchiodano l’Italia del Cavaliere. Impietoso, quanto documentato, è il j’accuse di Bob Geldof, il cantante e attivista irlandese che, sulla Stampa, annota: «Il primo ministro Berlusconi sarà il decano degli statisti, nonché presidente di questo G8, ma la sua credibilità è a rischio». «Ho parlato con quasi tutti i leader e i funzionari che saranno a L’Aquila - aggiunge Geldof - e tutti ripetono la deplorevole storia di questo paese e dell’impegno disatteso per l’Africa, che pure il primo ministro ha firmato al G8 di Gleneagles nel 2005».
In quell’occasione, ricorda l’organizzatore del Live Aid, «i leader promisero di raddoppiare gli aiuti all’Africa entro il 2010. L’Italia ha dato solo il 3% di quanto si era impegnata a dare. Il 3% della parola data». Una firma non si nega a nessuno. I soldi, sì. E a negare al Cavaliere i soldi (millantati) per la lotta alla povertà è il ministro Tremonti. Da Via XX Settembre - ha rivelato l’Unità - sarebbe arrivato un aut aut: Silvio non insistere, non ci sono i fondi disponibili per impegni seri su povertà e ambiente...La chiusura del titolare del Tesoro suona come una conferma indiretta a quanto affermato dal The Times. Il quotidiano londinese - citando una fonte impegnata nella preparazione del summit secondo cui, in particolare sugli aiuti ai Paesi in via di sviluppo, la performance italiana è stata «una totale disgrazia» - scrive che il premier britannico Gordon Brown insieme con la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Nicolas Sarkozy, credono che Berlusconi dovrebbe essere ritenuto responsabile per «un risultato così scarso». «Gordon Brown e gli altri leader del G8 - scrive ancora The Times- non menzioneranno in pubblico lo scandalo che ha coinvolto Berlusconi, ma i negoziatori sperano di capitalizzare sulla debolezza del primo ministro italiano per ottenere concessioni su temi cruciali, come gli aiuti allo sviluppo e i cambiamenti climatici».

Il clima: altro dossier «caldo» nei rapporti tra il Cavaliere frenatore e l’amministrazione Usa. Forte di una legge sul clima appena approvata negli Stati Uniti, Obama potrebbe condividere il ruolo di chairman assieme al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi quando si affronterà questo tema: una sorta di possente contrappeso. A fianco di Obama si schiera decisamente Angela Merkel: la cancelliera tedesca ha affermato di aspettarsi che i leader dei Paesi membri del G8 appoggino l’obiettivo di limitare il riscaldamento globale a non oltre 2 gradi entro il 2050. Un obiettivo che vede l’Italia molto fredda, in una funzione di freno rispetto a tutto il dossier energetico. Aiuti all’Africa. Clima. Se non un premier «dimezzato» (nella credibilità internazionale), certo è un Cavaliere sotto esame quello che arriva al G8 aquilano. Se è vero, come risulta a l’Unità, che a margine della preparazione del vertice, si è ventilata l’opportunità di minacciare l’Italia di perdere la sua posizione nel G8 a vantaggio della Spagna che, sugli aiuti, ha una posizione migliore. Altri leader ritengono che, data la sua reputazione danneggiata, Berlusconi sa di dover tirare fuori qualcosa: «Ha dei problemi e lo sa - dice un diplomatico alTimes -. Ci aspettiamo che tiri fuori qualcosa, ma, al momento, è difficile prevedere cosa potrebbe essere».




Il sogno e l'incubo,

Era riuscito a realizzare il suo sogno.
Un sogno sovrumano di "CONQUISTA TOTALE" del potere e ora si stava finalmente avviando a CONSOLIDARLO stravolgendo la stessa Costituzione Democratica, quella Italiana, troppo giovane e troppo fragile per non riuscire a modellarla ai suoi interessi.

Un popolo, quello Italiano, abituato da millenni ad essere schiavo, a non sapersi autogovernare, a non sapersi autogestire, gli aveva consegnato nelle mani lo scettro del potere assoluto con una maggioranza travolgente di consensi e stava già assaporando il suo TOTALE TRIONFO quando gli succede questo scivolone.

E meno male che da anni ormai TUTTA l'Informazione era in mano sua.
L'Informazione che conta, quella seguita dalla stragrande maggioranza degli acefali elettori che era riuscito così sapientemente a far diventare I SUOI ELETTORI!!!

Ma tutto questo non è bastato.

Non è bastato mentire nel caso delle "veline", perché intanto due effetti catastrofici hanno interroto i suoi piani, proprio mentre ne stava assaporando il sicuro successo.

1)
HA DOVUTO FARE MARCIA INDIETRO SULLE VELINE!!!


In poche parole non le ha potute candidare, e ha dovuto mettere al loro posto "dei velini" di sesso maschile; ma gli uomini si sa, non sono facilissimi da manovrare come le sue "deliziose fanciulle" che vedevano in lui solo un "papi" che assicurava loro una vita (e uno stipendio) da favola e un futuro radioso.

Aver incontrato lui, era per le veline MOLTO DI PIÙ che aver incontrato il Principe Azzurro, perché Berlusconi, data l'età, prima o poi le avrebbe lasciate libere di continuare la loro vita da sogno, senza nemmeno la sua ingombrante presenza.

Molto meglio di un principe azzurro, fors'anche cadetto, che presto si sarebbe stancato di quelle grazie che col passare del tempo sfioriscono, presto, molto presto, e lo sanno tutti che quel momento da "Bellissima Principessa" dura solo una stagione e che dopo si finisce col dover ricorrere a dolorosissimi e costosissimi "rifacimenti" a base di botulino e silicone.

2)
GLI INDICI DEL SUO CONSENSO HANNO SUBITO UNA FRANA!!!


E tutto questo mentre erano nella fase di MASSIMA ASCESA!!!

Era proprio vero che poteva aspirare alla conquista del 45-51% di elettorato già COL SOLO PdL.

Mentre assommando il consenso dei suoi "fiancheggiatori" esterni, dalla Lega, alla Destra, MPA, e persino dell'UDC si sarebbe potuto attestare abbondantemente oltre l'80%.

Il sogno assolutista era vicinissimo ormai.

A tutto questo mancava pochissimo... quando è uscito fuori il caso Noemi.
Ma non è stato solo quello.

Col caso Noemi si è soltanto scoperchiato il Vaso di Pandora dal quale ora PRETENDONO DI USCIRE FUORI TUTTE LE ALTRE MAGAGNE.

E ce la faranno, prima o poi, e lo faranno in modo esplosivo, travolgendolo e SPAZZANDOLO VIA come SPAZZATURA!!!

Ora mette le mani avanti... e "apre ufficialmente il G8" con una dichiarazione che puzza di falso e con minacce dirette anche alla stampa estera, come se questa fosse formata da suoi lacché che tremano alle sue parole.

Mente, spudoratamente, inventandosi montaggi fotografici, quando ancora nessuno sa cosa possono contenere quelle immagini, (tranne lui naturalmente), perché LUI C'ERA DAVVERO quando venivano impresse indelebilmente sulle lastre fotografiche o nei chip delle modernissime macchine da presa?

Solo chi c'era e chi sa di avere le mani sporche di marmellata puo' mentire dicendo che quella non è marmellata... ma merda!!!

Bontà sua... si rifiuta di farla analizzare...
Si rifiuta di rispondere alle domande...

Si rifiuta di assumersi LE SUE RESPONSABILITÀ

E seguendo i dettami di quel proverbio... parte all'attacco, perché spera di riuscire a intimorire e ad intimidire i suoi "nemici".

La miglior difesa è l'attacco.

Ma le sue armi sono spuntate.

Tutti i riflettori del mondo sono puntati sopra di lui e mentre fino a qualche mese fa tutto il mondo rideva delle sue uscite da clown (per non usare la parola buffone, che per quanto sinonimo di clown, sembra che sia offensiva della sua dignità ecc. ecc. ecc.) oggi lo osserva fra il divertito e il disgustato.
Disgustato dalle sue minacce, ma soprattutto disgustato nel vedere un popolo, quello italiano che lo sostiene ridotto così in basso.

UN POPOLO DI AMEBE!!!

(da Repubblica.it)

IL COMMENTO / Berlusconi attacca i giornali stranieri
che si preparano a pubblicare altre foto scattate a Villa Certosa

Quell'incubo che tormenta il premier

di GIUSEPPE D'AVANZO


Quell'incubo che tormenta il premier

La prima pagina del Pais
che pubblicò alcune foto
scattate a Villa Certosa

ALLA vigilia del G8, con i Grandi della Terra attesi a Roma nelle prossime ore, Silvio Berlusconi riscrive nell'agenda dell'attenzione pubblica - non solo nazionale - i suoi incubi, la sua paura, l'ossessione per comportamenti che, da mesi, non può spiegare e giustificare se non mentendo. Il capo del governo mostra alla luce del sole, e ora anche impietosamente all'opinione pubblica internazionale, la sua vulnerabilità e l'abisso su cui pencola il suo destino politico.

Lo fa nel modo più ufficiale che si conosca. Con un comunicato di Palazzo Chigi. Poche righe che impartiscono ai media internazionali la stessa minacciosa lezione assegnata all'informazione nazionale. Lo si ricorderà: ai giornali italiani andava "chiusa la bocca". Costi quel che costi, anche la rovina economica preparata dall'invito agli imprenditori di non fornire più pubblicità, e quindi i necessari profitti, alle testate e ai gruppi editoriali che non rispettano la consegna del silenzio sugli scandali che vedono il premier mattatore unico e ambiguissimo.

Ora tocca a tutti gli altri media, quale che sia la loro nazionalità. Si preparano a pubblicare foto raccolte a Villa Certosa, avverte con indignazione Palazzo Chigi. Si preparano a nuovi racconti, altre cronache come se non dovesse essere questo il loro impegno verso il lettore. Con una tecnica che può essere convincente soltanto per un servizio pubblico televisivo sottomesso e servile come il nostro o per media di proprietà del capo del governo, la nota della presidenza del Consiglio parla di "menzogna", "fotomontaggi digitali", "manipolazioni", "morbosa campagna di stampa".
Consapevole delle tecniche di adulterazione abituali per i media che possiede o indirettamente controlla (il Tg1, su tutti), Berlusconi muove un attacco preventivo e intimidatorio nella presunzione che l'informazione internazionale ne rimanga intimidita e muta.

La mossa è politicamente catastrofica, per il capo del governo e per la reputazione del Paese che governa. Azzera con un solo gesto il tentativo di Giorgio Napolitano di superare il G8 (8/10 luglio) senza danni d'immagine al nostro Paese. Il calcolo di Berlusconi è clamorosamente miope, buono per un Paese che non conosce il conflitto d'interesse come il nostro, inefficace per un Occidente consapevole che una stampa libera è necessaria alla democrazia come un potere controllato da contrappesi. È facile attendersi che il comunicato di Palazzo Chigi più che congelare l'attenzione dei media internazionali, rafforzerà i loro sforzi per offrire alle opinioni pubbliche occidentali una rappresentazione più puntuale e documentata dell'uomo che governa l'Italia.

È questo che Berlusconi teme. È questo il suo angoscioso tormento - e d'altronde soltanto lui può essere consapevole di che cosa deve temere. Il capo del governo sa che non può rispondere a nessuna domanda che voglia verificare le sue narrazioni fantastiche. Si è illuso che i suoi dispositivi di dominio mediatico e politico del discorso pubblico fossero sufficienti per dissolvere nel nulla ogni legittimo interrogativo o addirittura la trama stessa della realtà.

Asini e corifei a parte, chiunque si è reso conto in questi mesi del paradigma berlusconiano, nel "caso veline" (le ragazze del presidente, "gingilli da esibire", conquistano senza alcun merito responsabilità pubbliche); nel "caso Noemi" (minorenni a Villa Certosa); nel "caso D'Addario" (prostitute a Palazzo Grazioli).

La tecnica è nota. Berlusconi nega con forza l'episodio che gli si contesta. Accusa chi non tace, o trucca i ricordi, di essere al soldo del suo "nemico" politico (anche Rupert Murdoch finisce nell'immaginoso calderone). Scatena l'intero sistema mediatico che controlla contro i malaccorti che hanno aperto la bocca. Inventa dal nulla testimoni e testimonianze che distruggono quei poveretti, con una accorta operazione di character assassination amplificata dai media della Casa o gregari per tendenza o passione.

Nel silenzio, chi ha avuto la decenza di raccontare quel che ha visto o ascoltato nelle residenze del governo, riceve nel suo appartamento la visita di stravaganti ladri o, una notte, un "pirata" prova a gettarlo fuori strada (accade alla D'Addario).

Questa scena, questi metodi possono funzionare in un Paese sempre più lobotomizzato nella sua scadente qualità democratica non nei sette Paesi i cui leader saranno presto ospiti in Italia. Berlusconi, consapevole forse che quanto finora emerso è soltanto una piccola parte delle sue condotte e abitudini, se ne renderà presto amaramente conto. Non era senza fondamento il vaticinio che il capo del governo avrebbe trascinato nel suo declino l'intero Paese. Il comunicato di Palazzo Chigi, che apre di fatto il G8, ne è la conferma. La prima.

(6 luglio 2009)


Ricapitoliamo: I comunisti esiliati, dall'estero stanno attaccando Berlusconi.

Chissà quando, chissà come, e' riuscito a mandarli tutti al confino e questi sono riusciti a sfuggire ai ferrei cordoni reclusori riparando chi in Francia (dal suo nemico personale nonché antagonista acchiappone Sarkozy, chi in Inghilterra, terra di Inghil (che e' una traslitterazione di Engels il socio di Marx, quello del Manifesto del Partito Comunista), qualcun altro in Spagna, terra di Zapatero che ha scacciato il suo vecchio amico personale Aznar, e che già nel suo nome (Nomen Omen) dice la sua provenienza contadina e con essa porta insito anche il primo simbolo dei suoi odiati nemici comunisti, la Falce, quella che nei suoi incubi peggiori se la vede sempre aggirare pericolosamente vicina al collo mentre il Martello se lo sente picchiare forte sulle palle... "noooooo le palle noooo!!!" e si sveglia tutto sudato.
Per non parlare poi degli Usa di quel maledetto negro di Obama, e che lui non può nemmeno chiamarlo negro maledetto perché moltissimi dei suoi fedeli elettori lo adorano, come se fosse lui il salvatore del mondo.
Maledetto negro... che gli frega pure i consensi e la sua politica libertaria che consente persino a bloggers maledetti di trovare sicuro rifugio qualora decidesse di sopprimerli...

MALEDETTI MALEDETTI!!! MALEDETTI TUTTI!!!

TUTTI LURIDI COMUNISTI CHE STANNO COMPLOTTANDO CONTRO DI LUI!!!



(da l'Unita')

Stampa straniera scatenata contro Berlusconi

Non si mette bene per Berlusconi l'avvio del G8 dell'Aquila. Le escort e le feste a casa del premier in Sardegna continuano a tenere banco sulla stampa straniera. Ma anche la scelta dell'Aquila come sede del vertice mondiale appare ai più illogica e diverse testate riportano critiche dirette e indirette dei rispettivi governi. Un quadro impietoso, a volte con toni irridenti, che fa capire il livello di credibilità raggiunto dal premier e dal nostro esecutivo alla vigilia di un appuntamento così importante. Tanto che in serata è arrivata una nota sdegnata di palazzo Chigi contro i giornali stranieri, soprattutto quelli del gruppo Murdoch: "Ancora menzogne e insinuazioni, è una camapgna morbosa".

Il Sunday Times, appunto di proprietà di Murdoch, annucia la pubblicazione di altre foto da parte di testate europee. Tra gli scatti che «minacciano di mettere in imbarazzo il premier italiano alla vigilia del vertice G8», un bacio saffico e il "finto" matrimonio. Fotografie scattate sempre da Antonello Zappaddu a Villa Certosa, tra il 2007 e il 2008. Il servizio è accompagnato da una vignetta in cui Berlusconi è ritratto completamente nudo, con il simbolo del G8 a coprirgli l'inguine, ritto in piedi sulla testa di donne nude: la didascalia dice "il summit di Berlusconi", e una specie di fumetto accanto al sorriso del premier afferma "la dignità dell'Italia deve essere mantenuta!".

Sul programma delle first lady interviene anche il Mail on Sunday, titolando che sarà "un'ex modella in topless" a scortare le mogli dei leader del G8, ossia Mara Carfagna, ministro per le Pari Opportunità: l'idea "farà sorridere solo il marito di Angela Merkel, unico uomo del gruppo", ironizza il quotidiano.

Non solo. El Pais intanto ha realizzato una video-intervista a Patrizia D'Addario. La escort non rinnega nulla. E ribadisce: "Palazzo Graziosi è un harem". A casa di Berlusconi "non ero l'unica escort".

Ma non sono solo le vicende private il tallone d'Achille del premier in questa vigilia. La scelta dell'Aquila come sede del G8, subita dalle cancellerie sull'onda dell'emozione per il disastroso terremoto dell'Abruzzo, appare adesso per quel che è: una decisione logisticamente bizzarra, anche alla luce delle ultime scosse che hanno spaventato la popolazione e le delegazioni estere in arrivo.

L'Observer, in pratica l'edizione domenicale del Guardian, scrive che la scelta di ospitare il vertice all'Aquila si è già rivelata "un incubo logistico" e prevede che questo sarà "il summit del G8 più caotico" che ci sia mai stato. Le "prestazioni" del premier italiano, "sia sul palcoscenico della politica mondiale che nella vita privata", aggiunge il giornale, sono diventate "oggetto di derisione". In proposito, il Sunday Times nota che il premier ha deciso di non passare le vacanze di questa estate in Sardegna, giudicata troppo vulnerabile ai teleobiettivi dei paparazzi, ma di trascorrerle invece nella sua villa di Paraggi vicino a Portofino.

l'Independent, interviene invece sul tema del mancato mantenimento degli impegni presi dall'Italia riguardo agli aiuti ai Paesi poveri: una cosa, scrive il giornale, "immorale".

Visto il bombardamento, in serata è arrivata una nota indignata di palazzo Chigi, che per la prima volta mette nel mirino, nero su bianco, Rupert Murdoch, considerato uno degli ispiratori della campagna antiberlusconiana all'estero. «Alcuni giornali stranieri - è scritto nella nota - tra cui il Sunday Times, del gruppo Murdoch, starebbero per pubblicare a ridosso del G8 alcune foto asseritamene scattate a Villa Certosa. Certa stampa straniera insiste nel pubblicare menzogne e insinuazioni sul Presidente Berlusconi senza citare nomi, nè fonti». «La scorsa settimana aveva copiato alcune frasi dell'Espresso riportandole come proprie e attribuendole a fonti anonime. Anche stavolta - prosegue la nota - questa stampa si fa portavoce di personaggi definiti 'ben informatì, ma riprende in sostanza articoli già pubblicati in Italia. Siamo di fronte, con tutta evidenza, ad un gioco di rimbalzo, ad un attacco concertato, ad una morbosa campagna di stampa che però non ha elementi fondati sui quali basare le proprie accuse».
La nota di palazzo Chigi è stata criticata da Massimo D'Alema in serata: «Io come cittadino italiano trovo umiliante la situazione in cui ci troviamo». «Credo che come ha scritto Le Monde - ha concluso - questa immagine del presidente del Consiglio rischia di danneggiare il
paese»

domenica 5 luglio 2009

La verità sulle dichiarazioni di Geldof su Berlusconi.

E mentre la stampa italiana minimizza e nasconde quello che ha detto Bob Geldof a Berlusconi, la stampa estera (comunista), anche quella svizzera ci dice almeno un po' di verita.




(Da suisseinfo.ch)

Bob Geldof ataca a Berlusconi antes de la cumbre del G8

ROMA (Reuters) - El cantante irlandés y activista antipobreza Bob Geldof atacó a Silvio Berlusconi en una entrevista publicada el domingo, diciéndole que sus fallidas promesas de ayuda hacen dudar de su credibilidad en un momento en el que está apunto de presidir la cumbre del G8.

"¿Cómo puede encabezar el G8? ¿Dónde está su credibilidad?", preguntó Geldof al primer ministro conservador en la entrevista, publicada en La Stampa antes de la cumbre del Grupo de los Ocho, que se celebrará en la ciudad de L'Aquila esta semana.

"Aquí tenemos la firma de un país y el honor de un hombre", dijo Geldof a Berlusconi, enseñándole el compromiso por escrito para incrementar la ayuda a África, que él mismo y sus colegas del G8 firmaron en la cumbre de Escocia de 2005, dijo La Stampa.

El cantante añadió que en su lugar Italia había recortado la ayuda en 400 millones de euros.

"Lo siento, cometimos un error", respondió Berlusconi, diciendo que la elevada deuda pública del país y la crisis le habían forzado a recortar el gasto.

"Lamentamos haber reducido la ayuda a África (..) Nuestro ministro de Economía, Giulio Tremonti, se ha comprometido a hacer un reajuste en línea con nuestros cometidos en los próximos tres años", dijo.

El desarrollo es uno de los temas importantes de la cumbre, que el último día se ampliará para incluir a los países africanos.

PROMESAS VACÍAS

ONE, el grupo activista de Geldof, dijo en un informe de condena el mes pasado que Italia iba bastante por detrás de otras naciones del G8 para acometer la promesa colectiva de hacer más para doblar la ayuda a África en 2010.

Añadió que Roma había entregado sólo el 3 por ciento del incremento de ayuda prometido por Berlusconi hace cuatro años y que esa deficiencia podría minar la actuación global del G8.

Un asesor gubernamental dijo a Geldof en la entrevista que Italia incrementaría el gasto en ayuda hasta el 0,33 por ciento del Producto Interior Bruto para 2010 y al 0,51 por ciento en 2015 - aún lejos del objetivo del 0,7 establecido en la cumbre del grupo en 2005.

"No me creo esto. Para lograr este plan tendrían que hacer un trabajo increíble. Y no necesitamos planes, necesitamos acciones", replicó Geldof.

Berlusconi dijo que Italia estaba dispuesta a respaldar el plan del presidente estadounidense, Barack Obama, de doblar los fondos estadounidenses para la ayuda al desarrollo agrícola hasta 1.000 millones de dólares para 2010, con 1.000 millones más que se espera provengan de sus socios en el G8.

La Stampa dijo que la entrevista pareció a ratos un combate de boxeo, con Berlusconi lanzando un golpe, Geldof sacudiendo la cabeza e interrumpiéndole y los ayudantes del primer ministro interviniendo para calmar los ánimos.

"Nos vimos sacudidos por todo lo que nos ha pasado, la crisis, el terremoto. Tenemos una situación de dura confrontación con la oposición, y los magistrados nos están atacando", dijo Berlusconi en un momento.

Geldof le cortó. "Esto no es un debate sobre los medios o el sistema judicial. Estamos hablando de pobres, gente indefensa".


Recomiende este artículo:

"Questo non è un dibattito sui media o sul sistema giudiziario. Stiamo parlando di poveri, gente indifesa."

Dalle menzogne ora passa alle minacce

Noi crediamo che se insiste con queste MENZOGNE e con queste MINACCE la risposta debba essere UNIVOCA lanciando una campagna di DISOBBEDIENZA CIVILE a una norma salvaculo ILLEGALE.
Complice una SINISTRA IMBELLE e una MAGISTRATURA INCAPACE se non COMPLICE del più grave reato che si sia mai stato commesso in ITALIA:
ATTENTATO ALLA COSTITUZIONE!
ATTENTATO ALLE LEGGI!!!

E ora invoca le stesse "leggi" varate da lui e avallate a suon di "fiducia" dai suoi peones lacché contro cui tutti gli UOMINI LIBERI hanno l'obbligo MORALE di DICHIARARE:

DISOBBEDIENZA CIVILE E RESISTENZA INFINITA!!!

Fategli fare almeno una cosa onorevole, L'UNICA COSA ONOREVOLE DA FARE prima che il Paese precipiti in un abisso SENZA RITORNO.

FATELO DIMETTERE!!!

O DIMETTETELO A FORZA!!!


(Da IlMessaggero.it)

La nota di Palazzo Chigi contro la stampa estera


ROMA (5 luglio) - Il testo della nota diffusa da Palazzo Chigi.

«Alcuni giornali stranieri, tra cui il Sunday Times, del gruppo Murdoch starebbero per pubblicare a ridosso del G8 alcune foto asseritamente scattate a Villa Certosa. Certa stampa straniera insiste nel pubblicare menzogne e insinuazioni sul presidente Berlusconi senza citare nomi, né fonti.

La scorsa settimana aveva copiato alcune frasi dell'Espresso riportandole come proprie e attribuendole a fonti anonime. Anche stavolta questa stampa si fa portavoce di personaggi definiti "ben informati", ma riprende in sostanza articoli già pubblicati in Italia.

Siamo di fronte, con tutta evidenza - prosegue la nota del governo - ad un gioco di rimbalzo, ad un attacco concertato, ad una morbosa campagna di stampa che però non ha elementi fondati sui quali basare le proprie accuse.

Nessuna immagine scattata a Villa Certosa può avere alcunché di imbarazzante per il presidente Berlusconi e sarebbe liberamente pubblicabile se non violasse gravemente la privacy di soggetti ritratti a loro insaputa. Le immagini descritte che si vorrebbero pubblicare non corrispondono a fatti avvenuti e sono certamente frutto di manipolazione o di fotomontaggi digitali.

Si ricordi comunque che la pubblicazione di foto scattate a Villa Certosa è inibita da un provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali pubblicato in Gazzetta Ufficiale 26/2009 e chiunque dovesse violare tale divieto, anche un giornale straniero - conclude Palazzo Chigi - commetterebbe un palese reato che avrà conseguenze civili e penali tanto più se si trattasse di immagini manipolate ad arte».

Lo immaginavamo... la caduta di Berlusconi sarà imminente e farà il botto.

In effetti ce lo auspicavamo, e come quella battuta di Eli Wallach sul set de "Il Buono il Brutto e il Cattivo" al suo corpulento "aguzzino" che citava così:

"quelli come te mi piacciono perché quando cadono dal treno fanno UN BEL BOTTO"

anche a noi Berlusconi piace perché quando cadrà dall'alto dei cieli da dove si trova ora...

FARÀ UN BOTTO BELLISSIMO!!!

Quindi stiamo in campana e attendimo l'evolversi del

TROIAIO DI VILLA CERTOSA!!!


Silvio Berlusconi

El primer ministro italiano, Silvio Berlusconi.

(Non è in alto che devi guardare, ma in basso...

Pensa che botto cadendo da questa quota!)


(da LaStampa.it)

5/7/2009 (17:30) - IL CASO

"Presto nuove foto di villa Certosa"


La residenza estiva di Silvio Berlusconi a Porto Rotondo
Il Times: «Sono immagini d'impatto,
molti giornali stranieri le cercano».
Tra gli scatti ci sarebbe anche un
bacio saffico davanti al premier
LONDRA
Diverse testate europee stanno cercando di acquistare le fotografie che Antonello Zappadu ha scattato a Villa Certosa nel 2007 e nel 2008. Lo scrive il Sunday Times, spiegando che secondo fonti informate l’intento è di pubblicarle alla vigilia del vertice dell’Aquila che inizia mercoledì «per il massimo impatto».

Il domenicale britannico riferisce che gli scatti mostrano Silvio Berlusconi «con un grande sorriso mentre due ragazze si stanno baciando davanti a lui nella sua residenza sarda. Ma queste stesse fotografie -si legge- minacciano di imbarazzare il presidente del Consiglio alla vigilia del summit del G8».

Secondo il Times, tra gli scatti che «minacciano di imbarazzare il premier italiano alla vigilia del vertice G8» ci sarebbero anche quelle del «finto matrimonio» di cui si è molto vociferato. Intanto sul sito del quotidiano spagnolo El Pais è stata pubblicata una intervista alla escort Patrizia D’Addario che ripete come andò la sua serata a Palazzo Grazioli.

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(Da IlSole24Ore.it)

Patrizia D'Addario a El Pais:
«Berlusconi mi ha deluso».
Villa Certosa, presto altre foto



5 luglio 2009

«Dimostrasse lui da chi sono stata retribuita e andasse alla magistratura a fare i nomi». Patrizia D'Addario ribadisce di non aver preso soldi e che non c'è nessun mandante dietro le rivelazioni fatte alla magistratura sulle sue frequentazioni con Berlusconi. Intervistata dal quotidiano spagnolo El Pais (lo stesso che ha pubblicato le foto di Villa Certosa) la escort pugliese torna a invitare il premier (che l'aveva accusata di agire per conto di un mandante in un'intervista al settimanale Mondadori Chi) a provare le sue affermazioni.

Nel corso dell'intervista a El Pais la escort pugliese torna poi sulla vicenda che l'ha vista protagonista. Racconta particolari delle serate trascorse a casa del premier, anche se rifiuta di rispondere alle domande più pungenti. «C'era cocaina durante le feste? È vero che il presidente prendeva delle pillole blu (alludendo al viagra ndr.)» chiede il giornalista Miguel Mora. Ma lei si trincera dietro un: «C'è un'inchiesta in corso non posso parlare».

La donna, rievocando la vicenda, si dice delusa per come Berlusconi si è comportato con lei. Soprattutto perché non ha rispettato la promessa di aiutarla nel residence che la donna intendeva costruire sui terreni di famiglia. «Mio padre non è mai riuscito a realizzare questo suo progetto, perciò si è suicidato 11 anni fa» rivela la donna. «Hanno detto - aggiunge - che mi voglio arricchire, ma la verità è voglio rispettare un'impegno preso con lui». Il presidente - dice la donna - aveva promesso di aiutarla la prima sera da lei trascorsa a palazzo Grazioli. «Questa ragazza ha un progetto di vita, fare l'imprenditrice e io l'aiuterò» avrebbe detto il premier (davanti a tutti gli altri invitati) durante la cena.

La 42enne escort pugliese ha rivelato alla magistratura di esser stata pagata (2000 euro) per aver trascorso una notte con il presidente Silvio Berlusconi nella sua residenza romana di Palazzo Grazioli. Le sue parole hanno fatto scattare un'inchiesta della procura di Bari che vede come indagato l'imprenditore Gianpaolo Tarantini. Allo scopo di ingraziarsi il premier, secondo gli inquirenti, quest'ultimo avrebbe pagato la D'Addario per andare a palazzo Grazioli. Per questo l'accusa è di induzione alla prostituzione.

E non è solo El Pais ad occuparsi del premier. Anche l'edizione online del quotidiano inglese Times torna a parlare di Berlusconi. Diverse testate europee - rivela il quotidiano - stanno facendo offerte per le foto delle feste di Villa Certosa (ce ne sarebbero circa 5000) scattate dal fotografo sardo Antonello Zappadu». Tra queste , secondo il Times, ce ne sarebbe una particolarmente imbarazzante che ritrae Berlusconi sorridente davanti a due ragazze intente a scambiarsi un bacio saffico. (An. Fr.)

5 luglio 2009

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E per finire uno degli ultimi articoli pubblicati su El Paìs.
E' in spagnolo, ma non è difficile... se proprio vi sfugge qualche parola consultate uno dei tanti dizionari on line Spagnolo - Italiano.


REPORTAJE

Berlusconi se juega su futuro

Il Cavaliere mira a la región sureña, incubadora política y social, pendiente de la investigación a Gianpaolo Tarantini por corrupción e inducción a la prostitución

MIGUEL MORA - Bari - 05/07/2009

El futuro de Silvio Berlusconi y el de Italia se juegan en Apulia. Son días de tregua judicial por el G-8, pero todos los focos del país (si exceptuamos los de los medios controlados por el magnate y primer ministro) apuntan a la meridional región adriática, habitada por 4,2 millones de personas, que dibuja el tacón de la bota italiana.

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Silvio Berlusconi
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El primer ministro italiano, Silvio Berlusconi.-


    Silvio Berlusconi

    Silvio Berlusconi

    A FONDO

    Nacimiento:
    29-09-1936
    Lugar:
    Milán
    Italia

    Italia

    A FONDO

    Capital:
    Roma.
    Gobierno:
    República.
    Población:
    58,145,321 (est. 2008)

La noticia en otros webs

Los fiscales de Bari comandados por el magistrado Giuseppe Scelsi han escuchado ya a 19 mujeres dentro de la investigación por corrupción, inducción a la prostitución y tráfico de droga conocida como Barigate (Putanópolis, según la acuñación de Marco Travaglio), cuyo principal imputado es el empresario Gianpaolo Tarantini, de 34 años, amigo íntimo de Silvio Berlusconi.

Gracias a este caso, muchos conocen a Apulia como Velinistán, por el masivo tránsito de velinas y prostitutas que, según los jueces, cubría la ruta Bari, palacio Grazioli, Villa Certosa, Cortina d'Ampezzo al cuidado de Tarantini.

Sur profundo y moderno a la vez, tierra de baja densidad mafiosa y de alto dinamismo empresarial, cantera de clases dirigentes nacionales, la región tiene fama de ser un laboratorio político, la incubadora donde brotan los nuevos problemas y las soluciones más imaginativas de Italia.

Por ejemplo, se dice que la actual hegemonía de la derecha italiana nació en Apulia, porque el fascismo se civilizó gracias a Pino Tatarella, un político pullés que fue mentor de Gianfranco Fini y tan tolerante que fue llamado el "ministro de la Armonía", en el Gobierno de Berlusconi de 1994.

Hoy, Apulia está viviendo una profunda crisis política. En el centro del problema está la sanidad regional, sacudida por múltiples investigaciones judiciales de corrupción, que implican a casi todas las fuerzas políticas.

Una posible solución es el actual presidente de la región. Se llama Nichi Vendola, tiene 51 años y es comunista, católico y homosexual confeso. "La verdad es que Apulia es una tierra de pocos estereotipos", dice Vendola riendo. "Solo hay que verme a mí en el poder. Pero creo que ahora estamos viviendo un guión clásico, un drama shakespeariano de provincias basado en la trilogía sexo, dinero y negocios".

La sanidad desempeña el papel del casino: "El dinero está ahí, y hay tragaperras, black-jack y ruleta. Desde las tiritas hasta las máquinas más sofisticadas, todo parece en venta en nuestra sanidad".

Ante las filtraciones que involucraban en el Barigate a varios miembros de su junta, Vendola ha decidido hacer tabla rasa. Esta semana ha destituido a todos sus consejeros. En enero ya destituyó a su asesor de Sanidad, Alberto Tedesco, del PD, imputado en otro escándalo sanitario. Ahora, Vendola, que fue discípulo del obispo y próximo santo Tonino Bello, buscará alianzas con todos salvo con el PDL, incluidos los democristianos de UDC.

Se abre así un ensayo para posibles acuerdos nacionales, desde la izquierda radical al centro católico. El nuevo diálogo multilateral, explica Vendola, "tendrá una brújula fundamental, la ética y la limpieza de la política. Porque no podremos criticar la viga en el ojo de Berlusconi sin sacarnos la paja del nuestro".

En pleno centro de Bari está el hotel Palace. Aquí, la prostituta de lujo y candidata municipal del PDL Patrizia d'Addario fue bloqueada hace un mes por los escoltas de Berlusconi. Fue un acto de humillación que quizá contarán los libros de historia. Ese día, decidió contar lo que sabía.

El seísmo sanitario puede afectar también al líder del PDL en Apulia, el ministro para Asuntos Regionales, Raffaele Fitto, de 39 años, católico y ambicioso, eterno delfín de Berlusconi y amigo de Alejandro Agag desde que ambos se conocieron en Bruselas.

El ministro fue gobernador de la región entre 2000 y 2005, y está procesado por corrupción, falsedad y financiación ilegal de partidos.

Este año, en la lista municipal de Fitto, Apulia Antes que Nada, concurrían dos mujeres: la citada D'Addario y su ex amiga y velina Barbara Montereale. Antes de ser candidatas, ambas conocieron al primer ministro en fiestas de Tarantini.

La coalición de derechas perdió los comicios. De momento, el ministro aparenta estar tranquilo. Afirma que el Barigate sólo le preocupa por la corrupción en la sanidad pullesa, y no por su hipotética repercusión sobre Berlusconi. En su opinión, el Gobierno durará, la prueba es que Il Cavaliere está subiendo en los sondeos.

Sólo cuando acabe la tregua judicial tras el G-8 se verá si la incubadora del tacón de la bota (y los tacones de vértigo de Patrizia d'Addario) tienen otros planes para Berlusconi y la derecha italiana.




Toh c'erano anche 7 extracomunitari fre le vittime di Viareggio...

Naturalmente per loro nemmeno una parola...
Anzi... probabilmente la Lega di Maroni e tutti i duri del PdL avranno insistito per ricacciarli in mare mettendoli in una zattera e trascinandoli al largo dalle coste italiane.

Ma poi si sa, qualche giornale comunista rompicoglioni, tipo Times o il Washington Post o la stessa CNN avrebbero detto che non si abbandonano così i cadaveri in mare e allora hanno deciso di imballarli alla meno peggio in una cassa di legno prima di rispedirli al loro Paese: con la seguente causale:

Tornatene a casa negro di merda!!!

La cose non sono andate esattamente così?

Ne siete proprio sicuri?

IO MI CI TAGLIO LE PALLE che invece sono proprio andate così.

CONOSCO TROPPO BENE LE MERDE CHE CI SONO NELLA MAGGIORANZA!!!

(da Reuters.com)

Viareggio, domani camera ardente, rimpatriate salme 7 marocchini

domenica 5 luglio 2009 12:22
Photo

ROMA (Reuters) - Dalle 7 di domattina i viareggini potranno dire addio alle vittime del disastro ferroviario di lunedì scorso, i cui funerali si volgeranno in forma solenne martedì. Nella notte, intanto, sono partite alla volta del Marocco le salme delle sette vittime marocchine.

"Stasera le salme verranno trasferite al Palazzetto dello Sport di Viareggio che dalle 7 di domani sarà aperto al pubblico", ha detto al telefono il sindaco di Viareggio, Luca Lunardini.

Attualmente 15 delle 22 salme delle vittime si trovano nell'auditorium dell'ospedale Versilia, aperto a familiari e amici.

Le sette vittime marocchine, invece, "sono partite stanotte sull'aereo messo a disposizione dal re del Marocco", ha spiegato Lunardini.

"Il rito funebre di martedì sarà comunque interreligioso: l'imam toscano pronuncerà infatti una preghiera per i deceduti", ha precisato il sindaco.

Ormai il solo disperso è Andrea Falorni, l'uomo che al momento dell'esplosione della ferrocisterna carica di Gpl sarebbe stato fuori casa per portare a spasso il cane, e la cui moglie è stata trovata sotto le macerie della loro abitazione in via Ponchielli, la strada più pesantemente colpita dal disastro.

Sul fronte delle indagini, i magistrati di Lucca ritengono che l'ipotesi più plausibile sia la rottura di un asse del vagone scoppiato, come riferito subito dopo il disastro anche dal governo.

Ieri, però, una fonte dei vigili del fuoco ha detto a Reuters che la ferrocisterna esplosa presenta uno squarcio di 40 centimetri che sarebbe stato provocato dall'urto con una controrotaia o un picchetto di segnalazione, un elemento che sembra avvalorare la tesi della scarsa sicurezza nei sistemi di trasporto su rotaie di merci pericolose come, appunto, il Gpl.

L'incidente di lunedì notte ha infatti acceso i riflettori sulle norme comunitarie per questi trasporti, spingendo il commissario europeo ai Trasporti, Antonio Tajani, ad annunciare la convocazione di una conferenza sulla sicurezza ferroviaria, con l'obiettivo di fare chiarezza sull'attuale sistema di controlli e di rafforzarlo.

I funerali solenni si svolgeranno martedì alle 11 allo Stadio dei Pini di Viareggio, alla presenza del capo dello Stato Giorgio Napolitano.

Naturalmente noi che siamo eretici e pure atei, ci uniamo al dolore delle loro famiglie per la perdita dei NOSTRI FRATELLI AFRICANI!!!


sabato 4 luglio 2009

Caro Gesù Bambino

Pubblichiamo questa lettera a Gesù Bambino scritta da un bambino de L'Aquila sperando che Gesù Bambino, ove esistesse davvero, ne esaudisse le richieste, che poi non è che sono proprio impossibili... a meno che che lui voglia che la gente gli rivolga tante preghiere come questa e di conseguenza invitiamo tutti i credenti ad unirsi a questo bambino e pregare con lui...

Noi purtroppo non possiamo perché, sempre grazie a Dio, siamo atei e di conseguenza a noi non ci ascolterebbe nemmeno.

Caro Gesù Bambino,
la mia mamma mi diceva sempre di rivolgermi a te che quando avevo bisogno di qualcosa e adesso senza dirle niente lo faccio, ma mi raccomando tu non dirglielo che ti ho scritto.

La notte del terremoto la mia mamma, che aveva sentito e ascoltato le parole di Giampaolo Giuliani, alle prime scosse ha preso il mio fratellino piccolo mi ha detto di vestirmi e ci ha portati subito fuori in macchina, ha messo in moto e ci ha portati ai Giardini Pubblici dove c'era già tanta altra gente e dove abbiamo trascorso la notte.

Il mio papà si trova già da te in Paradiso da 3 anni, da quando è caduto dall'impalcatura mentre lavorava in un cantiere edile e il suo angelo custode in quel momento si era allontanato un attimo per andare a fare pipì.

Ma io sono felice lo stesso perché quando anche io morirò lo verrò a trovare e sicuramente lui mi sta aspettando con tanti regali, come quelli che mi portava sempre, anzi se lo vedi digli che lo penso sempre e che gli voglio tanto bene.

Ma ora ti scrivo perché non voglio regali per me, ma un regalo solo per la mia mamma e il mio fratellino.
La nostra casa, che la mia mamma non aveva ancora finito di pagare, è crollata e l'altra casa abbandonata che abbiamo in campagna dove mio papà ci teneva le galline è rimasta in piedi.

Ci hanno detto di andare ad abitare lì, ma intanto il tetto non c'era più e nemmeno le porte né le finestre, e così per ora stiamo dentro un tendone dove entra acqua quando piove e fa freddo di notte.

Ora ho saputo che tante persone importanti verranno a L'Aquila per incontrarsi e per farci le case... puoi dirci tu a queste persone che ce le fanno presto?

No, non dirlo a quello basso basso che ci aveva promesso che ci avrebbe mandati in vacanza, quello dice solo bugie, anzi se ti capita, mentre fai venire un terremoto fai aprire subito la terra sotto di lui e fallo cadere dentro l'inferno, perché quell'uomo dice tantissime bugie.

Ma tu non dirglielo che te l'ho detto io.

Il Caimano Coccodrillo

Non si tratta di una nuova specie; questa esisteva già nel 1997.

Caimano o Coccodrillo?

Mezzo Caimano, mezzo Coccodrillo, mezzo uomo e mezzo niente!!!




O tutti coccodrilli?

Anche la terra trema... un pericolosissimo mezzo uomo e mezzo niente si aggira per le strade d'Abruzzo

Continuate a toccarvi le palle finché quel mezzo uomo resterà in circolazione; dicono che porti una sfiga stramaledetta

E ne approfittiamo per ricalcolare le percentuali delle sue cifre sempre in aumento.

Appena qualche giorno fa avevamo scritto cosi sui morti di Viareggio:


...le prime dichiarazioni:
"Ci sono già stati 12 morti accertati... ora ci vado subito e prenderò in mano la situazione..."

Avrete riconosciuto chi l'ha fatta vero? Su su un piccolo sforzo di memoria... solo uno in Italia parla così.
Il Cantante, Clown, Ferroviere, Spazzino ecc. ecc. ecc. che a tempo perso fa anche il Presidente del Consiglio.


"E' un disastro di dimensioni spaventose... ho già provveduto a far portare i feriti gravi nelle migliori strutture ospedaliere..."

Risultato?
I morti son saliti da 12 a 18!!!
SONO AUMENTATI DEL 50%

L'uomo dei MIRACOLI!!!

Quest'uomo PORTA DISGRAZIE!!!


Oggi, 4 luglio 2009, le sue cifre sono IN AUMENTO!!!

I morti son saliti da 12 a 22!!!
SONO AUMENTATI DELL'83,3%

UN NUOVO MIRACOLO BERLUSCONIANO!!!

Ha finalmente superato la soglia dell'80%



(foto tratta de l'Espresso)

(da Repubblica.it)

Due nuove scosse nella notte, che hanno interessato anche la
provincia di Rieti, una stamattina. Aumenta l'allarme per il vertice

L'Aquila, la terra trema ancora
Cresce la preoccupazione per il G8


L'Aquila, la terra trema ancora Cresce la preoccupazione per il G8
L'AQUILA - Non passa la paura all'Aquila. Due nuove scosse di terremoto sono state registrate nella notte e una in mattinata tra la provincia di Rieti e il capoluogo abruzzese dagli strumenti dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, dopo il forte sciame sismico di ieri. La più intensa, con magnitudo 3.2, all'1:12, con epicentro Fossa, L'Aquila, Lucoli e Ocre. Poco prima, all'1:01, un'altra di magnitudo 2.2 aveva fatto tremare la terra interessando, in particolare, i comuni di Amatrice e Cittareale, nella provincia di Rieti, Montereale e Campostosto, nell'aquilano. Alle 10:55 di questa mattina un'altra scossa di magnitudo 2,9 localizzata fra Pizzoli, Barete e L'Aquila. Torna quindi l'ansia tra gli sfollati dell'Aquila, che già ieri si sono trovati ad affrontare nuovi disagi anche per un violento nubifragio che ha colpito la città e allagato le tendopoli.

E cresce la preoccupazione a soli quattro giorni dal G8, che si terrà nella città simbolo del terremoto che ha devastato l'Abruzzo il 6 aprile. La Protezione civile assicura che la situazione è sotto controllo e che la caserma di Coppito, sede del summit, è sicura. Ma è già pronto un piano B per spostare in extremis l'incontro internazionale, se la situazione dovesse precipitare all'improvviso.

Questa l'abbiamo già sentita.

La voce suadente del megafono e dei funzionari amici degli amici del Premier che tranquillizzavano la gente e la invitavano a rientrare nelle case in quella maledetta notte... mentre Giuliani veniva criminalizzato, l'unico vero eroe che invitava la gente a uscire per evitarsi una morte certa sotto le macerie dei crolli imminienti come in effetti avvenne in quella notte del terremoto del 6 aprile a L'Aquila.

Oggi le stesse idiozie tranquillizzanti vengono ripetute e ululati dai cani di regime che quando non adibiti ad azzannare i polpacci dei nemici del loro padrone ululano... quasi come sirene... ululano parole tranquillizzanti.

Solo che stavolta gli ululati sono rivolti a gente ormai (si spera) vaccinata a certe stronzate, ma soprattutto ai cosiddetti "Grandi della Terra" che non sono certo sprovveduti come l'operaio, il negoziante o la maestrina abruzzesi.

E se gli facessero saltare il vertice?

Se al primo tremolio ciascuno di loro, senza dire una sola parola si facesse portare al suo più vicino aereo (di Stato, quelli sì che ne fanno un uso Istituzionale, che non sarebbe certo carico di puttane) e si facessero riportare ciascuno a casa propria?

Ve la immaginate la figura di merda del nostro Premier?

Come?
Non sarebbe una figura di merda?

Uhm... fatemici pensare... avete ragione!!!

I suoi cani ululanti comincerebbero ad abbaiare e a ripetere agli acefali italiani che la colpa sarebbe da addebitare tutta ai comunisti che hanno organizzato quelle scosse!!!

Intanto per ora si limitano a "tranquillizzare"...
Hanno persino la presunzione di prendere in giro anche "I Grandi della Terra".


(dal GGGGiornale di Famiggghia)

L’Aquila, in un giorno altre 4 scosse "G8, nessun pericolo per il vertice"


L’Aquila
C’è chi continua a definirlo sciame sismico. Ma quando ieri, alle 13 e 3 minuti, all’Aquila la terra ha tremato di nuovo, tutti si sono riversati in strada, fuggendo dalle tendopoli e dalle case dove erano appena rientrati. L’ultima scossa registrata e avvertita in maniera distinta dalla popolazione ormai allo stremo delle forze a livello psicologico è stata di magnitudo 4.1 con epicentro individuato tra Arischia e Collebrincioni. Ma quella di ieri è stata una delle giornate più dure negli ultimi tempi per quanti vivono in Abruzzo. Quattro, in tutto, sono state le scosse registrate a partire dalla nottata: alle 3,14 la faglia ancora in attività si era già fatta sentire con una scossa di magnitudo 3.4. A distanza di 4 secondi ecco la seconda «botta» (2.7), poi alle 11,43 (3.6) con epicentro Collimento, Villagrande e L’Aquila.
Fortunatamente dalle verifiche effettuate dalla sala situazione Italia del dipartimento della Protezione civile non risultano danni a persone o cose. Solo tanta paura. Anche queste ultime due scosse rientrerebbero, pur essendo di significativa magnitudo, in quello che i tecnici dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) definiscono «progressivo decadimento» di un sisma forte. Alle 13,03, all’interno della scuola della Guardia di finanza, dove sarà ospitato il G8, la scossa di terremoto ha fatto vibrare tutta la struttura in cemento armato. Sono scattati gli allarmi delle auto parcheggiate nella zona. All’esterno il panico era visibile. In uno studio dentistico un’anziana, durante la medicazione, subito dopo la scossa più forte, è fuggita per le scale ed è stata poi fermata e soccorsa. Dopodiché ha ceduto a una crisi di nervi e di panico. Lo stesso studio, ieri, è stato chiuso poiché gli altri pazienti non sono voluti rimanere in attesa, terrorizzati.
Ma ciò che adesso preoccupa particolarmente i ricercatori è quanto sta avvenendo a nord dell’Aquila, verso la provincia reatina, in particolare nella zona compresa tra il lago di Campotosto e Amatrice, dove sono giorni ormai che le strumentazioni registrano continue scosse di terremoto. «Stiamo seguendo il fenomeno con attenzione e preoccupazione - ha commentato il sismologo Fabrizio Galadini, direttore della sezione milanese dell’Ingv - perché sicuramente c’è migrazione sismica. Quella faglia dei Monti della Laga può generare terremoti forti, però precisiamo che non è detto che possa accadere». Altro timore è che nei prossimi giorni, in coincidenza col G8, si possano ripetere scosse con l’intensità di queste ultime ore. Non si pronunciano però gli esperti giapponesi ai quali era stata chiesta una valutazione rispetto alla nuova scossa di terremoto. Esperti che avevano già dato parere positivo sulle strutture e la logistica del vertice del G8 dopo un sopralluogo nel capoluogo abruzzese.
Berlusconi: "Nessun rischio per il vertice del G8"

Eh già... lo dice lui!!!

TOCCHIAMOCI LE PALLE!!!

venerdì 3 luglio 2009

Il 14 Luglio anche noi sciopereremo.

Questo blog aderirà il prossimo 14 luglio e praticherà Un giorno di silenzio tombale, anche se avremmo preferito altre azioni più proficue, per esempio andare a Roma, prima alla Camera poi al Senato, far alzare la mano a chi era d'accordo su questa nuova proposta di bavaglio e chi l'alzava si sarebbe gettato direttamente nella Cloaca Massima ripristinata e riempita di melmaglia liquida per l'occasione.




Ovviamente ne approfittiamo per esprimere la nostra solidarietà a quei pochi giornalisti (e soltanto a loro, sebbene iscritti a quel puzzolente ordine fascista) che ancora riescono a fare informazione.

Sul mettere il bavaglio alla rete, o che questa norma possa esservi applicata, ne dubito seriamente, intanto per via della loro cronica ignoranza, ma soprattutto perché dovrebbero mettere tanti di quei filtri come nemmeno la Cina è ancora riuscita a fare.


Quindi PARLAMENTARI IGNORANTI che legiferano su cose delle quali NON CAPISCONO ASSOLUTAMENTE NULLA!!!

Calma con le querele eh... ho detto ignoranti, e siccome posso provarlo scientificamente che coloro che sostengono quella proposta lo sono... non è un'offesa.
Anch'io sono ignorante su certe cose... per esempio IGNORO quanti peli ha nel culo chi so io!!!

Non ho certo detto che siete dei cretini...

Al massimo cretini sono solo coloro che, prima ignoranti, quando vengono edotti su qualcosa, continuano a insistere sulla loro posizione iniziale... allora beh si... QUELLI SONO PROPRIO CRETINI, ma non sono io a dirlo, lo dicono le stesse nozioni elementari di psicologia.



(da l'Espresso Blog)
http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/07/01/il-bavaglio-i-giornalisti-i-blogger/

Il bavaglio, i giornalisti, i blogger

Qualche volta anche il sindacato dei giornalisti ne imbrocca una, e tra queste c’è la decisione di fare un giorno di silenzio dell’informazione il 14 luglio contro la legge bavaglio sulle intercettazioni: quella fortemente voluta da Berlusconi e fortemente gradita da criminali di ogni sorta (specie quelli della finanza).

Ecco, io credo che in questa occasione la storica antipatia che la gran parte dei blogger nutre nei confronti dei giornalisti dovrebbe essere messa da parte. Non solo perché il bavaglio in questione colpisce tutti i media, nessuno escluso, ma anche perché il ridicolo obbligo di rettifica inserito nel decreto medesimo andrà a colpire e a soffocare chi blogga, chi twitta, chi immette contenuti nei siti di condivisione e via dicendo. Guido Scorza, che insegna informatica giuridica e diritto delle nuove tecnologie, parla senza giri di parole di «una legge ammazza-internet».

Una giornata di silenzio dei blogger, per protestare insieme ai giornalisti, credo che sarebbe un bellissimo segno.

Oltre a essere un messaggio di maturità di chi pubblica in Rete, ormai affrancato dallo sciocco dualismo citizen vs. main media e consapevole che qui, i media, li si vuole colpire tutti.

Senza dire che il primo “sciopero dei blog” avrebbe un impatto mediatico straordinario - forse perfino superiore a quello dei professionisti.

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P.S.:

Prima che diventino esecutive le norme fasciste sull'informazione vi invito a seguire il seguente consiglio, specialmente se avete anche voi un blog o un sito dove volete continuare ad esprimere liberamente le vostre idee, visto che la pagina relativa all'Art. 21 della nostra Costituzione l'hanno trasformata in CARTA DA CESSO!!!

Procuratevi un sito, direttamente in USA o in un qualsiasi paese libero, NON EUROPEO, meglio ancora se ve lo fate procurare da un vostro amico, oppure presso un provider sempre NON EUROPEO, e in un Paese a regime non dittatoriale (NON amico di orge del nostro nano) che con una piccola cifra in più vi garantisce l'anonimità totale.

Restano salvi i reati Internazionali, primi fra tutti i reati di terrorismo, ma calza a pennello invece sulla vostra LIBERA ESPRESSIONE. Se le nostre POLIZIE o la nostra MAGISTRATURA ne chiedessero la chiusura e la soppressione gli risponderebbero

CON UNA GROSSA PERNACCHIA!!!

Il Giornale ci ha copiati

Noi lo sapevamo!

Per questo glielo abbiamo suggerito, qualche giorno fa.
Poverini non sapevano come "scaricare" dal loro padrone la responsabilità del disastro di Viareggio e così hanno copiato dal nostro blog "la scusa regina" che scarica nei sempiterni comunisti (ma chi cazzo sono questi comunisti?) la colpa del disastro.
Questa volte si tratta di "comunisti d'oltr'Alpe":
i comunisti della DDR.
Deutsche Demokratische Republik (ovvero Germania dell'Est comunista).

E la notizia è tutta qui:
Alcuni pezzi di quel treno erano stati fabbricati con metallo proveniente dalla DDR.

Veramente non chiarisce quali, se quelli che hanno resistito o quello che si e' rotto.
E non ricorda nemmeno che fino a qualche anno fa dire che un pezzo era di "fabbricazione tedesca" (specialmente se di quella comunista) equivaleva a dire che era un pezzo PERFETTO e indistruttibile.

Ma no, tanto il Giornale di Famigghia sa che i lettori ai quali si rivolge sono di quelli che persino a Santoro fanno pena.
Pena perché vengono sommersi di idiozie quotidiane e prima o poi si sa... chi pratica lo zoppo...

Però stavolta diciamocelo chiaro:

IL GIORNALE HA COPIATO DA NOI!!!

Dai rottami la verità sul disastro: i carri fatti con pezzi «made in Ddr»



nostro inviato a Viareggio

Roba da museo, componenti della vecchia Germania Est. Il carro-cisterna che ha provocato il disastro di Viareggio era stato immatricolato nel 2004, ma molti suoi pezzi risalivano al ’74, nell’era della Ddr. Lo ha rivelato l’amministratore delegato delle Fs, Mauro Moretti, che nell’audizione di fronte alla commissione Lavori pubblici del Senato usa l’aggettivo «antica» per definire la componentistica di sicurezza di quel carro. Un’affermazione con cui l’ad «scagiona» Trenitalia e punta l’indice verso la Gatx, la multinazionale proprietaria della cisterna. «Noi non abbiamo attivato ancora la nostra assicurazione. Anzi, credo farebbero bene ad attivarla i proprietari del carro», ha spiegato. Dal primo luglio, i carri della stessa società non possono più circolare in Italia. Un provvedimento che le Fs manterranno in vigore «fino a quando non saranno fornite da Gatx informazioni certificate e chiarimenti sulla componentistica dei carri utilizzati per il trasporto merci». Intanto alla stazione di Viareggio ieri è arrivato il professore fiorentino di meccanica applicata Paolo Toni. Un superesperto di meccanica ferroviaria, che ha studiato l’interazione ruota-rotaia, nominato dalla Procura di Lucca come perito per stabilire le cause e la dinamica dell’incidente. Il suo primo sopralluogo avrebbe escluso che a provocare il deragliamento possa essere stato un difetto nei binari. Il procuratore di Lucca Aldo Cicala ha confermato che al momento non ci sono indagati. Anche se l’ipotesi del cedimento strutturale è quella più accreditata, ha detto, non sono state accantonate le altre possibilità. L’unica esclusa «è qualsiasi ipotesi di attentato». Via Ponchielli è stata messa sotto sequestro dalla Procura.

NON CREDETE CHE CI HA COPIATI?

Noi lo abbiamo scritto qualche giorno fa, leggetevi qui sotto:

Viareggio: la colpa è dell'asse corroso.

Scrivevamo proprio così:

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Il vagone cisterna era tedesco... ma insistere sul fatto che era tedesco significa spostare oltr'Alpe il problema,

NON ERA ITALIANO!

(E propabilmente era stato fabbricato anche in Germania dell'Est, quando questa era ancora sotto il regime comunista).

Probabilmente... non certo, ma intanto si instilla questo tarlo...

Soluzione finale:
La colpa è stata della ruggine di un vecchio carro di fabbricazione della Germania-comunista che ancora circolava nelle nostre strade.
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Che ne dite?
Se li quereliamo per copia illegale e gli chiediamo cento mila miliardi di miliardi di euro di danni riusciamo a farglielo chiudere?
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giovedì 2 luglio 2009

Antonio di Pietro: Bisogna vigilare.

Antonio, non ti arrendere mai, e soprattutto... per favore non ti vendere mai... è così che ci piaci. Siete rimasti in pochi ormai...

Quando a Giulio Cesare...

Bella questa cosa di Giulio Cesare citata da Donatella Ferranti e riportata dal Sole24Ore.

Giulio Cesare era un Gran Puttaniere!!!
Niente a che vedere con il nostro Berlusconi, almeno fino a oggi, e stando alle cose fin quì risapute.

Giulio Cesare era BISEX!!!

Proprio vero.
Non solo le malelingue ma persino gli stessi storici filo-cesariani lo definiscono come:

Marito di Tutte le Mogli (di Roma)

e anche

Moglie di Tutti i Mariti (sempre di Roma).

Persino con Pompeo col quale poi finì a guerra civile nonostante Pompeo avesse sposato una figlia di Cesare si racconta che questo abbia intrattenuto dei "rapporti amorosi", e con Giulio Cesare nella parte di "Regina".
Infatti viene riportato, sempre dagli storici (non ricordo più se Svetonio, Plutarco o Nepote o Tacito... o da più di uno di loro) un episodio carinissimo:

I due (Pompeo e Cesare) viaggiavano sulla stessa biga in trionfo durante una sfilata quando improvvisamente un lacché (che era anche lo scemo del villaggio) si gettò per terra davanti alla biga; questa si fermò e quello rialzatosi si rivolge a Pompeo chiamandolo

"O MIO RE"

che voleva essere un augurio al Potere Assoluto e subito dopo rivolgendosi a Cesare che stava al suo fianco lo apostrofò con un riverito:

"O MIA REGINA!"

Berlusconi arriverebbe mai a tanto?

Boh... chi può dirlo? Certo erano altri tempi...

Ma nonostante questo, quando a Roma cominciò a vociferarsi troppo della scoperta nelle stanze delle donne di Cesare di un certo Clodio (che era fratello di Clodia, meglio conosciuta come Lesbia nelle poesie di Catullo)... Cesare prese la decisione "giusta":

ripudiò sua moglie.

Quando gli chiesero se lui credeva se sua moglie lo avesse tradito con Clodio o se fosse stata lei ad introdurlo nelle stanze private delle donne durante i Misteri Eleusini, Giulio Cesare rispose:

"Non lo credo affatto, però non voglio che la gente abbia il minimo dubbio sulla mia e sulla sua specchiata "moralità" e per questo la ripudio".

Erano altri tempi... ovvio, non c'erano televisioni manovrate che potevano ottundere i cervelli della gente... all'epoca si vociferava e "si attaccavano manifesti anonimi" per le strade di Roma.

(da IlSole24ore.com)

Scontro sulla cena governo-giudici

di Donatella Stasio


2 luglio 2009


«Un incontro conviviale» e «non una riunione organizzata dal governo Berlusconi». Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito, cerca di buttare acqua sul fuoco della cena di maggio, a casa del giudice costituzionale Luigi Mazzella, con il premier Silvio Berlusconi, il sottosegretario alla Presidenza Gianni Letta, il ministro della Giustizia Angelino Alfano, il presidente della commissione Affari costituzionali del Senato Carlo Vizzini e un altro giudice costituzionale, Paolo Maria Napolitano. Ma Pd e Idv «non sono affatto soddisfatti». Il primo chiede ai giudici di «astenersi» dalla decisione sul Lodo Alfano, il 6 ottobre, per tutelare «il prestigio» della Corte; il secondo ne chiede le «dimissioni» (o quantomeno l'astensione sul Lodo Alfano) e analoga richiesta rivolge ad Alfano, perché è stata «infangata la sacralità della Corte». Alla Camera scoppia la bagarre. «È solo lei che infanga l'Italia, si vergogni!», tuona Sandro Bondi contro Antonio Di Pietro. Nel frattempo, Mazzella decide di rendere pubblica una lettera al «Caro Silvio...», in cui non solo preannuncia altre cene, «fino al momento in cui un nuovo totalitarismo malauguratamente dovesse privarci delle nostre libertà personali», ma chiama in causa anche i colleghi: «Molti dei miei attuali ed emeriti colleghi hanno sempre ricevuto nelle loro case, come è giusto che sia, alte personalità dello Stato e - aggiunge - potrei fartene un elenco chilometrico».

Il caso politico-istituzionale deflagra. A Palazzo della Consulta nessuno vuole parlare. Vito ha smentito che durante la cena si parlò del Lodo e di un progetto di riforma costituzionale (separazione carriere, Pm trasformati in «avvocati dell'accusa» e Csm di soli giudici) poi vergato dallo stesso Mazzella, consegnato a Palazzo Chigi e da qui trasferito al Senato per farne un Ddl di riforma costituzionale. Nella lettera a Berlusconi, Mazzella lo smentisce di nuovo: «A casa mia, come tu sai per vecchia consuetudine, la cena è sempre curata da una domestica fidata (e basta!). Non vi sono, cioè, possibili "spioni"...». Definisce «un'invenzione di sana pianta» il racconto sulla conversazione di quella sera. E chiosa: «La libertà di cronaca è una cosa, la licenza di raccontare frottole a ignari lettori è ben altra!». Qualche riga prima evoca le pratiche della polizia tedesca fascista e spiega che renderà pubblica la lettera per evitare che si parli di una «missiva carbonara e piduista».

Il riferimento è a Di Pietro, che in Aula, per nulla soddisfatto della risposta di Vito alla sua interpellanza, aveva parlato di giudici «spregiudicati». «Non sapremo mai - aveva aggiunto - se la decisione del 6 ottobre sarà frutto di una valutazione assunta in totale indipendenza o di una cena carbonara e piduista». Anche il Pd insiste sull'«inopportunità» di quell'incontro. «In qualsiasi altro paese sarebbe stato un gravissimo scandalo», dice Anna Finocchiaro. E a Mazzella, Donatella Ferranti ricorda «il principio della moglie di Cesare: il rispetto della forma richiama il rispetto della sostanza». Per tutta risposta, Fabrizio Cicchitto del Pdl accusa l'opposizione di «violenta aggressione» alla Corte; parla di «un chiarissimo tentativo di delegittimazione e di interferenza sulla decisione del Lodo Alfano, per costringere la Corte a bocciare» la legge; dice che è «risibile» sostenere che i giudici costituzionali non possano frequentare «in piena trasparenza» componenti del governo quando è «notorio» che parlamentari dell'opposizione frequentano componenti della Corte. Ma per Di Pietro, «Mazzella è ormai reo confesso», ha «calpestato etica e diritto» e deve dimettersi.