INDRO MONTANELLI!!!
Berlusconi oltre ad essere sincero ha anche la memoria corta, o meglio sa esattamente come lo sappiamo noi, che NON ESISTE alcuna "giustizia Divina", soprattutto su questa terra e di conseguenza sa anche che "un giuramento" invocando strali sulla sua testa o su quella dei propri figli non avrà alcun effetto pratico, perché posto che Giove (dio del fulmine) avrebbe dovuto prendersene cura, questi è stato soppiantato dall'altro Dio Unico ebreo che non si occupa di certo a mandare fulmini in giro sulla testa della gente che ha spergiurato invocandoli.
E così giura continuamente sulla testa dei suoi figli... (quali?) ben sapendo che mai NESSUN DIO gli potrà dare fastidio, anche se giura su BALLE MEGAGALATTICHE.
E continua a giurare:
DI NON ESSERE UN LADRO!
DI NON ESSERE UN CORRUTTORE!
DI NON ESSERE UN PEDOFILO!
DI NON ESSERE UN VECCHIO CRAPULONE!
DI ESSERE PIÙ ALTO DI NAPOLEONE!
DI...
DI...
Insomma di essere e di non aver fatto tutto cio' che è e tutto ciò che ha fatto, con la piena consapevolezza, quella sì, che avrà sempre
DEGLI IMBECILLI AL SEGUITO CHE GLI CREDERANNO!!!
(da Repubblica.it)
Il premier si fa la domanda e si dà la risposta. Due, tre, quattro versioni
per giustificare gli incontri con Noemi: inevitabile che si ingarbugli
Un mese di contraddizioni
poi arriva la verità ad personam
di GIUSEPPE D'AVANZO
Noemi Letizia
Berlusconi, un mese dopo, risponde alle domande che si fa da solo. Minorenni? "Non ho detto niente". Sesso con le minorenni? "Assolutamente no, ho giurato sulla testa dei miei figli e sono consapevole che se fossi uno spergiuro mi dovrei dimettere, un minuto dopo averlo detto". (Il Cavaliere ha memoria corta. Già gli è capitato di giurare sulla testa dei figli per negare che Fininvest avesse un "comparto off-shore, very secret", All Iberian. Ora che quell'arcipelago di "fondi neri" ha trovato una documentata conferma, il capo del governo ha dimenticato quel fragoroso spergiuro). La mossa del presidente segue un sentiero che gli è familiare fino all'abitudine. Rovescia il tavolo per uscire dall'angolo in cui si è cacciato con la sua apparizione in un ristorante di Casoria per festeggiare una diciottenne. Stende un velo sui tre eventi che egli stesso si è combinato: l'incomprensibile presenza in una periferia napoletana; l'offesa pubblica alla moglie; scelte politiche che hanno convinto Veronica Lario a parlare di "ciarpame politico".
Se questo "caso Berlusconi", come si è voluto accreditare, fosse stato soltanto una pruderie, magari il colpo di teatro del premier sarebbe stato anche efficace.Fin dall'inizio, però, questa storia non ha avuto nessuna parentela (o soltanto un legame forzato) con il gossip. Lo dimostrano con l'evidenza della luce le quattro parole ("Non ho detto niente") con cui Silvio Berlusconi liquida l'intero rosario di discorsi e ricordi offerto nel monologo a Porta a porta, in tre interviste ufficiali (France 2, Corriere della sera e Stampa), nelle molte conversazioni ufficiose con i cronisti, nella pubblica promessa di "spiegare tutto" (Cnn). Della ricostruzione che il capo del governo ha proposto all'opinione pubblica non è rimasto in piedi, dopo quattro settimane, nemmeno un muro. Il think tank di Gianfranco Fini (farefuturo) e Veronica Lario lo accusano di selezionare la nuova élite politica del Paese negli studi televisivi, nei set dei reality, magari tra i cactus di Villa Certosa tra "le vergini che si offrono al drago". Il Cavaliere nega di aver mai voluto candidare alle Europee "veline" qualche ora prima che veline e soubrette confermino di aver firmato per quelle candidature. Veronica Lario svela che il premier "frequenta minorenni" posseduto da un'ossessione per il sesso che ne pregiudica la salute ("non sta bene") e il presidente del consiglio ha dichiarato in tv di non frequentare minorenni e di stare benissimo. Salta però fuori una minorenne (Noemi) che certamente ha frequentato e frequenta. Per giustificarne gli incontri, Berlusconi s'ingarbuglia in una, due, tre, quattro versioni. Quanto più corregge e contraddice la sua memoria, tanto più offre ricostruzioni che stanno in piedi come un sacco vuoto. La risposta alle dieci domande che Repubblica avrebbe voluto fargli, se avesse accettato di essere intervistato, avrebbero potuto chiudere la partita, restituire al premier l'attendibilità perduta, ridimensionare una criticità che distrugge la sua reputazione (e quella dell'Italia) nel mondo. Ha preferito tacere, invece. Con ostinazione continua a tacere oggi mentre gli "arrangiamenti" si sbriciolano come un biscotto sotto la pressione di qualche interrogativo rivolto ai protagonisti.
Un testimone attendibile, ex-fidanzato di Noemi, racconta di un uomo di 73 anni, capo del governo di un Paese con molte difficoltà da affrontare, che telefona in un pomeriggio autunnale del 2008 a una diciassettenne per dirle come sia "angelico" il suo viso e "puro" il suo sguardo. Decide di "allevarla". La invita a Roma, a Milano, in Sardegna quando - confessa la ragazza - si sente solo. La colma di regali e attenzioni. Il testimone, con un guaio giudiziario alle spalle, costringe Berlusconi a smentire se stesso. Il Cavaliere aveva detto di aver incontrato la ragazza sempre alla presenza dei suoi genitori, deve smentirsi: è vero, l'ho invitata - era ancora minorenne - prima a Villa Madama, poi a Villa Certosa e i genitori non c'erano. Si comprende, allora, perché il premier non risponda alle sollecitazioni: non può rispondere ad alcuna domanda senza danneggiare irrimediabilmente se stesso e un futuro luminoso progettato per concludersi al Quirinale. L'"unità di crisi", che lo consiglia, si convince a incamminarsi per la solita strada del "complotto", ma è ancora fresco nel ricordo di tutti che è stato lo stesso Berlusconi a costruire la trappola che lo tiene prigioniero senza voler ricordare che i protagonisti di quest'affare sono direttamente o indirettamente "berlusconiani", passando per Veronica Lario, da farefuturo al testimone, che svela il primo contatto tra il premier e la diciassettenne. La teoria del complotto diventa un soufflé sgonfio. Berlusconi, alle strette, riconverte i suoi passi verso una direzione che conosce bene e gli ha portato sempre fortuna: "non ho detto niente".
Il "non ho detto niente" di Berlusconi è la formula che contiene il nucleo stesso del suo sistema politico perché è il dispositivo che cancella ogni distinzione tra vero e falso. Con quel "non ho detto niente" il premier vuole eliminare, non solo le sue contraddizioni e incoerenze, ma anche gli eventi e i fatti concreti, il loro ricordo nella mente dei testimoni e dell'opinione pubblica. Pretende che sia accettato il suo personale canone secondo il quale non esiste alcun modo di stabilire che cosa sia vero perché "non esiste un criterio di verità praticabile" se si esclude ciò che viene dichiarato vero al momento. Il premier (consapevolmente o meno, non importa) ci invita a dare fede soltanto alle "credenze" che naturalmente possono essere cancellate il giorno successivo (e qui è un gioco da ragazzi per chi controlla stampa e network tv). In questo mondo di cartapesta la verità dura un solo giorno e il Gran Bugiardo che lo ha fabbricato non può mai essere accusato di mentire perché ha abolito l'idea stessa della verità.
Al fondo del "caso Berlusconi", che soltanto occasionalmente ha incrociato la vita di una ragazza e di una famiglia, c'è - come direbbe Leszek Kolakowski - "il cuore di una nuova civilizzazione" che abolisce l'idea stessa di verità. Che rende indifferente sulla scena politica l'attendibilità del premier perché il premier può affatturarsi la realtà come meglio gli conviene in quel momento, salvo poi rimodellarla il giorno dopo. Non tutti dalle nostre parti hanno compreso, contrariamente a quanto è stato subito chiaro alla stampa di mezzo mondo, che il "caso Berlusconi" oggi ci parla di minorenni, ma contemporaneamente o domani ci può parlare di disoccupazione, sviluppo, recessione, fisco, terremoto, famiglia, Europa, rifiuti: in una parola, del destino del Paese perché mette in gioco la sua rappresentazione pubblica e l'affidabilità di chi lo governa.
È a questa prova che Berlusconi sfugge rispondendo soltanto alle domande che egli stesso si pone senza nemmeno rendersi conto quanto avvilente sia vederlo apparire nei tg della sera per giurare che non fa sesso con le minorenni. Per evitare dieci domande, il premier preferisce questa umiliazione e, peggio, decide di inoltrarsi sempre di più in un vicolo cieco che minaccia di soffocarlo. Giurare sulla testa dei figli che non ha "rapporti piccanti" con le minorenni, pena le dimissioni immediate, è una sfida funesta che lo rende debole, soprattutto ricattabile. Qualunque minorenne - ed è ormai provato che a Berlusconi capita di frequentarle - può inventarsi la bubbola e scatenare un terremoto istituzionale. Questa è la strada sdrucciolevole che ha scelto il premier, costretto a scendere nei sotterranei del suo castello di bugie, incapace di spiegare perché ha mentito, a dire che cosa lo ha costretto a mentire, che cosa ancora oggi gli impone di tacere la verità. Questo è il dramma di un uomo e di un politico che è il capo del governo italiano.
=====================================
Il suo prossimo giuramento sarà fatto di fronte alla Platea internazionale del G8:
"GIURO SULLA TESTA DEI MIEI FIGLI CHE ENTRO IL 2250 DARO' ALL'AFRICA QUELLO CHE AVEVO GIURATO DI DARE E CHE NON HO DATO!!!"
Ai nostri fratelli africani che muoiono di fame suggeriamo, noi che lo conosciamo bene, di tentare lo stesso la traversata verso le nostre coste, oppure se non vogliono più soffrire, di suicidarsi prima senza aspettare la SOFFERENTISSIMA MORTE PER INEDIA!!!
Oppure... confidare negli altri aiuti delle altre Nazioni governate da PERSONE SERIE e non da buffoni (stavolta possiamo usare il termine buffone percé E' NON RIFERITO AI PREMIERS DELLE ALTRE NAZIONI.)
(da L'Unità.it)
G8, Berlusconi al verde alla fiera delle promesse
di Umberto De GiovannangeliNei suoi sogni è il «Grande Palcoscenico». Il Summit della Consacrazione internazionale. La Risposta Planetaria agli «infangatori» interni e internazionali. Nei sogni. Perché nella realtà, il G8 dell’Aquila rischia di trasformarsi in un calvario politico per Silvio Berlusconi. Non solo e tanto per la pessima stampa di cui il Cavaliere gode in Occidente e altrove, ma perché, stavolta, l’attenzione sarà concentrata sui fatti. Sugli impegni presi e non mantenuti. Un «must» per il premier «azzoppato». Emblematica è la vicenda degli aiuti all’Africa e ai Paesi in via di sviluppo. Senza soldi e a rischio di scosse telluriche. Un G8 «terremotato» per il Cavaliere.
«Come Stati Uniti]abbiamo già in programma di raddoppiare gli aiuti alle nazioni povere, non solo per interventi immediati, ma anche per il futuro. La priorità dell’America al prossimo G8 è proprio di indurre gli altri Paesi a fare altrettanto». Così Barack Obama in una intervista pubblicata dall’Avvenire. L’Italia si impegnerà al massimo perché il vertice dell’Aquila sia «un G8 che dia risposte concrete ai Paesi poveri», assicura il titolare della Farnesina, Franco Frattini. Buone intenzioni. Smentite, però, dai fatti.
Che inchiodano l’Italia del Cavaliere. Impietoso, quanto documentato, è il j’accuse di Bob Geldof, il cantante e attivista irlandese che, sulla Stampa, annota: «Il primo ministro Berlusconi sarà il decano degli statisti, nonché presidente di questo G8, ma la sua credibilità è a rischio». «Ho parlato con quasi tutti i leader e i funzionari che saranno a L’Aquila - aggiunge Geldof - e tutti ripetono la deplorevole storia di questo paese e dell’impegno disatteso per l’Africa, che pure il primo ministro ha firmato al G8 di Gleneagles nel 2005».
In quell’occasione, ricorda l’organizzatore del Live Aid, «i leader promisero di raddoppiare gli aiuti all’Africa entro il 2010. L’Italia ha dato solo il 3% di quanto si era impegnata a dare. Il 3% della parola data». Una firma non si nega a nessuno. I soldi, sì. E a negare al Cavaliere i soldi (millantati) per la lotta alla povertà è il ministro Tremonti. Da Via XX Settembre - ha rivelato l’Unità - sarebbe arrivato un aut aut: Silvio non insistere, non ci sono i fondi disponibili per impegni seri su povertà e ambiente...La chiusura del titolare del Tesoro suona come una conferma indiretta a quanto affermato dal The Times. Il quotidiano londinese - citando una fonte impegnata nella preparazione del summit secondo cui, in particolare sugli aiuti ai Paesi in via di sviluppo, la performance italiana è stata «una totale disgrazia» - scrive che il premier britannico Gordon Brown insieme con la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Nicolas Sarkozy, credono che Berlusconi dovrebbe essere ritenuto responsabile per «un risultato così scarso». «Gordon Brown e gli altri leader del G8 - scrive ancora The Times- non menzioneranno in pubblico lo scandalo che ha coinvolto Berlusconi, ma i negoziatori sperano di capitalizzare sulla debolezza del primo ministro italiano per ottenere concessioni su temi cruciali, come gli aiuti allo sviluppo e i cambiamenti climatici».
Il clima: altro dossier «caldo» nei rapporti tra il Cavaliere frenatore e l’amministrazione Usa. Forte di una legge sul clima appena approvata negli Stati Uniti, Obama potrebbe condividere il ruolo di chairman assieme al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi quando si affronterà questo tema: una sorta di possente contrappeso. A fianco di Obama si schiera decisamente Angela Merkel: la cancelliera tedesca ha affermato di aspettarsi che i leader dei Paesi membri del G8 appoggino l’obiettivo di limitare il riscaldamento globale a non oltre 2 gradi entro il 2050. Un obiettivo che vede l’Italia molto fredda, in una funzione di freno rispetto a tutto il dossier energetico. Aiuti all’Africa. Clima. Se non un premier «dimezzato» (nella credibilità internazionale), certo è un Cavaliere sotto esame quello che arriva al G8 aquilano. Se è vero, come risulta a l’Unità, che a margine della preparazione del vertice, si è ventilata l’opportunità di minacciare l’Italia di perdere la sua posizione nel G8 a vantaggio della Spagna che, sugli aiuti, ha una posizione migliore. Altri leader ritengono che, data la sua reputazione danneggiata, Berlusconi sa di dover tirare fuori qualcosa: «Ha dei problemi e lo sa - dice un diplomatico alTimes -. Ci aspettiamo che tiri fuori qualcosa, ma, al momento, è difficile prevedere cosa potrebbe essere».

Invia
Stampa










