venerdì 15 gennaio 2010
La Legge è uguale per (quasi) tutti.
giovedì 14 gennaio 2010
Italia stravolta.
Celebrazione del crimine.
Valori esplosivi per una società civile.
Se sono queste le regole che vogliono imporci noi non dobbiamo averne paura perché siamo più forti di loro.
Perché abbiamo dalla nostra un senso profondo che a loro manca:
IL SENSO DELLA GIUSTIZIA!!!
L'unico errore che è stato commesso in questi ultimi anni è stato quello di essere stati TROPPO GARANTISTI fino ad indebolirne le basi e consentendo a questi CRIMINALI di calpestarla fino a ieri e oggi persino di STRAVOLGERLA.
Ecco perché diventa indispensabile ripristinare una giustizia RIGOROSA E IMPLACABILE, soprattutto contro chi attenta alle sue fondamenta.
VOGLIONO ESALTARE IL CRIMINE???
Vogliono con questa esaltazione giustificare I LORO CRIMINI che sarebbero pronti a commettere?
Vogliono darci uno schiaffo a tutti coloro che ancora crediamo nella giustizia e nel RISPETTO DELLE REGOLE della civile convivenza?
Stiano certi che
NOI NON PORGEREMO L'ALTRA GUANCIA!!!
(da RaiNews24.it)
Editoriale del direttore del Tg1
Minzolini difende Craxi, Di Pietro annuncia querela
Il direttore del Tg1 con un editoriale riabilita Bettino Craxi. Antonio Di Pietro annuncia querele: "era un corrotto". Il sottosegretario Stefania Craxi ringrazia Minzolini per la presa di posizione.Augusto Minzolini
Roma, 13-01-2010
Augusto Minzolini nel suo editoriale ha esaltato la figura dello scomparso segretario socialista, affermando, tra l'altro, che "non ha bisogno di nessuna riabilitazione" e che per la storia "va gia' ricordato oggi come uno statista".
"Craxi e' stato trasformato nel capro espiatorio di un sistema che era stato l'ultimo residuo della guerra fredda, una democrazia costosa permise al paese di restare per cinquant'anni nel mondo libero".
"Della sua figura si discute molto, c'e' chi vorrebbe dedicargli una strada, chi si oppone, chi lo considera un grande uomo e chi un mezzo delinquente. E' arrivato il momento - ha sottolineato Minzolini - di guardare alla sua vicenda con gli occhi della storia".
"Basti pensare - ha ricordato - che il reato portante di tangentopoli, cioe' il finanziamento illecito ai partiti, era stato oggetto di un'amnistia appena due anni prima, un colpo di spugna che preservo' alcuni e danno' altri. La verita' e' che ad un problema politico fu data una soluzione giudiziaria e l'unico che ebbe il coraggio di porre in questi termini la questione, cioe' Craxi, fu spedito alla ghigliottina".
Minzolini ha quindi osservato che in quegli anni si "altero' l'equilibrio nel rapporto tra politica e magistratura" e che questo "per quasi un ventennio ha fatto cadere governi per inchieste che spesso non hanno portato da nessuna parte e che ha lanciato nell'agone politico i magistrati che ne erano stati protagonisti".
Di Pietro annuncia querela
"Querelero' Augusto Minzolini e lo denuncero' alle Camere e al Paese per le sue affermazioni fatte nel suo editoriale", ha fatto subito sapere Antonio Di Pietro che ha aggiunto: "Sara' la storia a giudicare Bettino Craxi come statista.
Io l'ho indagato come magistrato e non spetta a me stabilire se era uno statista. E' stato condannato perche' aveva tre conti correnti non per il partito ma per se stesso, era un corrotto e ha fatto il latitante".
Per il leader di Idv, "a questo punto il problema non e' Craxi ma Minzolini" che "ha raccontato bugie sul servizio pubblico pagato dagli utenti. E' inaccettabile che abbia paragonato Craxi al Papa".
Stefania Craxi ringrazia
"Rivolgo un grazie al Direttore Augusto Minzolini - e' stata invece la reazione di Stefania Craxi, sottosegretario agli Esteri - per il suo editoriale in ricordo di Bettino Craxi, uno Statista che ha dato la vita per il bene del Paese. Le sue idee innovative sono ormai patrimonio di tutti gli italiani".
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CRAXI RUBAVA SOPRATTUTTO PER SE STESSO!!!
mercoledì 13 gennaio 2010
Nasce il partito: DEMOCRAZIA ATEA

Conferenza Stampa
Tutti i giornalisti sono invitati
Nasce il partito politico
Democrazia Atea
Martedì 19 Gennaio 2010 inizio ore 11:00
presso Associazione della Stampa Estera in Italia
Roma - Via dell’Umiltà n. 83/C
Ingresso libero consentito anche al pubblico
fino a esaurimento dei posti disponibili
ROMA – Democrazia Atea www.democrazia-atea.it il partito di recente fondazione entra ufficialmente nel panorama politico italiano. Carla Corsetti, Segretario Nazionale, Biagio Catalano, Tesoriere, Fabrizio Chiruzzi, Giuseppe Guerrera, Ennio Montesi e Riccardo Zanello sono i fondatori di Democrazia Atea. “Con la nascita di Democrazia Atea nasce una novità assoluta nel panorama politico italiano” commenta il Segretario Carla Corsetti “Dopo tremila anni di pensiero filosofico gli atei finalmente si uniscono per entrare a pieno titolo nella storia politica del nostro Paese. Potranno far parte di Democrazia Atea tutti gli atei, gli agnostici e i credenti che non accettano di far mediare dal potere religioso la propria spiritualità e la propria vita. Potranno far parte di Democrazia Atea tutti quelli che vogliono emancipare l’Italia dalle opprimenti ingerenze religiose. È intento di Democrazia Atea difendere le minoranze contro ogni forma di discriminazione e razzismo. Democrazia Atea lotterà per i Principi Fondamentali sanciti dalla Costituzione e dalla Carta Internazionale per la Salvaguardia dei Diritti dell’Uomo.”
Vedi l’intervista a Carla Corsetti, Segretario Nazionale
(video in due parti):
www.youtube.com/user/democraziaatea
Nel corso della conferenza stampa, aperta a tutti i giornalisti, prevista per Martedì 19 Gennaio 2010 alle ore 11:00, presso la sede dell’Associazione della Stampa Estera in Italia, Via dell’Umiltà n. 83/C Roma alla presenza dei corrispondenti esteri delle maggiori testate giornalistiche del mondo ed i giornalisti nazionali, i Demoatei illustreranno il Manifesto Politico, lo Statuto e inoltre presenteranno il loro emblema. La campagna di tesseramento è aperta a tutti e le informazioni sono disponibili sul sito ufficiale. Democrazia Atea presenterà i propri candidati alle prossime elezioni politiche e amministrative. La Segreteria Nazionale valuterà le candidature per la Camera dei Deputati, per il Senato della Repubblica, per le Amministrazioni regionali, provinciali e comunali, sottoponendole al vaglio dei rigidi criteri di selezione articolati nello Statuto. “Sono certa che gli organi di informazione e di stampa sapranno comunicare ai Cittadini e al Paese che con Democrazia Atea nasce la nuova e moderna prospettiva politica. Ai nostri figli” sottolinea Corsetti “vogliamo dare vere speranze, vere certezze: il futuro è oggi, ora, adesso, qui”.
Per informazioni tel. 3393188116
Fonte: Democrazia Atea www.democrazia-atea.it
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martedì 12 gennaio 2010
Amore e non amore.
Ho appena finito di leggere alcuni dei commenti di solidarietà a Repubblica dopo le parole velenose pronunciate da Ministri della nostra Repubblica che l'hanno trasformata in una loro Casa e dove continuano a bivaccare nonostante una Nazione stia andando allo sfacelo con conflitti sempre più aspri che esploderanno sicuramente in tutta la loro drammaticità se non vi si porrà in tempo un freno e loro cosa fanno?
Additano come colpevoli gli innocenti.
Additano come colpevoli coloro che hanno la forza e il coraggio di denunciare questo IMMANE SFACELO.
Il Partito dell'Amore è partito all'attacco, a testa bassa a difendere l'amore per Se Stesso.
Non aggiungo altri commenti, se non una raccomandazione:
leggete attentamente questo pezzo raro di D'Avanzo.
E domani andate a comprare il giornale La Repubblica, dove penso lo troverete insieme ad altri articoli coraggiosi.
Lo so che è una riproduzione riservata, ma è pieno di troppo acume per non riportarlo per intero. Del resto non ci guadagno nulla, e se proprio qualcuno me ne chiederà conto e ragione sono disposto a comprarne tante copie quanti saranno i visitatori nei prossimi 2 giorni, perché giornali e giornalisti cosi
SONO DAVVERO IMPAGABILI!!!
Grazie Repubblica e grazie D'Avanzo.
(da Repubblica.it)
IL COMMENTO
L'amore per se stesso
di GIUSEPPE D'AVANZO
Il "merito", come si dice, è sempre lo stesso. Ha un nome, un cognome, una faccia, un passato da imprenditore creativo e spregiudicatissimo; un presente da capo di governo in conflitto d'interessi invasivo e perenne che disprezza la sovranità della Costituzione; un futuro da Primus, da Eletto che pretende un'immunità speciale dalla Legge. È musica che conosciamo e Berlusconi, che non delude mai, non ce ne priverà nei prossimi mesi. Dice che ha lavorato intensamente alle tappe di una riforma fiscale. È una manovra di distrazione di massa, anche questa non nuova alla vigilia di ogni elezione. In realtà, ha riproposto un'iniziativa già fallimentare tre lustri fa (due aliquote) e irrealizzabile oggi, come tutti sanno e dicono a bocca storta. Il meglio delle sue energie, come si scopre adesso, Berlusconi lo ha riservato al programma di libertà per se stesso dai processi, dalla giustizia per il presente e per il futuro. Appena rientrato sulla tolda del comando unico, è salito al Quirinale per informare il capo dello Stato delle sue trovate, dopo aver rassicurato i suoi che "Napolitano deve dargli una mano". La prima trovata è un decreto legge (quindi, immediatamente esecutivo) che imporrebbe una sospensione di tre mesi ai processi in cui il pubblico ministero ha chiesto e ottenuto "contestazioni suppletive". È accaduto durante il dibattimento contro David Mills, testimone corrotto e condannato in primo e secondo grado (Berlusconi è accusato di averlo corrotto, il processo paralizzato dai lodi immunitari deve ora ricominciare). Contestazioni suppletive anche nel processo per la compravendita dei diritti televisivi Mediaset, ancora in corso (Berlusconi è imputato di frode fiscale).
Se il decreto legge dovesse essere firmato perché "urgente" dal capo dello Stato, Berlusconi con quest'abito cucito a sua misura guadagnerebbe, senza patemi, il tempo necessario per condurre in porto il "processo breve" che prevede la durata complessiva di sei anni. Una correzione che, se approvata, fulminerebbe - perché "estinti" - i processi che lo vedono imputato, ma - si sa - Berlusconi non si accontenta mai. Ecco allora la seconda idea originale progettata durante la convalescenza: perché non rendere liberi - e quindi immuni dalla legge, dal processo e dal giudizio - anche le società, dopo le persone? Di qui, la proposta contenuta nell'emendamento, che oggi sarà presentato al Senato, di un'estensione del "processo breve" anche alle persone giuridiche, quindi alle società che devono rispondere di reati contabili, danni erariali, di responsabilità amministrative per reati commessi da figure apicali nell'interesse aziendale. Mediaset ne ricaverebbe qualche sollievo nei suoi contenziosi giudiziari come la Pirelli-Telecom di Marco Tronchetti Provera, l'Eni e l'Italgas che devono rispondere di truffa ai danni dei consumatori, ma soprattutto Impregilo di Benetton, Ligresti e Gavio, per dire alla rinfusa di qualche processo già in corso.
È un'iniziativa non soltanto auto protettiva, allora. Elimina, con la separazione dei poteri pubblici (si crea un'area di immunità protetta dalla legge), anche ogni separazione tra la sfera pubblica e la sfera privata, tra poteri politici e poteri economici, una separazione essenziale che fa parte del costituzionalismo dello Stato moderno, "ancor prima della democrazia" aggiunge Luigi Ferrajoli. Il ritorno all'attività di Berlusconi ha un pregio indiscutibile. Con una sola mossa e in poche ore, lascia cadere ogni maschera. Si libera dell'alibi della "riforma della giustizia". Rende chiara la sua volontà e offre un saggio di quel che intende per "riforma costituzionale" agli incauti che hanno voluto credere nel suo "spirito costituente" condito dalla primitiva teologia politica del bene e del male, dell'amore e dell'odio. Egli, che è il bene, e addirittura l'organo monocratico che rappresenta la volontà dell'intero popolo sovrano, vuole soltanto costituzionalizzare se stesso, la sua anomalia, la concentrazione del suo potere, il suo conflitto di interesse.
Vuole riscrivere le regole comuni a partire dalla personalizzazione del suo potere che immagina e pretende separato da un Parlamento umiliato, immune dalla legge, confuso fino all'indistinzione con gli interessi economici che lo sostengono nella sua volontà di potenza. Berlusconi sa di sacrificare con la nuova tornata di leggi ad personam ogni possibilità di confronto con le opposizioni, ma ci ha davvero mai creduto in una discussione dagli esiti condivisi? È difficile crederlo. Lo strappo di Berlusconi dimostra come al fondo del suo "spirito costituente" ci sia soltanto una vecchia idea che Gianfranco Miglio già nel 1994, con la prima vittoria della destra, espresse in modo brutale. La Costituzione non è un accordo tra tutti sulle regole del gioco, ma è un "patto che i vincitori impongono ai vinti. Metà degli italiani fanno la Costituzione anche per l'altra metà. Poi si tratta di mantenere l'ordine nelle piazze".
Facebook, una prigione a vita. Zuckerberg come Berlusconi: il successo gli dà alla testa.
Torniamo ancora a parlare di facebook e di uno strano parallelismo fra il suo fondatore Zuckerberg e un personaggio nostrano, a noi ben conosciuto: Berlusconi.
E' stata soprattutto una frase del primo che mi ha fatto pensare a frasi simili pronunciate dal nostro e che sono anzi diventate la colonna portante dell'intera sua filosofia:
Sono riuscito ad ottenere un certo successo? Bene! Sono un Dio e come tale sono io a dettare le nuove regole alla società.
Solo un mentecatto può fare infatti certe affermazioni basandosi solo su un campione (nemmeno tanto rappresentativo(1)) di altrettanti mentecatti che hanno rinunciato alla loro dignità e alla loro privacy, generalizzandolo all'intero contesto della società umana.
Erano mesi che andavo persino maturando un concetto tutto mio personale, soprattutto nel vedere certi dati esplosivi di accesso a Internet degli ultimi tempi, ma che erano indirizzati prevalentemente al solo utilizzo di facebook.
Ed allora ecco un altro flash, che mi e' sorto spontaneo:
Facebook per molti versi assomiglia a un programma televisivo tipo Grande Fratello dove basta un nonnulla per far raggiungere un successo planetario a dei mentecatti che di QUEL TIPO DI SUCCESSO sono alla ricerca.
Facebook per la stragrande maggioranza di loro equivale a una opportunità, esattamente uguale se non addirittura più vasta, di quella offerta dalla televisione per ottenere un facile successo a buon mercato basato sul NULLA ASSOLUTO, perché l'unica cosa che contraddistingue questi "ricercatori di successo" è proprio quella di appartenere alla categoria delle ASSOLUTE NULLITA'.
E' questa massa di acefali ameboidi (ex ameboidi teledipendenti) che si e' riversata in massa in Internet e nella fattispecie su facebook a far dire al suo fondatore frasi assurde, come quelle pronunciate dal Nostro Eroe Miglior Premier:
IL POPOLO MI HA SCELTO E IL POPOLO E' SOVRANO!!!
IL POPOLO DI FACEBOOK NON VUOLE LA PRIVACY... ANZI!!!
Ma esattamente come il nostro Premier anche lui dimentica che questo POPOLO a cui fa riferimento è una minoranza e dimentica persino che ancora oggi SI OSTINA a non consentire la CANCELLAZIONE degli utenti perché gli fa comodo da un punto di vista numerico potersi vantare di avere 350 milioni di iscritti, quando fra questi c'è molta gente (come il sottoscritto) che ne farebbe volentieri a meno e persino gente deceduta nel frattempo e che magari non vi accede da anni.
E senza contare le milioni e milioni di persone che si rivolgono a degli specialisti per riuscire se non proprio ad uscirne, almeno ad "eliminare" tutti i dati inseriti precedentemente "per leggerezza" e che si ritrovano impossibilitati a farlo, perché facebook
E' UNA PRIGIONE A VITA
dalla quale, una volta entrati
NON SI PUO' PIU' USCIRE!!!!
NEMMENO DOPO MORTI!!!
E questo,
SOLO UN MENTECATTO può definirlo SUCCESSO!!!
(da punto-informatico.it)
Zuckerberg: ma chi la vuole la privacy?
Il CEO di Facebook ne è convinto: la condivisione totale sta prendendo piede. E se potesse ridisegnerebbe il suo social network completamente senza veli
......
(Nota(1)): Anche ammesso che alcuni milioni di utenti di facebook non vorrebbero la privacy, Zuckerberg dimentica che NON SONO CERTO LA MAGGIORANZA, ma semmai restano sempre una sparuta MINORANZA DI MENTECATTI!!!
In ogni caso in contrapposizione alla loro libertà di mettere in mostra anche i peli del loro culo, noi vogliamo avere la libertà di non mostrare nemmeno il nostro volto.
lunedì 11 gennaio 2010
Aggressione a Berlusconi: i dubbi aumentano anziché diminuire.
Una copia ad alta risoluzione ho provveduto a scaricarla e a conservarla, anche se dubito che qualcuno riuscirebbe a farle sparite tutte completamente da Internet... non si sa mai.
I video segnalati fanno aumentare i dubbi ovviamente, ma che questi ultimi possano definirsi determinanti in un senso o nell'altro, di fronte a una giuria asettica esterna e imparziale, francamente non mi sento di avallarlo.
Colpa della mia ESTREMA RAZIONALITA'?
Puo' darsi, ma pur con tutta la buona volontà, tutti questi tasselli li considero come
FORTEMENTE INDIZIARII
ma non prove determinanti.
Qualcuno potrebbe pur sempre invocarne la casualità.
E in effetti... anche se troppe casualità sono improbabili rimangono comunque pur sempre possibili.
Federico ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Berlusconi: Aggressione vera o tutta una montatura...":
Berlusconi dà il segnale per il lancio di Tartaglia
http://www.youtube.com/watch?v=lmVRBgq_jYg
LARUSSA avverte che Berlusconi stà per essere colpito!!!! 00:18s
http://www.youtube.com/watch?v=2AXmpov01Z4
sempre LARUSSA a 0m:7s, frame 195 Larussa si gira e va ad avvertire i complici
http://www.youtube.com/watch?v=F8aMwkEpxV4
PRATICAMENTE LARUSSA SI é MOSSO ALMENO 5 secondi prima del lancio !!!!
e soprattutto quando ancora Tartaglia non aveva iniziato ad alzare il braccio
si vede nell'angolo a destra Cerchiato in rosso !!!
GRUPPO: I DUBBI SULL'AGGRESSIONE A BERLUSCONI. CHE IL PROCURATORE INDAGHI
http://www.facebook.com/?ref=home#/topic.php?uid=217280557233&topic=13469
Internet e la privacy: una chimera!
Questo è internet.
Probabilmente i suoi "inventori" non si rendevano nemmeno conto della svolta enorme che avrebbero impresso alla società umana.
Calma, ho detto "svolta" non evoluzione.
Svolta non necessariamente evolutiva.
Se sarà evoluzione lo si vedrà a lungo periodo; per ora l'Uomo si sta solo "ubriacando" di questo nettare delizioso anche se cominciano ad emergere in alcuni i primi segnali di nausea post sbornia.
Internet lo strumento, e i social networks i suoi accessori.
Più che lo strumento in sé, a rendere pericoloso Internet e per certi versi nauseabondo sono i suoi accessori; alcuni dei suoi accessori.
Non tutti ovviamente.
E poi tutto dipende dagli usi che se ne fanno.
Un motore di ricerca come Google è importantissimo, insostituibile e vitale se lo si usa per ricerche "costruttive", diventa pericolosissimo se lo si usa per scopi illegali o anti sociali.
Abolire dunque Google?
Sarebbe come pretendere di tagliare tutti gli alberi di tutti i parchi e giardini per evitare che i cani li usino per i loro bisogni.
Ma così come nella realtà canina è poi possibile con spazzola e paletta ripulire il bisogno del nostro amico a quattro zampe, anche gli accessori di Internet dovrebbero consentire questo tipo di pulizia accurata.
Invece...
E a cascarci non sono soltanto gli sprovveduti, ma persino gente che come me, viene considerata veterana di Internet e dovrebbe essere, (almeno in teoria) super vaccinata contro le prevaricazioni e le sopraffazioni in Internet, perché di questo si tratta.
E parlo dei Social Network in generale e di Facebook in particolare.
Avrete notato che questo è (probabilmente) l'unico Blog che non ha un profilo di Facebook?
Non esiste da nessuna parte quella accattivante icona della f stilizzata che è diventato il segno distintivo di appartenenza gloriosa a chissà quale ambìto Club.
E ora vi racconto la mia storia personale.
Oh sarà brevissima, non temete.
Io frequentavo da anni Irc e una mia amica un giorno mi parlò di questo Social Network (facebook) come di un modo simpatico di poter stare insieme scambiandosi files, esperienze, foto ecc. ecc.
Dietro sua insistenza copiai il link, lo portai su Firefox ed entrai nel sito.
Ora, se qualche legislatore si decidesse a fare una leggina con 3 semplici regole da rispettare e nei disclaimer e nelle accettazioni venisse citata senza tante stronzate solo quella legge, probabilmente saremmo tutti molto più consapevoli delle regole a cui dovremmo essere sottoposti anziché andarci a sorbire tutte le IMMANI STRONZATE E IDIOZIE che scrivono tutti nel far sottoscrivere l'accettazione.
IMMANI STRONZATE E IDIOZIE
(e lo ripeto, cosi se vorranno denunciarmi gli viene anche più chiaro ciò che ho scritto)
CHE NESSUNO LEGGE MAI!!!
A doverle leggere tutte, probabilmente, io starei ancora leggendo quelle di un sito visitato una decina d'anni e per arrivare a tutte le cose che ho fatto in questi ultimi 10 anni probabilmente ci arriverei verso la fine di questo terzo millennio o agli inizi del quarto.
Insomma per farla breve, click click clik, nome cognome indirizzo, quelli veri, (Facebook era ai primi giorni e contava poche migliaia di iscritti in Italia) insomma per farla breve ho messo (come sono solito fare quasi sempre quando penso di usare Internet per cose serie e non scherzose) ho messo i miei dati anagrafici veri.
Ho fatto un giro, ho aggiunto la mia amica, insomma nulla di che, e me ne sono ritornato a occuparmi d'altro, compreso Irc dove ho parecchi amici e parecchi canali.
E non vi ho più fatto alcun accesso per oltre un mese.
Un mese dopo, avviene il Boom e sento parlare di questo benedetto (o maledetto) facebook.
Recupero la password (che perdo sempre regolarmente), effettuo l'accesso e... SORPRESA!!!
Mi ritrovo con oltre 3000 richieste d'amicizia, messaggi privati, suggerimenti, richieste di adesioni... insomma un INTASAMENTO GLOBALE.
Con molta calma a quel punto apro la mail che avevo dato (meno male, era una delle centinaia di e-mail che non uso mai, o meglio che uso per la serie usa e getta...) e la ritrovo intasatissima e FULL.
Insomma tento a quel punto di modificare i miei dati.
IMPOSSIBILI DA MODIFICARE e DA CANCELLARE!!!
Scrivo una mail VIOLENTISSIMA agli amministratori minacciandoli di rivolgermi alla Magistratura e... (probabilmente molti come me avranno fatto la stessa cosa), qualche mese dopo vengo a sapere che "qualche modifica al profilo" la consentivano.
E così l'ho modificato.
Compresa la e-mail.
Insomma avrei voluto farmi nascere il 01-01-2001, nulla da fare, dovevo avere almeno 18 anni e cosi mi sono fatto rinascere il 01-01-1991.
E oggi il mio "profilo" vanta il più piccolo numero di "amici" in assoluto (soltanto 3, pensate un po'), ai quali avevo dato l'assenso, ma solo perché erano amici cari.
Ogni tanto ora ci entro, ma solo per giocare a Biotronic, che è un po' nevrotico ma è carino come gioco, e per andare a firmare qualche petizione che reputo interessante... ma varra' qualcosa visto che tutti i dati sono fasulli?
Ah quasi me ne dimenticavo.
Incazzato com'ero come una iena... ho preso un dominio che ha questo nome facecock.org e vi ho installato un mio social network burla, ma dove almeno, e questo lo garantisco io, se uno si vuol cancellare puo' farlo in qualsiasi momento; ma altrettanto democraticamente lo stesso dominio puo' venire cancellato in qualsiasi momento...
E' bella la libertà, ma questa ovviamente deve valere anche per me... no?
Insomma se vi ci iscrivete non garantisco assolutamente nulla; se volete farlo, fatelo pure... ma partendo dal presupposto che
ANCHE IL NOME E' UNA BURLA!!!(*)
Ecco il logo di facecock

e sotto quello espanso:

(da LaStampa.it)
11/1/2010 (7:52) - PIANETA WEB - LA VOGLIA D'OBLIO
a sparire da Internet
All’inizio è un turbine di narcisismo. Il mondo entra nel computer, trovi amici, amori, consigli da chi condivide lo stesso hobby. Ma quando, d’un tratto i social network, le chat, i blog vengono in uggia, è difficile svanire nel nulla. Ed è impossibile sapere quel che accadrà alle mille schegge di noi, della nostra vita, dei nostri segreti, dei nostri peccati, delle nostre parole, dei nostri avatar sparsi per la rete. Ieri un legale di Vittorio Sgarbi ha spedito una diffida a YouTube e Google. «O togliete le sue immagini, o le pagate 10 mila euro al minuto».
I video con invettive e risse del sindaco-critico in decine di agorà televisive sono cliccatissimi. E se non si paga l’obolo si viola la legge sullo sfruttamento delle immagini. Qui è in ballo il delicato problema del diritto d’autore che spacca i teorici del web. Ma l’assillo di tutelare se stessi sta diventando sempre più seccante. Anche se non si fanno opere d’arte. Né si dicono cose vip. Basta aver infilato il naso nella rete e il sacrosanto bisogno di fuga, elogiato da Laborit, diventa chimera. Solo il computer spento per sempre, o la Legione Straniera, libera da turbe di molestatori, voyeur, pesanti invasioni nella sfera privata.
Qualche giorno fa una fanciulla di Feltre, in provincia di Belluno, ha avuto la brillante idea di sfrenarsi nel sesso con un fidanzato e un amico e l’ancor più brillante trovata di lasciarsi filmare. La performance è finita su Internet, con nome e cognome della protagonista, e migliaia di persone si scambiano il filmato. La ragazza s’è arrabbiata e ha denunciato tutto alla questura. Violazione della privacy. Le immagini di un peccato sessuale non sono certo invenzione del Web. Se non ci fossero state ereditiere incaute e mogli poco morigerate non avrebbero scritto gialli né Chandler, né Hammett. Ma lì, come succedeva nei meravigliosi film in bianco nero della Warner, spuntava uno stropicciato detective privato o un losco sicario a cancellare le tracce.
Ora è assai più complesso. Internet va contro tutte le vigenti leggi del codice e della fisica. Tutto si crea, nulla si distrugge. Tant’è che qualcuno comincia a proporsi un ruolo di investigatore classico promettendo di cancellare ogni traccia dalla giungla virtuale. Ci sono siti che per poche decine di dollari sorvegliano e puliscono la reputazione degli individui. Setacciano il web e trovano tracce, nomi, citazioni, immagini. E, dietro pagamento di altri dollari, provvedono loro a fare le richieste per cancellare le informazioni sgradite. La funzione è la stessa dei detective hard-boiled. Ma i risultati che si ottengono, probabilmente, molto meno efficaci. Anche perché una volta inglobati dal web si diventa subito patrimonio dell’umanità. Il problema di tutelarsi dall’invadenza della rete nel privato si pone anche se uno non ha mai fatto sesso acrobatico, come la ragazza bellunese.
Basta essersi infilato una volta in uno dei tanti social network alla moda per ritrovarsi catapultato in un tornado di socialità. Tornano gli amici di scuola che uno non sopportava allora, figuriamoci con pancia e calvizie, tornano gli ex amori, e in più arrivano turbe di sconosciuti espansivi che vogliono condividere la medesima passione per le porcellane cinesi e la filologia ugrofinnica. Una volta entrati nel giro è difficile uscirne, a patto di non spegnere per sempre la macchina. A inizio gennaio un gruppo di artisti corsari ha inventato la Suicide Machine, un sito gratuito che consente a tutti i pentiti di Facebook, Twitter, Myspace e LinkedIn di suicidarsi virtualmente, cancellando definitivamente foto, dati, profili dalla blogosfera.
Questo in realtà lo può fare chiunque, ma occorre quasi un giorno di seccanti operazioni. Con l’«applicazione suicida» bastavano pochi clic. La proposta era talmente allettante che molti pentiti di Facebook si sono fatti avanti. In pochi giorni sono stati cancellati 50 mila amici e disattivati 500 profili. Troppi. Troppo facilmente. Facebook è insorta, bloccando l’accesso al sito «suicida». Ha inviato una cortese lettera per invitare a smetterla con quell’attività a-socialnetwork. Dando un limite di tre giorni per comunicare che intenzioni hanno. Sul sito, per ora, ci sono le cifre del conto alla rovescia, secondo per secondo. La scadenza è la mezzanotte di oggi. La decisione di «Suicide Machine» sarà un altro piccolo passo nel nostro incerto destino di esseri virtuali.
sabato 9 gennaio 2010
Berlusconi: Sogno una vera riforma fiscale.

Pensate a quanti soldi risparmierete di consulenze fiscali.
Come vedete noi abbiamo a cuore la riduzione dei vostri costi tributari.
Con l'introduzione di una sola aliquota il calcolo potete farvelo direttamente voi con una calcolatrice, e presto pensiamo di farvi risparmiare pure quella semplificandovelo ulteriormente e portandolo a una sola cifra diversa da zero:
80% anzichè il 78%.
Noi siamo il partito del fare (e non solo dell'amore).
Noi sì che ci prendiamo amorevolmente cura di voi.
(da Repubblica.it)
"Dialogo col Pd? I problemi sono altri". Il premier con un segno in faccia dopo l'aggressione
"Nel 2010 la riforma tributaria, la riforma della giustizia e poi delle istituzioni"
Il ritorno di Berlusconi
"Due aliquote nella riforma fiscale"
di CLAUDIO TITO
...................
Continua su:
http://www.repubblica.it/politica/2010/01/09/news/ritorno-berlusconi-1885954/?rss?ref=rephpnews
venerdì 8 gennaio 2010
Ottaviano del Turco: le precisazioni del magistrato.
Blogdellaliberta ha detto:
Vediamo in cosa consiste:
Caso Del Turco, Trifuoggi replica
Pescara – L’onda di piena che sta montando nel tentativo di sminuire le responsabilità dell’ex presidente della Regione Del Turco e l’intera inchiesta denominata Sanitopoli ha qualcosa di sospetto e di inquietante, perchè monta nell’imminenza degli atti conclusi della fase istruttoria.
[...]
E qui prosegue con sue opinioni che non riportiamo, ma che invitiamo tutti ad andarsi a leggere sul sito indicato sopra.
Invece, dice il capo della Procura di Pescara avvicinato questa mattina dalla giornalista Daniela Senepa, i processi si fanno in tribunale.
[...]
Altre opinioni (libere opinioni per carità), ma che ovviamente non condividiamo e che invitiamo ad andarsi a leggere sempre nel sito indicato sopra.
Trifuoggi è di poche parole. Difende l’impianto accusatorio, corretto e a suo giudizio solido. E’ vero che ci sono rapporti di forze dell’ordine e di banche secondo i quali Del Turco e la sua giunta stavano riportando a posto i conti nella sanità, ma esistono anche altri documenti e un’inchiesta che partì, si ricordi, con una richiesta di arresto anche per Enzo Angelini, il padrone della sanità privata abruzzese.
(E come mai Angelini non fu arrestato? Appunto!!!)
Sono tutti fatti noti e valutati, e ci sono accuse di tangenti per 6 milioni.
(Accuse, appunto, soltanto accuse... e le prove? Dove sono le prove?)
Le tesi difensive sostengono fatti acquisti agli atti, ma non figurano nelle memorie: come mai? Dunque, ci sarà un processo e lì si scopriranno delle verità giudiziarie.
(unica affermazione condivisibile: sarà durante il processo che si scoprirà la verità, ma vorrei ricordare all'estensore dell'articolo che in tutte le giurisdizioni del mondo, compresa quella italiana E' L'ACCUSA CHE DEVE DIMOSTRARE CHE IL REATO SIA STATO COMMESSO. E non viceversa.)
L’alto magistrato pescarese non lo dice...
(E qui casca ancora l'asino... se non lo dice il magistrato, vuol dire che tutte le cose fin qui scritte sono supposizioni di chi ha scritto questo articolo in fretta e furia, o no?)
INSOMMA CHE C...OSA HA DETTO IL MAGISTRATO DI SUO???
O dobbiamo dedurre che tutte queste illazioni sono solo supposizioni di chi le scrive?
ma è fuori di dubbio che sul caso Del Turco si stanno aprendo pentole ribollenti e mobilitando fazioni, parti, interessi, voci, diatribe.
[...]
L’Italia, si sa, non è un paese limpido, non è una solida democrazia, ma somiglia molto ad una nave di pirati all’arrembaggio in un Mare dei Sargassi nostrano rosso come quello vero. Spesso però di vergogna che in tanti provano: i pochi onesti che sopravvivono come specie protette. Mica tanto, in fondo, protette… (G.Col.) (Nella foto il Procuratore capo di Pescara, Nicola Trifuoggi)
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Non volevamo vedere le bellezze epiche di questo magistrato; avremmo preferito leggere, possibilmente "virgolettate", le sue dichiarazioni e non LE ILLAZIONI di uno che crede che i rossi siano delinquenti a prescindere e che gli azzurri con Berlusconi in testa siano
PERSONE ONESTISSIME E IMMACOLATE A PRESCINDERE.
Ottaviano Del Turco: intanto ti distruggo... poi vedremo se sei innocente.
Sbatti il mostro in prima pagina.
Poi costruiscici intorno un bel po' di supposizioni con una campagna martellante, e anche IL NULLA si riempirà di contenuti.
Qualcuno potrà obiettare che lo stesso discorso debba valere per Berlusconi e per chiunque altro finisca fra le maglie della nostra imperfetta giustizia italiana e di conseguenza dovremmo gridare anche noi alla sua innocenza a prescindere.
Ma c'è una sola piccola differenza:
Berlusconi GESTISCE E MANIPOLA tutta (o quasi) l'informazione in Italia e di conseguenza la seconda parte, ovvero la costruzione delle supposizioni con una campagna martellante si rivolge tutta a SUO VANTAGGIO e le conseguenza sono sotto gli occhi di tutti:
Reati passati in giudicato e relative Condanne minimizzate se non addirittura offuscate da campagne infamanti e diffamatorie contro i giudici che quelle sentenze hanno emesse e viceversa, esempi di DENUNCE CON ASSOLUTA MANCANZA DI PROVE che invece subiscono
GLI EFFETTI DEVASTANTI DELLE PEGGIORI CONDANNE
anche se poi verrà provata l'assoluta ASSENZA DEL REATO.
Come potrà mai l'Italia ripulirsi da questo LERCIUME???
(da affaritaliani.it)
A un anno e mezzo dall'arresto crollano le accuse contro Del Turco
A un anno e mezzo dal clamoroso arresto, crolla il castello accusatorio nei confronti dell’ex governatore dell’Abruzzo Ottaviano Del Turco. Dalle carte processuali, riferisce la Stampa, sono infatti emersi alcuni rapporti dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Banca d’Italia che vanno nella direzione opposta da quella imboccata dalla procura di Pescara. Procura che nel luglio 2008, guidata da Nicola Trifuoggi, chiese l’arresto di Del Turco ipotizzando un pagamento di tangenti nel settore della sanità privata della regione Abruzzo. Insieme a Del Turco, che si sarebbe dimesso dall’incarico nei giorni successivi, vennero arrestati assessori ed alti funzionari con l’accusa di associazione a delinquere, truffa, corruzione e concussione. Secondo il procuratore Trifuoggi, Del Turco avrebbe incassato una tangente di circa sei milioni di euro dal re della sanità privata abruzzese, Vincenzo Angelini. Dopo un mese passato nel carcere di Sulmona, il governatore ottenne gli arresti domiciliari ribadendo la propria totale estraneità alla vicenda. La giunta regionale di centrosinistra, travolta dallo scandalo, venne sconfitta alle elezioni che si sarebbero tenute cinque mesi più tardi.
“Stavano distruggendo la sanità in Abruzzo”’, gli indagati sono “schiacciati da una valanga di prove’, è dimostrato il pagamento di tangenti, “una barca di soldi, circa 30 miliardi di vecchie lire”: questi alcuni commenti di allora della Procura pescarese. Frasi che sembravano presagire a un processo ben istruito e dai tempi celeri. Invece in 18 mesi la Procura ha chiesto in due circostanze la proroga delle indagini e ha ordinato un centinaio di rogatorie internazionali alla caccia di conti esteri o di società off-shore. “Ma non un soldo è stato trovato – spiega la Stampa - e il pilastro dell’accusa resta, essenzialmente, la parola del ‘collaboratore’ Vincenzo Angelini, il patron delle cliniche abruzzesi che dopo aver goduto per anni di trasferimenti miliardari da parte della Regione, ad un certo punto raccontò ai magistrati di essersi stancato dei ricatti dei politici”. Non solo. Dalle carte del processo sono spuntati un rapporto dei Carabinieri, uno della Guardia di Finanza e due della Banca d’Italia che cozzano contro le tesi accusatorie della Procura. Dai documenti dell’Arma risulta infatti che questa aveva chiesto l’arresto di Angelini e di sua moglie, mentre non vi è prova che la giunta Del Turco favorisse le cliniche private alle quali, anzi, erano stati tagliati drasticamente i finanziamenti.
Il Pd locale, che a suo tempo non prese le difese del governatore, oggi esce allo scoperto sottolineando come “il rapporto dei Carabinieri offre un punto di vista diametralmente opposto a quello cristallizzato negli arresti”. La Stampa fa notare come “persino il prudentissimo Franco Marini”, dica la propria sulla vicenda: “Dai documenti oramai pubblici è inconfutabile come la giunta Del Turco abbia agito con coraggio rispetto ai costi della sanità privata e che l’accusa si basi soltanto sulle dichiarazioni di Angelini”. Il processo dovrà chiarire molti aspetti e spiegare perché, se il 16 giugno 2008 i Carabinieri avevano consigliato l’arresto di Angelini, non scattarono le manette per il patron della sanità privata abruzzese. Anzi, a finire in carcere, un mese dopo, furono Del Turco e i suoi collaboratori, i quali tra il 2005 e il 2007 avevano decurtato di circa 43 mln di euro i fondi destinati alle cliniche di Angelini sospettate di gestione troppo “allegra”.
Vogliono a tutti i costi la guerra civile.
Per anni ci abbiamo pure riso sopra alle uscite balorde di Bossi, dei leghisti, e persino dei "taciti sostegni" dei "berluscones" cerebrolesi che quando non se ne uscivano con un sorriso beffardo, gongolavano a quelle sparate che in un modo o nell'altro facevano comodo al "trend" imposto dalla filosofia berlusconiana:
Distruggere lo stato democratico e la convivenza civile!
Ora si può dire che ci sono riusciti.
Questo inizio 2010 sarà ricordato come la piena riuscita di questo "Piano" e la nascita di una nuova era:
UN RITORNO ALLA BARBARIE E L'ESPLOSIONE DEI CONFLITTI SOCIALI!!!
Unica differenza con quelle del passato: questa sarà
UNA GUERRA DI IDEE.
IL LIBERISMO CONTRO L'ASSOLUTISMO
L'ILLUMINISMO CONTRO L'OSCURANTISMO.
LA CIVILTA' CONTRO LA BARBARIE.
Saranno i barbari ad avere la meglio?
(dal Giornale.it)
La Lega fa la guerra contro le «ramazze islamiche» in Trentino
l rapporto tra la Lega e l’Islam non è mai stato tra i più facili. Ma per la prima volta, dopo le battaglie su moschee, centri di cultura e chioschi di «kebabbari», oggetto del contendere sono ramazze e piumini per la polvere. E lo scontro tra gli uomini del Carroccio e la religione di Maometto questa volta si combatte così nel cuore delle istituzioni, all’interno dei palazzi stessi del potere. In Trentino, almeno.
La Lega Nord trentina - riportava ieri il quotidiano Trentino - ha chiesto ufficialmente la sostituzione dell’attuale impresa di pulizie che ha l’appalto per il riordino quotidiano degli uffici dei gruppi consiliari in consiglio provinciale: «Quei lavoratori sono islamici. Sulle nostre scrivanie ci sono dati sensibili e loro possono mettere mano ovunque», ha scritto in una lettera al presidente del consiglio provinciale il capogruppo della Lega in Provincia Alessandro Savoi. «Siamo un partito che ha una posizione chiara nei confronti dell’Islam - ha sottolineato Savoi -. Non ci pare opportuno, né sicuro, che dei lavoratori di quella religione possano muoversi indisturbati nei nostri uffici, avere accesso ai computer». Ma oltre alle motivazioni «ideologiche», ad alimentare la tensione tra i «trentini Padani» e l’impresa di pulizie anche una recente scoperta: «Uno dei nostri arriva negli uffici del gruppo sempre molto presto, prima delle sette. Ebbene - ha denunciato il segretario regionale del partito, l’onorevole Maurizio Fugatti - in un paio d’occasioni ha pure trovato questi lavoratori islamici che dormivano sui divani dei nostri uffici. Così, non ci pare possibile andare avanti». «Quello della Lega Nord è razzismo bello e buono - ha commentato Assou El Barji, responsabile del coordinamento lavoratori immigrati della Cgil del Trentino -. Si violano i principi basilari della Carta dei diritti dell’uomo e della Costituzione italiana. Da licenziare, per assenza di senso civico e per ignoranza delle leggi, sarebbero proprio i consiglieri della Lega Nord».
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Quanti tra di voi, dopo anni e anni di vessazioni, violenze (e non solo verbali), sfruttamenti e maltrattamenti, non avrebbero già preso un randello nodoso e avrebbero preso a bastonate i propri aguzzini?
Unica raccomandazione agli extracomunitari:
Non lasciatevi ingannare dai profeti della violenza, non datevi necessariamente la bandiera della religione, ma lottate per i vostri DIRITTI UMANI e avrete due terzi del popolo italiano dalla vostra parte.
(da RaiNews24.it)
Scontri tra polizia e immigrati a Rosarno, Reggio Calabria
La rivolta degli immigrati
Situazione da guerriglia urbana a Rosarno, in Calabria, per la protesta di centinaia di immigrati che ieri hanno assediato le strade della cittadina. A fare scoppiare i disordini, il ferimento di due migranti da parte di persone non identificate con un'arma ad aria compressa. Centinaia di auto distrutte e cassonetti svuotati sull'asfalto, il bilancio degli scontri che hanno portato al fermo di una decina di persone da parte delle forze dell'ordine che in serata hanno caricato i manifestanti. Nell'area ci sono almeno millecinquecento gli immigrati che lavorano nell'agricoltura e vivono stipati in alcune fabbriche abbandonate.C'è qualcuno fra di voi che come me
OGGI SI VERGOGNA DI ESSERE ITALIANO???
http://www.rainews24.rai.it/it/foto-gallery.php?galleryid=136582
giovedì 7 gennaio 2010
Berlusconi e le Sacre Stimmate.
Nulla di eclatante ovviamente.
Il Suo Preziosissimo Sangue scorre al sicuro all'interno delle sue Sacre Vene mentre a noi è data da ammirare solo l'immagine di una ferita che inesistente prima che venisse a forza infilato dentro l'auto appare ora evidentissima come i postumi di un calcio di mulo dato in piena faccia.
E a voi IGNOBILI miscredenti, che non credete nemmeno all'evidenza, provate, verificate da voi stessi.
Provate a farvi dare in pieno volto un calcio da un mulo incazzato (anche un cavallo coi ferri agli zoccoli va bene lo stesso, purché rigorosamente incazzato) e poi vedrete se dopo un mese non avrete il segno sul volto esattamente come il Suo.
A parte il fatto che il vostro resterebbe pur sempre il volto di un miserabile.
(da www.varmatim.com)
(gentilmente segnalatoci da un nostro anonimo lettore che ringraziamo)
http://www.varmatin.com/ra/derniere-minute/233426/exclusif-sylvio-berlusconi-en-promenade-a-st-paul-de-vence?utm_source=rss&utm_medium=feed&xtor=RSS-220&
Le chef du gouvernement italien était ce matin à St Paul de Vence. Il était entouré comme à chacun de ses déplacements d'un service d'ordre important, une dizaine de gendarmes français avaient aussi été déployés par la préfecture des Alpes-Maritimes. Il Cavaliere était accompagné de sa fille, au programme de leur visite shopping et achat d'oeuvres d'art : bronzes de nus à la galerie Rustinoff pour Silvio Berlusconi et sa fille, lithographie représentant Barak Obama... Silvio Berlusconi avait l'air en pleine forme et complètement remis de son agression.
Plus de détails dans votre Nice-Matin de demain.
Mise à jour à 15h30. Mise en ligne 13h04.
MIRACOLOSAMENTE LE SACRE STIMMATE FACCIALI.
Il partito dell'amore e le campagne d'odio.
Per propagandare l'amore cosa c'è di meglio se non sbarazzarsi dell'odio che pulsa nelle proprie vene?
Sbarazzarsi della bile che vi circola pericolosamente, insieme al rancore e a quel pus che anziché riversarsi all'esterno viene sversato all'interno, e rientrando pericolosamente in circolo ne manifesta la sua presenza facendo persino cambiare colore alle carni e alla pelle?
Per non parlare poi dell'aspetto "truce" che fa assumere ai volti di chi ne viene colpito.
Feltri è fra questi, in apparenza immotivatamente, insieme a Berlusconi che ovviamente ne ha ben d'onde e come motivazioni ne ha da vendere.
Cosa c'è di meglio dunque se per "purificarsi" e poter amare tutti Urbi et Orbi si sversa verso l'esterno tutta questa bile accumulata negli anni?
Abbiamo detto che riteniamo Feltri un semplice esecutore di ordini emanati dal suo Padrone Unico; un perfetto servizionista al servizio dei servizi di casa entrato dalla porta di servizio e che dalla stessa porta fa uscire fuori tutto l'odio e la bile accumulata in questi ultimi anni nella Casa in cui egli lavora a servizio.
E dove scaricare tutto l'odio e la bile accumulata se non su colui che per un verso o per l'altro ha cercato di ostacolare la fluida e lenta evacuazione della bile e dell'odio accumulati?
Non capisce egli, Fini, che con tutti i freni, i paletti e i filtri Istituzionali che ha posto finora non ha consentito una rapida pulizia a fondo della Casa delle Libertà del Capo?
Fini ha commesso un UNICO ERRORE GRAVE, quello di essere entrato in quella Casa putrida senza portarsi dietro almeno un autorespiratore e oggi rischia di morirne soffocato dai miasni.
Casini, rifiutandosi a suo tempo di accettare l'accogliente invito ad entrarvi si è rivelato molto più furbo di lui.
Ora è troppo tardi per uscirne indenni.
La linea imposta da Berlusconi vince su tutti i fronti:
O con me o contro di me.
E TU, FINI, SEI CONTRO DI ME!!!
Oggi che non vali più nulla posso permettermi il lusso di "scaricarti" insieme all'odio e alla bile che hai fatto accumulare nella mia splendida Casa delle (mie) Libertà.
Fuori dalla Casa tutto l'odio, tutta la bile e tutti coloro che ne frenano l'evacuazione.
Affinché resti una Casa (ri)Pulita fatta solo d'Amore e d'Obbedienza Assoluti.
VIVA LA NUOVA CASA DELL'AMORE.
VIVA IL PARTITO DELL'AMORE!!!
FUORI TUTTI COLORO CHE NON (mi) AMANO!!!
VIVA LA CASA DEL PADRONE!
(da Repubblica.it)
Il direttore del Giornale si scaglia ancora contro il presidente della Camera
"Ha poche idee e confuse. E le prende a prestito dalla sinistra''
Feltri, contro Fini attacco senza freni
"Poveraccio, non sa quello che fa"
L'ira dei finiani: "Adesso basta, intervenga Berlusconi"
Nel mirino anche Renata Polverini: "Non mi ero accorto fosse una donna.."
Non usa metafore il direttore del quotidiano berlusconiano. E ripercorre, a suo modo, l'iter politico di Fini: "Aderì al Pdl perchè aveva paura di contarsi, chiese un ruolo istituzionale e lo ottenne divenendo presidente della Camera con una bella poltrona, un grande appartamento, camerieri, servitori: capite, per uno che non ha mai lavorato avere tutto quel po' po' di roba. Poi, una volta abituato agli agi si è accorto di non avere più un partito in cui comandare, perchè in quello nel quale era confluito uno che comandava c'era e c'è già: Silvio Berlusconi".
E' un fiume in piena Feltri. E a Fabrizio Cicchitto che gli ricorda come i suoi attacchi a Fini siano dannosi per il Pdl, ribatte così: "Il mio pensiero non è il pensiero del PdL: io non faccio politica, la faccia piuttosto Cicchitto che mi sembra pure abbia la faccia giusta per farla.' Poi la fosca previsione: "Alle prossime elezioni regionali ci sara' un travaso di voti dal Pdl alla Lega, questo avverra' perche' quelli che Fini al Nord ha deluso, voteranno per la Lega''.
Le parole di Feltri sono benzina sul fuoco. E la reazione dei fedelissimi di Fini si fa sentire. C'è chi, come il senatore Andrea Augello, dalle pagine del 'Secolo' chiede un documento del direttivo del Pdl contro Vittorio Feltri. Chi, come Flavia Perina, spiega che "le vacanze sono finite ed è ora che si pronunci chiaramente Silvio Berlusconi". Chi, come Marcello De Angelis, parla di "vera e propria campagna d'odio al cospetto della quale l'aggressione della stampa ai danni di Berlusconi è una cosetta da bambini...".
Contro Fini a testa bassa, dunque. E contro tutti coloro che il direttore del Giornale individua come vicini al presidente della Camera. "Adesso hanno candidato una amica di Fini, Renata Polverini. Tutti i giornali di sinistra la appoggiano, ha un tale di nome Claudio Velardi, amico di D'Alema che gli fa la campagna elettorale, non si capisce più niente. Praticamente, in questo modo se prima nel Pdl c'era un'ala destra, ora c'è un'ala sinistra . Su di lei ho avuto anche una polemica con Daniela Santanchè: lei dice che è una donna e va incoraggiata. Io non mi ero accorto che fosse una donna, per questo non sono stato Cavaliere".
La riforma della Giustizia? Si, per poter processare solo LE IDEE.
Ma le idee, il pensiero, e coloro che per le proprie idee sono disposti a sacrificare tutto, persino la propria vita
Il giudice "anticrocifisso" Luigi Tosti sarà processato il 22 gennaio dal CSM.

Axteismo Press http://nochiesa.blogspot.com
Comunicato Stampa
Il giudice "anticrocifisso" Luigi Tosti
sarà processato il 22 gennaio dal CSM

Giornalisti e pubblico sono invitati
ROMA - "Avviso tutti gli amici che mi hanno sostenuto nella battaglia per la rimozione dei crocifissi dalle aule dei tribunali italiani" commenta il magistrato Luigi Tosti "che il prossimo 22 gennaio 2010 alle ore 9:30 sarà celebrato, dinanzi al Consiglio Superiore della Magistratura, Piazza Indipendenza n. 4, Roma, il procedimento disciplinare che è stato aperto, circa 5 anni fa, a mio carico per essermi io rifiutato di tenere le udienze sotto l'incombenza dei crocifissi. Un procedimento, questo, per il quale ho subito due condanne penali ad un anno di reclusione (poi annullate dalla Corte di Cassazione) e sto subendo, da 4 anni, la sospensione dallo stipendio e dalle funzioni. Mi difenderò da solo e l'udienza sarà pubblica (anche se l'aula non è particolarmente capiente). La presenza di televisioni sarebbe oltremodo gradita, non avendo io alcunché da nascondere o di cui vergognarmi: credo, però, che l'Avv. Nicola Mancino negherà le autorizzazioni per impedire che venga ripreso questo processo, degno della migliore Santa Inquisizione della Chiesa cattolica. In ogni caso, rappresento che presterò il consenso preventivo a quanti vogliano chiedere di riprendere il processo e divulgarlo. In caso di condanna e di conseguente rimozione dalla magistratura, adirò la Corte Europea dei diritti dell'Uomo: in caso di assoluzione e di reintegrazione in servizio, seguiterò a rifiutarmi di tenere le udienze sino a che il Ministro di Giustizia (oggi Angelino Alfano) non avrà rimosso l'ultimo crocifisso dall'ultima aula di giustizia della Colonia Pontifica, cioè dell'Italia. Presagisco (ed anzi spero) che i membri del CSM, per non offendere i desideri di Joseph Ratzinger conosciuto come Papa Benedetto XVI ed anche per non correre il rischio di essere linciati e di essere bollati come "ubriaconi" (com'è avvenuto per i giudici della CEDU Corte Europea dei Diritti dell'Uomo), opteranno per la prima soluzione. E' gradita la massima diffusione di questa notizia".
Luigi Tosti
Nella foto, il giudice Luigi Tosti
«Nel tempo dell'inganno universale,
dire la verità è un atto rivoluzionario.»
George Orwell
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Caso Del Turco, Trifuoggi replica
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