Specialmente (le) tutte!
E noi siamo pienamente d'accordo con lui.
(Tiè! Così non dite più che noi siamo sempre contro Berlusconi!)
Chi non amerebbe una gnokka così?

Beppe Grillo? NO, GRAZIE!!!

CITTA' DEL VATICANO, 21 DIC - La visita allo Yad Vashem, memoriale dell'Olocausto di Gerusalemme, è stata "un incontro sconvolgente con la crudeltà della colpa umana, con l'odio di un'ideologia accecata" ha detto Benedetto XVI nel suo discorso alla Curia romana per gli auguri natalizi. Il memoriale - ha detto il pontefice nel suo discorso, che giunge a pochi giorni dal riconoscimento delle 'virtu' eroiché di Pio XII e del conseguente riaccendersi del dibattito sulla sua beatificazione - "é in primo luogo un monumento commemorativo contro l'odio, un richiamo accorato alla purificazione e al perdono, all'amore". Nel museo dello Yad Vashem è esposta una targa che condanna i presunti "silenzi" di Pio XII sulla Shoah
APRIRE ALLE ALTRE RELIGIONI E AD ATEI - La Chiesa cattolica dovrebbe "aprire una sorta di 'cortile dei gentili' dove gli uomini possano in qualche maniera agganciarsi a Dio" e "al dialogo con le religioni deve oggi aggiungersi soprattutto il dialogo con coloro per i quali la religione è una cosa estranea" ha aggiunto il Papa ha auspicato, citando il profeta Isaia, la creazione di uno "spazio di preghiera per tutti i popoli", anche per quelli ai quali "Dio è sconosciuto".
CHIESA NON CEDA ALLA TENTAZIONE DI FARE POLITICA - I vescovi e i sacerdoti non devono "cedere al tentazione di prendere personalmente in mano la politica", ma praticare e interpretare "nel modo giusto" "una laicità positiva". Papa Ratzinger ha ricordato il recente Sinodo per l'Africa, cogliendo l'occasione per spiegare l'atteggiamento della Chiesa cattolica nei confronti della cosa pubblica. "La questione molto concreta davanti alla quale i pastori si trovano continuamente - ha detto - è, appunto, questa: come possiamo essere realisti e pratici, senza arrogarci una competenza politica che non ci spetta? Potremmo anche dire: si trattava (al Sinodo per l'Africa, ndr) del problema di una laicità positiva,praticata e interpretata in modo giusto". Un concetto - ha sottolineato - sviluppato nell'enciclica Caritas in veritate, che ha chiarito "la collocazione teologica e concreta della dottrina sociale della Chiesa". Chiesa alla quale spetta piuttosto - ha poi aggiunto il pontefice - innescare i processi "pre-politici" finalizzati alla pace e allo sviluppo, primo fra tutti quella "riconciliazione con Dio", presupposto della pace con sé stessi, con il prossimo e con il creato.
(...) Per Bersani, s’è capito ieri, è essenziale che alla scelta di autonomia rispetto a Di Pietro corrisponda un’orgogliosa asserzione di ancor più forte autonomia rispetto alle pretese berlusconiane. Nell’intervista al Corriere (giornale, sia detto per inciso, fortemente impegnato a favorire l’apertura di questa nuova fase), lo stesso D’Alema anticipa quale sarà il refrain dei prossimi giorni: è ricominciato l’inciucio. Di cui infatti, a volerlo definire tale, ci sono tutti gli ingredienti: la materia istituzionale sul tavolo, il possibile scambio sulla giustizia (nella forma della leggina ad personam sul legittimo impedimento che certo il Pd non approverebbe e anzi contrasterebbe, ma senza Aventini), il ruolo chiave dei centristi, e infine il benevolo ma pericoloso riconoscimento verso «i moderati del centrosinistra » che Berlusconi ha voluto offrire non appena ha messo piede fuori dal San Raffaele.Io, francamente, diffido totalmente del primo (al punto di sospettarlo delle peggiori nefandezze e delle propensioni più anti-democratiche), e non mi fido per nulla del secondo, i cui unici "meriti" sono stati di far fuori Occhetto, di approfittare della caduta di Prodi, di mettere i bastoni fra le ruote a Veltroni ... e alcuni altri ...
Rispetto alla stagione sfortunata della Bicamerale, della quale D’Alema fu vittima, [mah, per me, fu semplicemente vittima dei sui errati calcoli e della sua ambiziosa presunzione ...] ci sono almeno tre grosse differenze. La prima è che il centrodestra (che allora era all’opposizione ma in una fase di forte controffensiva, nei primi anni della carriera politica del Cavaliere) si sente alla vigilia di un big bang ed è attraversato da dissensi e perfino da paure ancestrali di dissoluzione: il partito dei falchi è quello che ha strillato più forte in questi giorni dopo il Duomo, ma a nessuno è sfuggita la sicurezza di sé esibita da Fini, arrivata al punto di richiamare all’obbedienza gli ex di An. Insomma: il calcolo delle convenienze nel Pdl e nella Lega ora potrebbe far volare le colombe. Solo che questo non dipenderà da un normale processo politico, bensì, una volta di più, dall’autocratica decisione di uno solo. [Berlusconi, sempre Berlusconi, of course ...]
La seconda differenza è data dal forte patrocinio che Napolitano concederebbe a una eventuale stagione di riforme. Stiamo parlando dell’unico politico italiano che goda di una fiducia ampia e trasversale nel paese. È noto quali siano le sue posizioni sia sulla prosecuzione della legislatura che sulla sua missione riformatrice: se solo il capo dello stato vedrà aprirsi uno spiraglio, non c’è dubbio che concederà una benedizione urbi et orbi. Circostanza non indifferente per gli umori dell’opinione pubblica di centrosinistra.
È qui infine che si concentra l’incognita più grossa, sicuramente quella che ci riguarda più da vicino. D’Alema si rammarica di essersi dovuto assumere l’onere di spiegare alla propria gente che in Italia non c’è alcun regime, [um ...] mentre Berlusconi non ha mai fatto sforzi speculari. [peggio, se è per questo ha accusato anche D'Alema di essere un "comunista non pentito", quando gli accomodava ...]
Veltroni e Franceschini, ai loro tempi, guidavano un Pd allora disposto al grande salto acrobatico del confronto con Berlusconi. Sarà stato per i colpi presi nel voto e a inizio legislatura (enorme responsabilità del Pdl), sarà stato per l’incalzare di Di Pietro, le parti si sono rovesciate. Sicché la campagna di Franceschini per le primarie è stata aspra sul tema “non si dialoga”, e Veltroni si è riaffacciato sulla scena soprattutto per criticare la mancata adesione di Bersani al no-B day del 5 dicembre.
Sembra un secolo fa, sono solo due settimane. Il Duomo avrà cambiato le cose anche per Veltroni e Franceschini? Almeno per Veltroni, difficile.
Però per molti compagni di componente, [Area democratica cioè l’aggregato di coloro che hanno sostenuto Franceschini nelle primarie] la gran parte dei popolari, la linea dalemiana è istintivamente la propria. Ad altri piace la presa di distanza da Di Pietro. Per tutti è arrivato il momento della prima scelta importante dopo le primarie.
Metteranno tutti i paletti del mondo, ma alla fine le domande alle quali rispondere sono due: ci fidiamo di Berlusconi? Ci fidiamo di D’Alema? Se vi sembra di averle già ascoltate, avete ragione.-- D’Alema annuncia una nuova fase, di Stefano Menichini, 18 dicembre 2009
D'altra parte basta navigare un pò in rete e anche leggere qualche commento in questo stesso Blog per rendersi conto che a sinistra il virus dell'Antiberlusconismo stia portando alla demenza molte persone, che vengono accecate dall'odio e farneticano in modo inconsulto.
... e abbia già predisposto perizie per riscontrare su di essa la presenza di sangue, o comunque di tracce organiche umane (muco, epitelio) riconducibili al DNA di Berlusconi. In difetto di ciò, dovremmo preoccuparci anche sul fronte della Magistratura, o quanto meno di quel magistrato e di quella Procura.
... discettava nel suo "Piano di Rinascita Democratica", e che, certo con la benedizione di Sua Beatitudine Miracolata, ha delineato Denis Verdini (con Dell'Utri co-boss di Publitalia e con lui co-fondatore di Forza Italia nel 1993), in un articolo su il Giornale del 18 Dicembre 2009 (Ecco perché non ci fidiamo di Bersani & C.)
... a Presidente del CoPaSiR (Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica, fino al 12 Novembre 2009 blandamente in mano a ... 

... Francesco "Cicciobello" Rutelli) sarebbe, anzi sarà il sigillo dell'Inciucio, meglio, dell'Inciucione.C’era una volta un Re cche ddar palazzo
mannò ffora a li popoli st’editto:
- Io so’ io, e vvoi nun zete un cazzo,
sori vassalli bbuggiaroni, e zzitto.Io fo ddritto lo storto e storto er dritto:
pozzo vénneve a ttutti a un tant’er mazzo:
Io, si vve fo impiccà, nun ve strapazzo,
ché la vita e la robba Io ve l’affitto.Chi abbita a sto monno senza er titolo
o dde Papa, o dde Re, o dd’Imperatore,
quello nun pò avé mmai vosce in capitolo -.Co st’editto annò er boja pe ccuriero,
Giuseppe Gioacchino Belli (1791 - 1863)
interroganno tutti in zur tenore;
e, arisposero tutti: E’ vvero, è vvero.

Converrete con noi che la mancanza assoluta di sangue nelle mani, nel fazzoletto, nella camicia (colletto, polsini, sparato) ha una sola spiegazione:
Quest'uomo, l'Unto dal Signore, ha bevuto dal Santo Graal.
Infatti è spiegabile solo per intervento miracoloso del Santo Graal il fatto che il sangue inizia già a riassorbirsi e a riportarsi, cominciando dalla camicia e dal fazzoletto, nelle Sacre Vene, suo naturale ricettacolo, affinché nemmeno una goccia del suo Preziosissimo Sangue vada perduta o a sporcare la sua sacra Immaggine.
Ma sì ve lo ricordate quello del film di Indiana Jones che bastava toccarlo per guarire completamente le ferite e persino quelle mortali come quella del padre di Indy (Sean Connery) al quale bastò farlo bere dal Santo Graal perché le ferite si rimarginassero immediatamente e il sangue venisse riassorbito quasi subito?
Ecco, ora abbiamo la prova certa che in quei secondi di "fuori campo" all'interno della macchina, lui abbia semplicemente bevuto dal Santo Graal e di conseguenza quando è uscito fuori il miracolo del risanamento era già abbondantemente in corso.
E il sangue sul volto? Come mai quello non si è riassorbito subito?
Che volete farci.Grazie a Biagio Catalano, per la segnalazione (su Facebook, page Tutte le verità dell'attacco a Silvio Berlusconi) del TG2 di sabato 19/12/09, ore 13:00, in cui, come avevo previsto nel mio precedente post sull'ANSA relativa alle "video-bufale YouTube" (ero stato facile profeta ...), viene, seppur brevemente, affrontato l'argomento, ovviamente nella speranza di liquidarlo. Ma l'ammissione è già significativa che il problema è noto, ed è considerato serio abbastanza da non poter essere ignorato dalla TV pubblica.
Per chi non lo avesse visto, o volesse rivederselo con calma (magari per leggere ... fra le righe), fornisco di seguito lo hotlink: TG2 ore 13:00 del 19/12/2009
L'indirizzo URL per esteso è il seguente
Il servizio rilevante è fra min:sec 13:40 e 15:15 di 29:08.
E' incredibile la sfrontatezza dell'apertura del servizio, a cura di Simonetta Guidotti (?):
Non meno inquietante è la seguente affermazione ...
... quasi che il compito di accertamento della verità da parte del Magistrato Inquirente fosse del tutto irrilevante, e comunque già "politicamente" pre-determinato.
Speriamo che "l'opposizione" non abbia davvero già fornito il proprio "avallo". O meglio, speriamo che non lo abbia fornito il PD di Bersani (certo l'IDV di Di Pietro non lo fornirebbe mai, e anche per questo "va isolato"). Speriamo che non abbiano parlato anche di questo, fra B&B, quando B "dell'opposizione" è andato a visitare B "ferito" al San Raffaele ... ci sarebbe di che vomitare.
Non so voi, ma io mi sento sempre più a disagio, ma anche sempre più determinato a non lasciare che la Democrazia in Italia venga trasformata in una barzelletta Peronista in salsa Certosa ...
Berlusconi: video-bufala su YoutubeMa alle notizie, si sa, quello che occorre è una scintilla, e l'ANSA è proprio quella scintilla.
Sostiene la tesi che aggressione a premier sarebbe una montatura
18 dicembre, 23:06(ANSA) - ROMA, 18 DIC - Gira da giorni su YouTube un video-bufala, che sostiene la tesi che l'aggressione a Berlusconi sarebbe stata una montatura. Le immagini, montate in modo da mostrare il volto del premier dopo il colpo ricevuto senza ferite, [sic!] sono inframmezzate da fotogrammi con scritte bianche su fondo nero in cui viene esplicitata la tesi sostenuta. Il video, finora visto da 30 mila persone, ha ricevuto l'alatola' degli stessi internauti [ma va? e quali "internauti"?] preoccupati [e a te chi l'ha detto, Sig. ANSA?] anche per le paventate restrizioni alla Rete. [ah sì? e chi le minaccia? vuoi vedere che, dopo le "leggi ad personam", siamo alle "restrizioni alla Rete ... ad personam"]
[@ ANSA.it > Cronaca > News - commenti interpolati by MdS]
[The Guardian]
[Editoriale]
Se ci fossero due regole d’oro per essere Silvio Berlusconi, queste sarebbero: stare sempre alla ribalta e incolpare gli altri per le proprie disgrazie. E questa settimana è riuscito a seguirle entrambe dopo essere stato colpito sul volto da un uomo che ha una storia di problemi mentali.
Mentre l’Italia si disperava per il secondo giorno cercando di capire se l’attacco era il risultato di ciò che il Presidente del Consiglio aveva denominato un clima d’odio contro di lui, Berlusconi è stato svelto ad approfittare della solidarietà dimostratagli da molti.
Fabrizio Cicchitto, capogruppo del PdL di Berlusconi alla Camera, ha affermato che l’attacco era stato preparato da una “spietata campagna d’odio”. Cicchitto è andato avanti facendo l’elenco di coloro i quali lui ritiene siano i responsabili della campagna: il quotidiano La Repubblica, il settimanale L’Espresso, Marco Travaglio, autore di un libro sui presunti legami di Berlusconi con la mafia, entrambi i partiti d’opposizione ed alcuni magistrati. E’ una bella lista, e accusare un giornalista di avere qualcosa a che fare, direttamente o indirettamente, con un attacco condotto da uno squilibrato, fa parte di quelle tecniche ben collaudate appartenenti a un periodo decisamente più buio della storia europea.
Non soddisfatto dalle calunnie, Berlusconi ha l’intenzione di legislare. Il suo Ministro degli interni ha dichiarato che durante la riunione del Consiglio dei Ministri, prevista per domani, verranno esaminati due nuovi ddl aventi lo scopo di limitare le manifestazioni e i “siti che inneggiano all’odio” su internet.
Invece di cercare dei capri espiatori politici, il 73enne magnate delle comunicazioni si dovrebbe domandare perché 250.000 italiani hanno partecipato al No-B day a Roma i primi di dicembre. Nel resto d’Europa e anche al di fuori di essa, ci sono manifestazioni contro determinate linee politiche o contro i governi.
In Italia, la gente manifesta contro un Presidente del Consiglio non per quello che rappresenta, bensì per quello che lui è. E i motivi sono validi. Abbiamo un uomo coinvolto in scandali a sfondo sessuale che espongono il suo presunto utilizzo di prostitute. Avendo perso l’immunità giudiziaria, deve affrontare due processi per frode, evasione fiscale e corruzione. E di fronte a queste accuse, cerca di dare la colpa ai giornalisti, agli organi di stampa e ai pubblici ministeri i quali insistono nel fare il loro lavoro e rifiutano le sue intimidazioni.
L’attacco che ha ricevuto contro la sua persona è stato feroce e orribile. Ma non ci sono prove che l’attacco sia stato organizzato da altre persone. I gruppi su Facebook nati con lo scopo di elogiare l’assalitore pentito sono di cattivo gusto, ma non giustificano un giro di vite sui siti internet che “incitano la violenza”. E’ una risposta che fa ricordare una repubblica dell’Asia centrale. Al posto di assecondare le buffonate per attirare l’attenzione fatte da Berlusconi durante i vertici come quello del G20 a Londra all’inizio dell’anno, i leader mondiali dovrebbero iniziare a prendere le distanze da un uomo del genere.
di Yasmin Inangiray
ROMA - Nonostante la convalescenza, Silvio Berlusconi trascorre il secondo giorno ad Arcore di nuovo al lavoro. Di buon mattino a villa San Martino arriva Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera, mentre nel corso della giornata il premier riceve la visita di Gianni Letta e del suo avvocato di fiducia Niccolò Ghedini. Certo, lo spirito delle visite era soprattutto all'insegna dell'amicizia (la prima domanda di ogni ospite era appunto sul suo stato di salute in seguito alle ferite riportate al volto) ma nel corso dei colloqui l'attualità politica ha fatto capolino.
Il premier è stato informato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio degli ultimi provvedimenti approvati in Consiglio dei ministri e con il suo fidato collaboratore ha fatto anche il punto della situazione dopo l'apertura al dialogo sulle riforme fatta al segretario del Pd Pierluigi Bersdani. Il colloquio con Ghedini sarebbe invece servito anche a fare il punto sui provvedimenti in tema di giustizia. Diverse poi anche le telefonate con esponenti della maggioranza, del governo e di leader internazionali. A più di qualche interlocutore il premier avrebbe ribadito la possibilità di aprire un canale di dialogo con il Pd di Bersani che, nell'idea del Cavaliere, dovrebbe prendere sempre di più le distanze dall'Italia dei Valori, soprattutto dopo l'atteggiamento tenuto da Di Pietro dopo l'aggressione subita.
Domani sera invece sarà la volta di Umberto Bossi. La cena con il Senatur era stata fissata per lunedì scorso ma, dopo l'aggressione subita dal premier domenica a piazza Duomo, gli appuntamenti in agenda erano stati annullati. Il leader della Lega arriverà con Roberto Calderoli e Roberto Cota. Ad Arcore ci dovrebbe essere anche il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. La cena per lo scambio degli auguri sara l'occasione per fare il punto con l'alleato in vista della ripresa dell'attività politica a gennaio. Un giro d'orizzonte che il premier dovrebbe tenere la prossima settimana anche con il presidente della Camera Gianfranco Fini. Le questioni aperte sul tavolo sono diverse: c'é innanzitutto da chiudere il cerchio sulle candidature alle Regionali. Le elezioni di primavera potrebbero aprire il capitolo rimpasto.
Un tema, spiegano i fedelissimi del premier, che per il momento non viene però preso in considerazione. Anche perché, è il ragionamento, sarebbe assurdo parlarne a tre mesi dalle elezioni con il rischio di aumentare le fibrillazioni nella maggioranza. Che Berlusconi abbia intenzione di fare fare dei ritocchi alla squadra di governo è un'ipotesi che circola da tempo e che sembra camminare di pari passo con la possibilità di una 'promozione' per Gianni Letta al rango di vicepremier. Un'idea nella mente del Cavaliere da mesi, che dovrebbe rafforzare la nuova linea basata del confronto e della ricerca di un dialogo con alcune forze dell'opposizione. Un eventuale nomina di Letta a vice presidente del Consiglio farebbe parte di un pacchetto di minime modifiche alla squadra di governo da fare dopo le regionali. Ad incidere infatti su un eventuale rimpasto di governo sarà anche il risultato che conseguirà la maggioranza.
Qualsiasi idea di modifiche all'esecutivo sarà discussa con gli alleati, a partire da Umberto Bossi. E la cena di domani sera potrebbe essere la prima occasione per un colloquio a tutto campo. Politica a parte, l'obiettivo per il Cavaliere è quello di recuperare in fretta le forze: "Berlusconi sta molto meglio" dice il suo portavoce Paolo Bonaiuti che aggiunge: "Posso testimoniare quanto sia determinato e positivo il suo atteggiamento". Parole confermate anche dalla figlia del premier Marina che, uscendo dalla villa di Arcore conferma ai cronisti il miglioramento dello stato di salute del Cavaliere, rinfrancato anche dall'ultimo sondaggio che da la fiducia nel presidente del consiglio al 66,1%. Berlusconi trascorrerà tutta la convalescenza a villa San Martino. Molti i biglietti di auguri natalizi ricevuti così come i messaggi di solidarietà. Al premier sono arrivati poi anche diverse composizioni floreali da parte di leader stranieri, tra i quali il leader libico Muammar Gheddafi e il presidente egiziano Hosni Mubarak che poi ha anche avuto un colloquio telefonico con il Cavaliere.


Per chi "mastica" l'Inglese, e vuole vedere l'articolo del Guardian on-line (guardian,.co.uk) in originale, eccolo qui:Silvio Berlusconi: Politics alla puttanesca, 16 December 2009.