venerdì 24 settembre 2010

L'autore del falso documento contro Fini? Un amico di Berlusconi.


"Sugli 007 accuse irresponsabili, potrei querelare"...

Frase questa attribuita a Berlusconi, ma come ci ha spiegato ieri Filippo Rossi di Fare Futuro nell'intervista rilasciata a RaiNews24 (continuo a metterci il 24 scusate, con la speranza che caccino via presto le fecce che la stanno inquinando e ripristinino il precedente e onorato nome), con questa frase Berlusconi dovrebbe prima di tutti querelare se stesso, visto che è stato proprio un SUO giornale a darne notizia molti giorni addietro, anche se in modo velato, ovvero che della vicenda se ne stavano occupando anche i servizi segreti.(*)

Ma come si sa lui (Berlusconi) non ha soltanto la memoria corta, ma la stessa cosa detta a distanza di pochi secondi rispetto ad una affermazione precedente viene completamente stravolta e con dei significati diametralmente opposti.
In altre circostanze e con altri personaggi si parlerebbe di "sdoppiamento della personalità" o di schizofrenia, ma la sua e' semplicemente furbizia politica, con l'unico obbiettivo di "esaltare" e far "esultare" i suoi acefali sostenitori che badano SOLTANTO alla forma e non alla sostanza di quello che dice.

Io ho una mia conoscenza appartenente a questa categoria; per lui Berlusconi e' un idolo perché "è anche bello, alto e simpatico e non brutto come tutti gli altri, soprattutto non ha quella
faccia di scacciuni che ha Prodi".

Comprendiamo dunque benissimo perché tutti i suoi media, tutti, compresa la Rai e nessuno escluso, ce lo mostrino sempre bellissimo e impeccabile, (per vedere lo schifo di coloranti che ha in testa bisogna vedere qualche ripresa fatta da SkyNews24 per esempio) e soprattutto sempre gli stessi media del Premier ci mostrano tutti i suoi avversari con aspetti ORRIDI da far invidia a certi personaggi HORROR cinematografici.

Che volete farci... e' questa la dura legge del mercato televisivo.

Lo stesso dicasi sulla costruzione delle prove fasulle.
Non importa che siano vere!

L'importante e' che la gente continui ad esultare e ad esaltarsi al suo Verbo strombazzato ai quattro venti dai suoi megafoni Urbi et Orbi (Televisioni e Giornali, mentre presto ci sarà anche una versione cinematografica in otto parti e una riduzione televisiva in seicentoventisettemila puntate).

Il titolo? La casa di Fini a Montecarlo.

E tutti gli altri problemi dell'Italia?
E tutti i suoi guai con la giustizia?
E i suoi presunti e reali legami con la mafia?

Bazzecole!!!
Nulla!!!

Sono nulla rispetto al grande evento che si sta materializzando in Italia:

La Casa di Fini a Montecarlo!!!

Ah quasi me ne dimenticavo... subito dopo come sub serie televisive ci saranno anche:

Il Cottage di Bocchino a Valguarnera
Le Sedute di casa Bongiorno

(*)
(da ffwebmagazine)

Alle 19.50 del 15 settembre, l'agenzia stampa Il Velino (riconducibile al portavoce del Pdl Daniele Capezzone, che ha abbandonato le proprie quote solo qualche mese fa) scrive: “Anche la casa di Montecarlo nelle maglie dell'intelligence e della Guardia di Finanza”. A scrivere l'articolo è un giornalista noto per essersi occupato a lungo dei rapporti tra politica, giornalismo e servizi segreti. Dopo due giorni, sul Giornale, Zurlo riprende la notizia e racconta che membri dei servizi e finanzieri si erano recati a Saint Lucia. Il documento arriva due giorni fa ed è falso. Ma chi ha confezionato la patacca?”.
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(da IlMessaggero.it)


«Dossier contro Fini, ecco l'autore»
I finiani: è un amico di Berlusconi

Spunta il nome di Lavitola, che smentisce: potrei querelare
Palazzo Chigi: sugli 007 accuse irresponsabili



Italo Bocchino (foto Foto Cosima Scavolini - Lapresse)
ROMA (23 settembre) - Resta alta la tensione tra Pdl e finiani, mentre non si placa lo scontro sui dossier tra i fedelissmi del presidente della Camera e il premier e Silvio Berlusconi. Palazzo Chigi smentisce infatti che i servizi segreti abbiano avuto un ruolo nella vicenda. Sono «illazioni e congetture assolutamente false e diffamatorie», secondo Palazzo Chigi, mosse «nella più totale irresponsabilità».

Ma il capogruppo di Futuro e libertà alla Camera, Italo Bocchino, che aveva già puntato il dito sugli 007, accusa: il documento che attribuisce la titolarità delle società off-shore proprietarie della casa di Montecarlo al cognato del premier Giancarlo Tulliani è un falso, confezionato da un uomo vicino al premier, Valter Lavitola, editore dell'Avanti. Quest’ultimo smentisce e annuncia querele.

«Il dossier è stato prodotto ad arte da una persona molto vicina a Berlusconi che ha girato per il Sudamerica, di cui al momento opportuno saprete il nome», ha affermato Bocchino. Poi successivamente a Annozero ha aggiunto: «Valter Lavitola, direttore de L'Avanti, sarebbe uno degli uomini che ha lavorato a questa patacca per consegnarla al premier. È stato con Berlusconi nel recente viaggio in Centro e Sud America».

Lavitola: una bufala. «Ho appreso - ha replicato Lavitola - di questa folle presunzione. Sono un giornalista, direttore di un quotidiano che benché storico purtroppo è poco letto e quindi ho cercato di mettermi sulle tracce di chi fosse il titolare di queste due società off-shore per cercare di saperlo. Purtroppo non ne sono venuto a capo, hanno fatto prima altri giornali. Confermo che sto ancora cercando di avere notizie. L'obiettivo - conclude Lavitola - era quello di cercare uno scoop che potesse essere utile a rilanciare il giornale, non credo che questo per un giornalista sia un peccato. Per quanto riguarda il fatto che il documento sia falso, non sono in grado di dirlo, spero di poterlo dire».

La lettera pubblicata dal giornale dominicano El Nacional in cui si afferma che Tulliani risulterebbe il titolare della società cui è intestato l'appartamento di Montecarlo, e che reca la fima del ministro della Giustizia dell'isola caraibica di Saint Lucia, «è vera». Lo dice il ministro dominicano Rudolph Francis, raggiunto telefonicamente dal Fatto Quotidiano, che lo ha intervistato. «La prossima settimana - aggiunge Francis nel breve colloquio - rilasceremo un comunicato ufficiale su questa materia».

Il presidente del Copasir, Massimo D’Alema, intanto chiede trasparenza sui servizi segreti: solleciteremo alla vigilanza sull'operato dell'intelligence, per eliminare «anche solo il sospetto d'attività al di fuori delle leggi», afferma in un'intervista pubblicata oggi sull'Unità.

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